Il Tirreno

Grosseto

Famiglia di predatori allarma la Feniglia

di Andrea Capitani
Famiglia di predatori allarma la Feniglia

Cinque esemplari avvistati nella pineta tra l’Argentario e Ansedonia. Associazioni preoccupate, il monitoraggio è in atto

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MONTE ARGENTARIO. In Feniglia sono stati avvistati “lupi”, o per meglio dire canidi, visto che al momento non sono ancora stati effettuati gli esami del dna per stabilire con certezza se si tratti di razza pura oppure di ibridi. Per farlo servirà analizzare gli escrementi che i cinque esemplari - due adulti e tre giovani - che scorrazzano nella pineta che collega l’Argentario con Ansedonia lasciano al loro passaggio.

Canidi che sono presenti sul tombolo sin dal mese di marzo, quando è stata verificata per la prima volta la loro presenza. Ma sta anche diventando virale, in questi giorni sui social network, un video girato da un visitatore che riprende alcuni esemplari che passano quasi sfuggevolmente di fronte all’obiettivo. Qualche residente osa chiamarli lupi ma, soprattutto da Legambiente, si raccomanda appunto di identificarli come “canidi”, in attesa di conoscere dati certi sulla loro origine. Difficile dire da dove siano arrivati e se si tratti di esemplari già avvistati in altri luoghi.

Fatto comunque allo studio del progetto Life MedWolf che, mercoledì 25 alle 10, sarà in sala Pegaso a Grosseto per la presentazione dei dati sulla presenza del lupo nelle aree in espansione. Durante il mese di luglio è stata anche segnalata al Comune e al coordinamento del Corpo Forestale dello Stato, congiuntamente da alcune associazioni (Associazione Imprenditori Porto Ercole, Proloco Porto Ercole, sezione Arci Caccia Porto Ercole, sezione Feder Caccia Porto Ercole, Associazione Dilettantistica Sportiva Diportisti Porto Ercole, Associazione Percorso Donna Porto Ercole, Comitato Croce Rossa Italiana Monte Argentario) «l’avvistamento di lupi in località Miniere e Spaccamontagne nel territorio di Monte Argentario. Con la presente - hanno scritto - si vuole informare che nei giorni scorsi sono stati avvistati nelle vicinanze di Porto Ercole dei lupi. Tale avvistamento crea preoccupazione sia perché è avvenuto in vicinanza dell’abitato di Porto Ercole e sia perché, essendo Monte Argentario un territorio votato al turismo, ci potrebbero essere ripercussioni di tipo economico legate al turismo. Inoltre, si fa presente che questo è un territorio dove il lupo non trova il suo habitat naturale».

Preoccupazioni che però vengono smorzate direttamente dal comandante dei carabinieri forestali Giovanni Quilghini che, con il suo staff formato da quattro militari, si sta occupando in questi mesi di raccogliere dati importanti sui canidi attualmente presenti in Feniglia. «Bisogna completare la caratterizzazione genetica attraverso la raccolta degli escrementi - sottolinea Quinlghini - I monitoraggi avvengono dalla primavera, periodo in cui è stata registrata la presenza nell’ambito del progetto MedWolf, che comprende anche l’azione di tipo scientifico volta alla caratterizzazione della presenza del lupo o canide in generale, quindi non solo in questa zona. Nello specifico in Feniglia, comunque, il mio reparto del nucleo tutela biodiversità, sotto la guida dello staff del progetto MedWolf, ha messo in piedi un monitoraggio di tipo scientifico».

Che consiste in tre azioni: il primo è stato individuare dei percorsi da ripetere a intervalli regolari di tempo, raccogliendo gli escrementi per poter caratterizzare geneticamente la popolazione e il singolo individuo, per avere poi un successivo dato sulla provenienza.

«Ancora non ci sono risultati - spiega - perché le analisi genetiche sono ancora in corso, visto che non tutti gli escrementi sono analizzabili. La seconda azione è quella delle fototrappole, per avere informazioni più dettagliate una volta scaricate dallo staff MedWolf. Da quello che emerge sono appunto due adulti e tre giovani. Altra indagine che si fa è quella dell’emissione di richiami attraverso un tecnica chiamata “wolf howling”, degli ululati lanciati con un apparecchio che possono dare origine ad una risposta che, finora, non si è però verificata».

Il predatore o canide, di per sé, ha una grandissima capacità di colonizzare un ambiente, così come quella di percorrere tantissimi chilometri, quindi potrebbe trattarsi comunque di individui di passaggio nonostante siano in Feniglia da diversi mesi.

Ma si sono verificati episodi di predazione?

«Nel caso della Feniglia ci sono dei segni di predazione sulla popolazione dei daini - prosegue il comandante Quilghini - Il daino però non è originario delle nostre zone e, in assenza di predatori, costituisce popolazioni molto ricche di individui che impattano negativamente sull’evoluzione vegetale, in particolare in alcune aree di latifoglie adesso in condizioni di non rinnovarsi proprio per il grande impatto del daino. Uno dei possibili scenari potrebbe quindi essere il riequilibrio della loro popolazione».

Nessun pericolo invece per l’uomo.

«Su questo siamo tranquilli perché non si registrano contatti tra il lupo e l’uomo, così come nel caso della Feniglia - analizza - . Il lupo è un animale elusivo e non vede nell’uomo una fonte alimentare, quindi tende a evitare il contatto. Però monitoriamo la situazione e non escludiamo di intervenire sul regolamento di fruizione della riserva, anche se questa è un’ipotesi, visto che al momento non abbiamo una preoccupazione specifica su questo argomento. La riserva rimarrà fruibile al pubblico, compresi gli accessi al mare e la possibilità di muoversi lungo il viale principale, anche con cani al guinzaglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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