Il Tirreno

Grosseto

Baseball sotto accusa Altre prescrizioni in aula

di Francesca Gori
Baseball sotto accusa Altre prescrizioni in aula

Il processo “Casa Base” si alleggerisce ancora: tanti reati cancellati dal fascicolo Lulli, Banchi e Santoro prosciolti, restano in piedi i capi d’imputazione dopo il 2010

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GROSSETO. Doveva essere un processo dibattimentale con 22 imputati, quelli finiti nell’’inchiesta “Casa Base” che ha coinvolto tre presidenti del Bbc Claudio Banchi, Roberto Ferri e Armando Cipolletti. Invece, via via che passano gli anni e le udienze in tribunale, il processo si sta assottigliando sempre di più. È successo anche durante l’udienza di ieri mattina, davanto al giudice Giovanni Muscogiuri che ieri mattina stava ascoltando la testimonianza dei finanzieri che hanno svolto le indagini. A un certo punto, l’udienza è stata interrotta perché diversi dei reati che sarebbero stati commessi dai 22 imputati erano già prescritti.

Il giudice si è quindi ritirato in camera di consiglio, dove è rimasto per un’ora e mezzo. E quando è tornato in aula, il fascicolo si è assottigliato ulteriormente. Alessandro Lulli (difeso dall’avvocato Riccardo Lottini), Claudio Banchi (difeso da Alessio Scheggi) e Raffaele Santoro ( difeso da Alessandro Maria Lecci) sono stati prosciolti. Per loro è intervenuta la prescrzione che ha estinto il reato, così come è successo per alcuni capi d’imputazione che riguardano tutti gli altri, quelli che sarebbero stati commessi fino al maggio 2010. Il tempo trascorso dall’inizio della vicenda infatti non ha permesso che tutti i reati che erano stati contestati dalla Procura fossero giudicati in aula. Già durante l’iudienza preliminare, celebrata dal giudice Valeria Montesarchio, alcuni capi d’imputazione attribuiti agli ex vertici del baseball grossetano e degli imprenditori che con il Bbc Orioles avevano avuto a che fare con servizi e fatturazioni, erano stati prescritti.

Per gli ex presidenti Roberto Ferri (dichiarazione e fatture) e Armando Cipolletti (dichiarazione), il processo va avanti, insieme a Lazzerini, Croci, Rosini, Franchini, Alunni e Sacco.

Emblematico il caso di Cipolletti, finito nell’inchiesta per reati che sarebbero stati commessi nel 2010 quando è entrato in vigore la nuova legge che ha aumentato di tre anni i termini per la prescrizione. Nei confronti dell’ex presidente, difeso dall’avvocato Massimo Ceciarini, il processo va avanti senza che sia stato possibile alleggerire la sua posizione così come è avvenuto per i suoi predecessori che hanno visto prescritti i reati che gli erano stati addebitati dopo sette anni.

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