Crea opere d’arte ma finisce nei guai
di Paola Villani
Martedì Enrique, scultore della spiaggia, lascerà Follonica: è stato segnalato alla polizia municipale
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FOLLONICA. Una pala, diversi pennelli, alcune mestole. Un annaffiatoio e del sale grosso. Sono pochi gli strumenti che servono a Enrique per creare le sue sculture di sabbia, sculture che durano anche 14 giorni. «Basta bagnarle con l’acqua di mare e rimettere il sale grosso».
Una nave da crociera con su scritto “Speranza”. “Pace nel mondo” in uno stendardo. E poi un telo dove ha scritto “Grazie” per raccogliere le offerte dei passanti. Il quarantenne francese vive da alcuni giorni sulla spiaggia del golfo, a due passi dalla foce del Petraia, sul lungomare. Due ombrelloni, un sacco a pelo e le sue sculture. Gli basta poco per vivere felice. «Giro il mondo da 14 anni e a Follonica la prima volta sono venuto nel 2002», racconta.
È nella città del golfo da prima dell’estate e martedì raccoglierà le sue cose e se ne andrà: un biglietto del treno e poi chissà quale sarà la sua casa per i prossimi mesi. A Follonica ha vissuto bene, almeno fino a ieri, quando dopo alcune segnalazioni sui social sono arrivati sulla spiaggia due agenti della municipale. I vigili urbani hanno raccolto informazioni su di lui, chiedendogli di evitare di fare i suoi bisogni lì davanti a tutti: questo infatti ha provocato la rabbia di alcuni follonichesi che, passando da viale Italia la mattina, hanno notato (e fotografato) Enrique mentre faceva la pipì vicino al muro che separa la spiaggia dalla passeggiata. «Non faccio nulla di male – racconta Enrique – sono stato tutta l’estate qua e solo oggi vengono a dirmi qualcosa? Non credo di disturbare nessuno. La mattina quando vado a fare colazione al bar uso il bagno, ma se ho bisogno immediatamente non credo di dare fastidio, non si vede nulla. Comunque martedì me ne andrò».
I vigili urbani hanno consigliato al francese di andare a dormire alla Colonia Marina, nella parte dell’edificio destinata da ottobre a marzo ad accogliere i senza tetto.«Io in un dormitorio? No, non vado grazie. Prenderò il treno e me ne andrò, forse con me ci saranno altri due amici, non lo so ancora», risponde Enrique. Ne ha viste tante il francese in questi anni di vagabondaggio per il mondo. Racconta di aver imparato a scolpire la sabbia quest’estate, quando ha iniziato a fare delle piramidi raccontando la storia egizia. «Un signore mi ha detto che ero bravo e ho continuato – racconta – Le sculture durano fino a due settimane, ogni giorno le bagno e rimetto il sale. Questo posto è bello perché con la passeggiata le persone vedono quello che faccio e mi lanciano qualche spicciolo». Ha messo un telo Enrique davanti alle sue opere d’arte: lì qualche passante lascia delle offerte. Una ragazza si ferma si fa un selfie con le sculture. Enrique non si lascia fotografare, preferisce che a parlare di lui siano quei cumuli di sabbia. Ringrazia chi lascia un’offerta, sorride e saluta.
Una nave da crociera con su scritto “Speranza”. “Pace nel mondo” in uno stendardo. E poi un telo dove ha scritto “Grazie” per raccogliere le offerte dei passanti. Il quarantenne francese vive da alcuni giorni sulla spiaggia del golfo, a due passi dalla foce del Petraia, sul lungomare. Due ombrelloni, un sacco a pelo e le sue sculture. Gli basta poco per vivere felice. «Giro il mondo da 14 anni e a Follonica la prima volta sono venuto nel 2002», racconta.
È nella città del golfo da prima dell’estate e martedì raccoglierà le sue cose e se ne andrà: un biglietto del treno e poi chissà quale sarà la sua casa per i prossimi mesi. A Follonica ha vissuto bene, almeno fino a ieri, quando dopo alcune segnalazioni sui social sono arrivati sulla spiaggia due agenti della municipale. I vigili urbani hanno raccolto informazioni su di lui, chiedendogli di evitare di fare i suoi bisogni lì davanti a tutti: questo infatti ha provocato la rabbia di alcuni follonichesi che, passando da viale Italia la mattina, hanno notato (e fotografato) Enrique mentre faceva la pipì vicino al muro che separa la spiaggia dalla passeggiata. «Non faccio nulla di male – racconta Enrique – sono stato tutta l’estate qua e solo oggi vengono a dirmi qualcosa? Non credo di disturbare nessuno. La mattina quando vado a fare colazione al bar uso il bagno, ma se ho bisogno immediatamente non credo di dare fastidio, non si vede nulla. Comunque martedì me ne andrò».
I vigili urbani hanno consigliato al francese di andare a dormire alla Colonia Marina, nella parte dell’edificio destinata da ottobre a marzo ad accogliere i senza tetto.«Io in un dormitorio? No, non vado grazie. Prenderò il treno e me ne andrò, forse con me ci saranno altri due amici, non lo so ancora», risponde Enrique. Ne ha viste tante il francese in questi anni di vagabondaggio per il mondo. Racconta di aver imparato a scolpire la sabbia quest’estate, quando ha iniziato a fare delle piramidi raccontando la storia egizia. «Un signore mi ha detto che ero bravo e ho continuato – racconta – Le sculture durano fino a due settimane, ogni giorno le bagno e rimetto il sale. Questo posto è bello perché con la passeggiata le persone vedono quello che faccio e mi lanciano qualche spicciolo». Ha messo un telo Enrique davanti alle sue opere d’arte: lì qualche passante lascia delle offerte. Una ragazza si ferma si fa un selfie con le sculture. Enrique non si lascia fotografare, preferisce che a parlare di lui siano quei cumuli di sabbia. Ringrazia chi lascia un’offerta, sorride e saluta.
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