Caritas, la povertà cresce In 6 mesi 10mila pasti
di Paola Villani
Il report del Coordinamento interparrocchiale indica cifre in aumento alla mensa Idem all’Emporio della solidarietà: a ottobre 140 famiglie vi hanno fatto la spesa
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FOLLONICA. Più persone rispetto al 2016 alla mensa dei bisognosi: in sei mesi sono stati distribuiti quasi 10mila pasti e il Comune versa un contributo di 32mila euro annui.
I volontari del Coordinamento interparrocchiale delle opere caritative di Follonica continuano ogni giorno a sostenere chi si trova in difficoltà. Sono tante le attività svolte dal gruppo, dalla distribuzione dei pasti e degli alimenti, alla donazione di vestiti fino agli aiuti economici diretti, al doposcuola e all’assistenza ai bisognosi e ai carcerati. E le richieste per i loro servizi purtroppo non accennano a diminuire, anzi. Dal report consegnato dal Coordinamento al Comune di Follonica per la richiesta del contributo annuale è lampante come la situazione sia peggiorata nel corso degli anni. Dal 1997 all’anno scorso le presenze sono cresciute esponenzialmente: dall’associazione non arrivano riscontri positivi neppure per il 2017.
«Il Coordinamento interparrocchiale delle opere caritative di Follonica con sede in via Serri chiede all’amministrazione per il 2018 un contributo per la preparazione e somministrazione dei pasti distribuiti dalla mensa di via Piave 9 – dicono dal Coordinamento - La struttura è attiva da circa venti anni e nel corso del 2016 il servizio è stato assicurato direttamente dalla cucina del Coordinamento e i costi relativi sostenuti sono stati di 45mila euro includendo anche l’installazione di nuove attrezzature». Da marzo dell’anno scorso infatti la mensa è gestita direttamente dai volontari che preparano i pasti nella cucina della chiesa Santi Pietro e Paolo di via Chirici: prima invece erano forniti, almeno in parte, dalla Cucina Eudania. «Nei primi sei mesi del 2017 sono stati distribuiti 9.720 pasti mensa con un aumento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente», dicono dal Coordinamento. Le spese principali nei primi sei mesi del 2017 sono state pari a 27.184 euro. Per l’acquisto di alimenti, materiali refettorio e attrezzatura sono serviti 15.300 euro, per corsi di formazione e assicurazione dei volontari sono stati spesi 2.884 euro, 3.000 euro sono stati versati per i consumi energetici e 6.000 per le spese del personale. Ma la mensa è solo uno dei modi per aiutare i bisognosi attuati dall’associazione. L’altro grande sostegno arriva dall’Emporio della solidarietà di via Serri 33. Nella sede del Coordinamento ogni settimana hanno accesso molte famiglie che attraverso una card possono prendere viveri e altri prodotti utili al loro sostentamento gratuitamente. Una forma di aiuto diversa dal solito: le persone così facendo possono ritirare generi di prima necessità e nel contempo imparare a risparmiare. Nel mese di ottobre 140 famiglie hanno fatto la spesa all'Emporio di via Serri, delle quali 93 sono italiane e 47 straniere. «Sono stati consumati 5.651 punti Carità. A ottobre sono state effettuate 1957 spese mentre 5651 persone hanno usufruito del servizio. Le famiglie che a ottobre hanno richiesto la tessera sono state 9», si legge nel report della San Vincenzo de Paoli che gestisce il servizio.
I volontari del Coordinamento interparrocchiale delle opere caritative di Follonica continuano ogni giorno a sostenere chi si trova in difficoltà. Sono tante le attività svolte dal gruppo, dalla distribuzione dei pasti e degli alimenti, alla donazione di vestiti fino agli aiuti economici diretti, al doposcuola e all’assistenza ai bisognosi e ai carcerati. E le richieste per i loro servizi purtroppo non accennano a diminuire, anzi. Dal report consegnato dal Coordinamento al Comune di Follonica per la richiesta del contributo annuale è lampante come la situazione sia peggiorata nel corso degli anni. Dal 1997 all’anno scorso le presenze sono cresciute esponenzialmente: dall’associazione non arrivano riscontri positivi neppure per il 2017.
«Il Coordinamento interparrocchiale delle opere caritative di Follonica con sede in via Serri chiede all’amministrazione per il 2018 un contributo per la preparazione e somministrazione dei pasti distribuiti dalla mensa di via Piave 9 – dicono dal Coordinamento - La struttura è attiva da circa venti anni e nel corso del 2016 il servizio è stato assicurato direttamente dalla cucina del Coordinamento e i costi relativi sostenuti sono stati di 45mila euro includendo anche l’installazione di nuove attrezzature». Da marzo dell’anno scorso infatti la mensa è gestita direttamente dai volontari che preparano i pasti nella cucina della chiesa Santi Pietro e Paolo di via Chirici: prima invece erano forniti, almeno in parte, dalla Cucina Eudania. «Nei primi sei mesi del 2017 sono stati distribuiti 9.720 pasti mensa con un aumento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente», dicono dal Coordinamento. Le spese principali nei primi sei mesi del 2017 sono state pari a 27.184 euro. Per l’acquisto di alimenti, materiali refettorio e attrezzatura sono serviti 15.300 euro, per corsi di formazione e assicurazione dei volontari sono stati spesi 2.884 euro, 3.000 euro sono stati versati per i consumi energetici e 6.000 per le spese del personale. Ma la mensa è solo uno dei modi per aiutare i bisognosi attuati dall’associazione. L’altro grande sostegno arriva dall’Emporio della solidarietà di via Serri 33. Nella sede del Coordinamento ogni settimana hanno accesso molte famiglie che attraverso una card possono prendere viveri e altri prodotti utili al loro sostentamento gratuitamente. Una forma di aiuto diversa dal solito: le persone così facendo possono ritirare generi di prima necessità e nel contempo imparare a risparmiare. Nel mese di ottobre 140 famiglie hanno fatto la spesa all'Emporio di via Serri, delle quali 93 sono italiane e 47 straniere. «Sono stati consumati 5.651 punti Carità. A ottobre sono state effettuate 1957 spese mentre 5651 persone hanno usufruito del servizio. Le famiglie che a ottobre hanno richiesto la tessera sono state 9», si legge nel report della San Vincenzo de Paoli che gestisce il servizio.
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