Il Tirreno

Grosseto

Cassonetto “intoccabile” Petrucci avvia l’ispezione

di Giovanna Mezzana
Cassonetto “intoccabile” Petrucci avvia l’ispezione

Le pensionate continuano a tenere sotto scacco chi si avvicina per gettare rifiuti L’assessora invia la Municipale a verificare il contenuto dei bidoni di via Svizzera

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GROSSETO. Scatta l’ispezione degli agenti della polizia municipale ai cassonetti di via Svizzera, finiti sotto uno strano “controllo” di una “squadra” di pensionate grossetane che – in alcune ore della giornata, la mattina per lo più – impedisce a residenti e commercianti di gettare rifiuti nella batteria di bidoni. Volano insulti e piovono minacce (anche fisiche) a chiunque si avvicini ai maxi contenitori di rifiuti: e questo accade per tutto il lasso di tempo durante il quale il gruppo di pensionate è indaffarato a visionare “la merce” – scatolette, prodotti confezionati, cassette di frutta – che il personale di un supermercato della zona getta abitualmente, in grande quantità, in quei cassonetti. Nell’edizione di lunedì abbiamo raccontato di questi strani movimenti – che si sono verificati anche ieri mattina – intorno all’isola ecologica a pochi metri dal rondò in prossimità del quale via Svizzera incrocia via Senegal: lo abbiamo fatto sulla base di ciò che abbiamo visto coi nostri occhi dopo aver raccolto le testimonianze di residenti e negozianti che – dalle pagine del nostro giornale – hanno chiesto l’intervento della Municipale. E il loro appello non è caduto nel vuoto.

«Bravi». «I cittadini hanno fatto la cosa giusta e li ringrazio, sono stata molto felice della loro segnalazione» dice l’assessora all’ambiente Simona Petrucci riferendosi al fatto che commercianti e residenti hanno acceso i riflettori su un’abitudine – che sta all’origine del problema – e che è evidentemente scorretta. «I supermercati non possono assolutamente gettare nei cassonetti – spiega l’assessora – gli alimenti scaduti: questi ultimi infatti non sono rifiuti ma “sottoprodotti” e, in base ad un regolamento europeo, non possono essere gestiti come rifiuti urbani, ma devono seguire un’altra filiera». Petrucci invita i supermercati a rispettare il divieto: chi non lo fa rischia di incorrere in sanzioni piuttosto pesanti. E sollecita i cittadini a denunciare comportamenti scorretti: è sufficiente una segnalazione (anche via email) all’ufficio ambiente del Comune o al sindaco o direttamente a lei (gli indirizzi sono sul sito web del Municipio). Non finisce qui. L’assessora informa di aver dato mandato (già ieri mattina) agli agenti della polizia municipale per un’ispezione del contenuto dei cassonetti di via Svizzera.

Bidoni sorvegliati. Se tempo fa quei bidoni erano l’ultima spiaggia per alcuni clochard, più di recente sono diventati un mini market di secondo livello per un gruppo di pensionate «che non hanno alcun problema economico», descrivono i negozianti della Cittadella. La prassi è questa: la squadra attende che vengano riempiti di prodotti alimentari che, seppure scaduti, si sa, spesso sono ancora edibili senza conseguenze sulla salute. A quel punto, munite di carrello, cominciano la cernita. Guai a chi si avvicina ai cassonetti per gettare l’immondizia, guai se qualcuno che non fa parte del gruppo si azzarda ad allungare le mani e a prelevare qualcosa del bottino: viene allontanato con minacce anche fisiche. Finito lo smistamento, una di loro rimane a sorvegliare la batteria di bidoni: e per avvicinarsi ad essi bisogna farsi accompagnare da lei. «Paghiamo la Tari profumatamente – dicono commercianti e residenti – e non siamo liberi di buttare l’immondizia quando vogliamo. Siamo veramente stanchi». Eliminata la causa (la “merce” del market nel bidone) forse verranno meno anche gli effetti.

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