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Morto a 99 anni il sergente Dirti uno degli eroi di Isbuscenskij

Morto a 99 anni il sergente Dirti uno degli eroi di Isbuscenskij

GROSSETO. È morto Francesco Dirti, 99 anni, sergente, medaglia d’argento e croce di guerra al valor militare, reduce di Russia. Erano uno degli eroici cavalieri di Isbuscenskij e la sua scomparsa ha...

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GROSSETO. È morto Francesco Dirti, 99 anni, sergente, medaglia d’argento e croce di guerra al valor militare, reduce di Russia. Erano uno degli eroici cavalieri di Isbuscenskij e la sua scomparsa ha colpito profondamente tutto il personale di “Savoia Cavalleria” di ieri e di oggi.

A darne notizia è lo stesso reggimento di via Senese, aggiungendo che Dirti «ha contribuito a scrivere una pagina epica, non solo per la Cavalleria italiana. La carica di Isbuscenskij rimane un momento fondamentale, un gesto di pura passione e coesione di un reparto, delle menti e dei cuori degli uomini che ne facevano parte. Per questo motivo i comandanti che alla testa dei propri cavalieri e tutte le singole sciabole che hanno eseguito ordini così arditi e consapevoli, rimarranno sempre un esempio per chi ora ne segue le grandi orme lasciate nella storia».

Il comandante di Savoia, il colonnello Cristian Margheriti, esprime il suo cordoglio e quello dei suoi cavalieri paracadutisti alla famiglia di Francesco Dirti: «Colui che ci ha lasciati quest’oggi, ha ispirato, con le proprie gesta, quel codice non scritto, intriso di coraggio, che guida tutti noi».

All’epoca dell’episodio, uno dei caposaldi della storia del reggimento, Sirti era caporal maggiore. Ciò che fece in quella circostanza è oggetto della motivazione del conferimento della medaglia di argento: «Cadutogli ucciso il cavallo in piena carica su una postazione di mitragliatrice nemica - vi si legge - con la pistola in pugno obbligava i due serventi dell’arma a rimuovere il corpo del cavallo sotto il quale era rimasto immobilizzato con la gamba. Svincolatosi catturava i nemici, li consegnava ad un compagno e, rimontato su un cavallo scosso, ripartiva verso lo squadrone, riuscendo a partecipare ad una seconda carica».

Aggiunge il Savoia: «Il suo coraggio, la sua volontà di vivere e combattere per lo stendardo, che quel giorno libero sventolava a poca distanza sul campo di battaglia, non possono altro che spingere i giovani cavalieri paracadutisti ad affrontare le sfide di oggi sulle spalle di quei ragazzi che in quei giorni si sono fatti maestri di vita e che li osservano ora, da quell’angolo di cielo a loro riservato».

Il Savoia Cavalleria ha deciso di ricordare Sirti in un modo originale: nel giorno dei funerali, aql sergente è stato dedicato il lancio di addestramento che per coincidenza ha avuto luogo nella stessa data dell'anniversario dei fatti d'arme di El Alamein: «Nel salto tra i cieli blu i baschi amaranto di “Savoia” si uniscono alla famiglia Dirti nell’ultimo saluto».



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