Italia
il segretario renzetti
«Questi sono i temi su cui dibattere» Presto nuove azioni
GROSSETO. La denuncia della perdita di 10mila posti di lavoro è il primo passo di un percorso con cui la Cgil di Grosseto vuole aprire il dibattito pubblico sui temi dell’economia e del lavoro. Lo...
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GROSSETO. La denuncia della perdita di 10mila posti di lavoro è il primo passo di un percorso con cui la Cgil di Grosseto vuole aprire il dibattito pubblico sui temi dell’economia e del lavoro. Lo farà con una conferenza programmatica, a dicembre.
«Partiamo da questa operazione di trasparenza, perché siamo convinti che la Maremma si potrà riprendere dall’attuale stato di debolezza economica solo se arriverà lavoro buono, contrattualizzato e con maggiori diritti», dice il segretario Claudio Renzetti.
Che stigmatizza anche le tante discussioni, per lo più ideologiche, dalla via Almirante alla targhetta di Ponte Mussolini, ai migranti e richiedenti asilo. «I problemi reali sono altri – dice –. O si capisce tutti che dramma stiano vivendo le persone e ci si mette a lavorare insieme, oppure chi ci governa a tutti i livelli dovrà assumersi la responsabilità di condannare al declino sociale un intero territorio. Buono solo per pensionati benestanti e benestanti in genere».
La conferenza programmatica di dicembre partirà da alcuni dati positivi, come il contratto del distretto agroalimentare (manifestazioni d’interesse per 150 milioni, ma solo 50 milioni di risorse a disposizione), oppure l’accordo di programma per utilizzare il contributo delle aree geotermiche nella riqualificazione della viabilità, e l’accordo recente per il Corridoio tirrenico.
Nel conto c’è anche la necessità di nuovi investimenti pubblici per un accordo di programma che consideri la provincia di Grosseto “area di crisi complessa”, e poi saranno aperti dossier sulle principali questioni «rispetto alle quali la politica non prende posizione, rischiando di buttare a mare occasioni di sviluppo»: infrastrutture, trasporti, geotermia, gessi rossi, messa in sicurezza idrogeologica e contro il rischio sismico, sistema di aggiudicazione degli appalti, agroalimentare, ciclo dei rifiuti, e proposte che riguarderanno anche sanità, welfare e servizi alla persona, turismo, rapporto tra grande distribuzione e commercio tradizionale, innovazione tecnologica e accordi per la legalità e il lavoro buono. (e.p.)
«Partiamo da questa operazione di trasparenza, perché siamo convinti che la Maremma si potrà riprendere dall’attuale stato di debolezza economica solo se arriverà lavoro buono, contrattualizzato e con maggiori diritti», dice il segretario Claudio Renzetti.
Che stigmatizza anche le tante discussioni, per lo più ideologiche, dalla via Almirante alla targhetta di Ponte Mussolini, ai migranti e richiedenti asilo. «I problemi reali sono altri – dice –. O si capisce tutti che dramma stiano vivendo le persone e ci si mette a lavorare insieme, oppure chi ci governa a tutti i livelli dovrà assumersi la responsabilità di condannare al declino sociale un intero territorio. Buono solo per pensionati benestanti e benestanti in genere».
La conferenza programmatica di dicembre partirà da alcuni dati positivi, come il contratto del distretto agroalimentare (manifestazioni d’interesse per 150 milioni, ma solo 50 milioni di risorse a disposizione), oppure l’accordo di programma per utilizzare il contributo delle aree geotermiche nella riqualificazione della viabilità, e l’accordo recente per il Corridoio tirrenico.
Nel conto c’è anche la necessità di nuovi investimenti pubblici per un accordo di programma che consideri la provincia di Grosseto “area di crisi complessa”, e poi saranno aperti dossier sulle principali questioni «rispetto alle quali la politica non prende posizione, rischiando di buttare a mare occasioni di sviluppo»: infrastrutture, trasporti, geotermia, gessi rossi, messa in sicurezza idrogeologica e contro il rischio sismico, sistema di aggiudicazione degli appalti, agroalimentare, ciclo dei rifiuti, e proposte che riguarderanno anche sanità, welfare e servizi alla persona, turismo, rapporto tra grande distribuzione e commercio tradizionale, innovazione tecnologica e accordi per la legalità e il lavoro buono. (e.p.)
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