Il Tirreno

Grosseto

AGRICOLTURA

Il colosso del "senza glutine" investe in Maremma

di Francesca Ferri
Il colosso del "senza glutine" investe in Maremma

La Martino Rossi spa, leader in cereali da filiera controllata, costruirà uno stabilimento a Casotto Pescatori. Già 150 agricoltori aderiscono

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GROSSETO. L’ottanta per cento della farina destinata alla produzione di pasta e altri prodotti senza glutine e senza allergeni in Italia passa da Cremona e da un’azienda, la Martino Rossi spa. Alle sue spalle c’è una storia di settant’anni; nel presente ci sono 500 aziende in tutta Italia che coltivano 13mila ettari sia in agricoltura biologica che tradizionale, una decina di terzisti in esclusiva, esportazioni ai quattro angoli del pianeta (Europa, Usa, Medio Oriente e Asia) e un fatturato nel 2016 di 50 milioni di euro, che si avviano ad essere 70 nel 2018.E nel futuro? Nel futuro della Martino Rossi spa c’è la Maremma e la piccola frazione di Casotto dei Pescatori. Che si avvia ad essere un grande polo di stoccaggio di questi particolari cereali e leguminose senza glutine e senza allergeni, provenienti da filiera controllata.

Nel futuro della Martino Rossi, e della Maremma, c’è un nuovo stabilimento che l’azienda cremonese si prepara a costruire qui, in un’area oggi occupata da un’ex azienda agricola, chiusa da tempo, usata come deposito da un’azienda edile. Il lotto che porterà il marchio Martino Rossi spa misura 5 ettari.
«La firma per la compravendita del lotto avverrà a breve, ma gli accordi commerciali sono stati conclusi», spiega con soddisfazione Stefano Rossi, nipote del fondatore Martino e oggi direttore commerciale. «Investiremo 2,5 milioni di euro – prosegue Rossi – e costruiremo lo stabilimento che sarà il terzo, dopo quello storico di Cremona e quello realizzato cinque anni fa in Ungheria. Nei due stabilimenti lavorano 70 dipendenti».

La struttura servirà da preraccolta, selezione, pulitura e stoccaggio dei cereali che proverranno dalla campagna maremmana. «La nostra azienda è specializzata in produzione di farine senza glutine, senza allergeni e da filiera controllata – spiega ancora Rossi –. Non si tratta solo di un prodotto per celiaci, ma anche per chi soffre di intolleranze, o per diabetici. Sono farine ricche di fibre e proteine».

La loro produzione richiede un attento controllo che la Martino Rossi spa esegue grazie ai propri agronomi. «Sono loro – spiega Rossi – che fanno i contratti con gli agricoltori e li seguono. Al momento della raccolta, noi provvediamo a fornire i macchinari apposta». Questo consente di evitare qualsiasi contaminazione con eventuali allergeni.

Lo stabilimento di Casotto dei Pescatori servirà proprio a seguire la produzione e garantirne la tracciabilità dal campo allo stabilimento di trasformazione, che è quello di Cremona.«Per ora – spiega ancora Rossi – dallo stabilimento maremmano partiranno i camion con il prodotto. Eventualmente in futuro potremo prevedere anche qui la trasformazione».

Ma cosa ha portato la Martino Rossi spa proprio in Maremma? «Abbiamo iniziato a lavorare nel Sud Italia e tuttora portiamo avanti quelle lavorazioni – spiega Stefano Rossi –. Poi abbiamo cominciato a lavorare in Toscana, comprando cece da qualche azienda agricola per un paio d’anni. Quest’anno, partendo dalle semine invernali, abbiamo incrementato la filiera, vendendo insieme agli agricoltori». Poi l’approdo in Maremma, dove l’azienda cremonese ha già un terzista. Destinato presto ad avere buona compagnia.

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Alla vigilia della firma dal notaio, infatti, gli agricoltori interessati sono già tanti. «Ad oggi circa centocinquanta aziende agricole locali hanno aderito – dice Stefano Rossi – e proprio oggi (ieri) il nostro progetto è stato presentato a Grosseto ad altre settanta».

Una volta acquisita l’area, i lavori per la costruzione dello stabilimento dovrebbero partire il mese prossimo e finire entro la fine di maggio.Oltre al lavoro nei campi, ci saranno assunzioni? «Questo progetto, specialmente durante il periodo di raccolta estivo, può arrivare all’assunzione di circa 20 persone con l’indotto – spiega Rossi –. Per il resto è molto automatizzato».

 

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