Italia
Pelagone, 50 famiglie con il fiato sospeso
di Giovanna Mezzana e Giulia Sili
Gavorrano: timori per il naufragio del gruppo austriaco nella cui galassia rientra il golf resort. Il vicedirettore: «Stipendi ok»
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GAVORRANO. È incerto il futuro del Pelagone, il golf resort da sogno adagiato nella campagna gavorranese. Sulle Colline Metallifere si addensano nubi che provengono dall’Austria: il gruppo austriaco Imperial, nella cui galassia rientra anche il Pelagone, naviga in cattive acque; sarebbe addirittura «insolvente» secondo tv, giornali e siti web di Oltralpe. Per ora si tratta di timori per un eventuale effetto a cascata: in loco. Il Partito Comunista Italiano vede nero e già parla di «chiusura» della struttura ricettiva. I sindacati – Fisascat Cisl, in particolare – stanno invece cercando di vederci un po’ più chiaro, mentre dalla direzione del golf resort arrivano notizie rassicuranti almeno sul fronte della solvibilità per gli stipendio dei lavoratori, che sono 49, quelli diretti.
Dall’Austria a Gavorrano. Il Pelagone è un luogo incantevole: cento ettari di parco, suite, bungalow fra oleandri, centro benessere, campi da tennis, piscina, ristorante sono immersi nella dolce bassa collina gavorranese; e poi c’è il campo da golf – 18 buche – circondato da oliveti e viali di cipressi. Il Pelagone è formalmente una società a responsabilità limitata sotto l’egida di Cordial, società-club vacanze. E Cordial, a sua volta, fa parte del Gruppo Imperial del magnate austriaco di origini iraniane Faramarz Ettehadie.
Fonte di lavoro. Il Pelagone ha 49 dipendenti diretti per la stragrande maggioranza provenienti da Gavorrano e da Scarlino, ma intorno ad esso gravita un numero maggiore di lavoratori rispetto a quelli “in forza”: stando a quanto ricostruiscono i sindacati, infatti, negli anni alcuni servizi sono stati esternalizzati e c’è chi ha trovato un’opportunità di impiego nelle ditte esterne affidatarie degli appalti. C’è chi lavora per il campo da golf: sia nel servizio ai clienti che nella manutenzione del verde; c’è chi si occupa della lavanderia, delle pulizie, della cucina del ristorante; chi è impiegato nell’accoglienza. Il golf resort rappresenta dunque una chance di lavoro per tutto il ricco bouquet delle figure legate alla ricezione a 360 gradi. Non solo: il Pelagone era una delle poche strutture ricettive maremmane che per tradizione faceva “la stagione lunga”. Da qui i timori per il futuro del gioiello che – guardando l’ultimo bilancio 2016 non consolidato di Aida (Analisi Informatizzata delle Aziende Italiane) – non brillerebbe in termini di efficienza.
L’Sos. A suonare l’allarme ieri mattina è stato il Partito Comunista Italiano di Grosseto che con una nota ha dichiarato solidarietà ai lavoratori che, secondo il partito, «rischierebbero il posto di lavoro». «Dai telegiornali di Stato austriaci – scrivono il segretario Marco Barzanti e il responsabile del welfare Luciano Fedeli – abbiamo appreso la notizia del fallimento del Gruppo che detiene anche la proprietà del Pelagone. La notizia non lascia spazio a molte soluzioni, ovvero la chiusura e la perdita di lavoro dei dipendenti, con effetti sull’indotto, compresi fornitori e cooperative. Ci auguriamo che possano essere attivate le cassa integrazioni per non creare ulteriori difficoltà».
La rassicurazione. Per il momento non si può andare oltre alla geografia del campo dei timori per un possibile effetto domino del naufragio di Imperial, che per altro è un grande gruppo, con una struttura societaria complessa, dalle cui pieghe potrebbero uscire anche delle soluzioni per un golf club di alta gamma come quello gavorranese. Intanto, a gettare acqua sul fuoco è il vicedirettore del Pelagone Andrea Beneventi che allontana il rischio insolvenza a discapito dei dipendenti: «Noi – dice – abbiamo sempre pagato gli stipendi regolarmente. Siamo una società a responsabilità limitata italiana e per il momento non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione di chiusura. Per correttezza abbiamo informato i nostri dipendenti del fallimento del gruppo, ma la nostra intenzione è quella di continuare il lavoro, come abbiamo sempre fatto».
Sotto la lente. Intanto i sindacati si muovono. Fisascat Cisl ha già preso contatti con Federalberghi per monitorare la situazione. Non solo: già da lunedì Fisascat Cisl si attrezzerà per chiedere un incontro con il direttore della struttura che in questi giorni sarebbe fuori Italia. Tastato il polso ad alcuni dipendenti, Fisascat Cisl conferma inoltre quanto dichiarato da Beneventi, e cioè: «Per il momento i dipendenti hanno ricevuto gli stipendi regolarmente e anche il mensile di ottobre non è a rischio».
Dall’Austria a Gavorrano. Il Pelagone è un luogo incantevole: cento ettari di parco, suite, bungalow fra oleandri, centro benessere, campi da tennis, piscina, ristorante sono immersi nella dolce bassa collina gavorranese; e poi c’è il campo da golf – 18 buche – circondato da oliveti e viali di cipressi. Il Pelagone è formalmente una società a responsabilità limitata sotto l’egida di Cordial, società-club vacanze. E Cordial, a sua volta, fa parte del Gruppo Imperial del magnate austriaco di origini iraniane Faramarz Ettehadie.
Fonte di lavoro. Il Pelagone ha 49 dipendenti diretti per la stragrande maggioranza provenienti da Gavorrano e da Scarlino, ma intorno ad esso gravita un numero maggiore di lavoratori rispetto a quelli “in forza”: stando a quanto ricostruiscono i sindacati, infatti, negli anni alcuni servizi sono stati esternalizzati e c’è chi ha trovato un’opportunità di impiego nelle ditte esterne affidatarie degli appalti. C’è chi lavora per il campo da golf: sia nel servizio ai clienti che nella manutenzione del verde; c’è chi si occupa della lavanderia, delle pulizie, della cucina del ristorante; chi è impiegato nell’accoglienza. Il golf resort rappresenta dunque una chance di lavoro per tutto il ricco bouquet delle figure legate alla ricezione a 360 gradi. Non solo: il Pelagone era una delle poche strutture ricettive maremmane che per tradizione faceva “la stagione lunga”. Da qui i timori per il futuro del gioiello che – guardando l’ultimo bilancio 2016 non consolidato di Aida (Analisi Informatizzata delle Aziende Italiane) – non brillerebbe in termini di efficienza.
L’Sos. A suonare l’allarme ieri mattina è stato il Partito Comunista Italiano di Grosseto che con una nota ha dichiarato solidarietà ai lavoratori che, secondo il partito, «rischierebbero il posto di lavoro». «Dai telegiornali di Stato austriaci – scrivono il segretario Marco Barzanti e il responsabile del welfare Luciano Fedeli – abbiamo appreso la notizia del fallimento del Gruppo che detiene anche la proprietà del Pelagone. La notizia non lascia spazio a molte soluzioni, ovvero la chiusura e la perdita di lavoro dei dipendenti, con effetti sull’indotto, compresi fornitori e cooperative. Ci auguriamo che possano essere attivate le cassa integrazioni per non creare ulteriori difficoltà».
La rassicurazione. Per il momento non si può andare oltre alla geografia del campo dei timori per un possibile effetto domino del naufragio di Imperial, che per altro è un grande gruppo, con una struttura societaria complessa, dalle cui pieghe potrebbero uscire anche delle soluzioni per un golf club di alta gamma come quello gavorranese. Intanto, a gettare acqua sul fuoco è il vicedirettore del Pelagone Andrea Beneventi che allontana il rischio insolvenza a discapito dei dipendenti: «Noi – dice – abbiamo sempre pagato gli stipendi regolarmente. Siamo una società a responsabilità limitata italiana e per il momento non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione di chiusura. Per correttezza abbiamo informato i nostri dipendenti del fallimento del gruppo, ma la nostra intenzione è quella di continuare il lavoro, come abbiamo sempre fatto».
Sotto la lente. Intanto i sindacati si muovono. Fisascat Cisl ha già preso contatti con Federalberghi per monitorare la situazione. Non solo: già da lunedì Fisascat Cisl si attrezzerà per chiedere un incontro con il direttore della struttura che in questi giorni sarebbe fuori Italia. Tastato il polso ad alcuni dipendenti, Fisascat Cisl conferma inoltre quanto dichiarato da Beneventi, e cioè: «Per il momento i dipendenti hanno ricevuto gli stipendi regolarmente e anche il mensile di ottobre non è a rischio».
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