Il Tirreno

Grosseto

Irregolarità nei bilanci Vertici dell’Asl a giudizio

di Francesca Gori
Irregolarità nei bilanci Vertici dell’Asl a giudizio

Il giudice per l’udienza preliminare ha prosciolto i nove imputati per i fatti del 2009 Scontro tra perizie sulla rappresentazione economica non conforme alla realtà 

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GROSSETO. Cosa sono i “proventi straordinari”? Sono quelle voci di bilancio che includono quelle poste che possono sopraggiungere durante un esercizio: possono esserci e possono non esserci, vanno comunque previsti. E chiaramente, se arrivano, devono essere “spostate” altrove, all’interno del conto. Questi “proventi straordinari”, indicati qua piuttosto che là, hanno finito per mettere nei guai i vertici della Asl 9 nel periodo 2009-2011 e il collegio dei revisori dei conti che quei bilanci avevano certificato. Bilanci chiusi in pareggio per effetto di queste operazioni di ingegneria contabile.

In nove si sono trovati ieri davanti al giudice per l’udienza preliminare Sergio Compagnucci che ha stralciato le posizioni di tutti gli imputati per quanto riguarda i bilanci del 2009. Per tutti gli altri capi d’accusa invece, e quindi per l’ipotesi di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, sono stati rinviati a giudizio. La Procura infatti ipotizza non un falso in bilancio ma una rappresentazione economica e finanziaria non conforme alla realtà.

Nessuno dei nove imputati ha chiesto l’ammissione al rito abbreviato e il 18 gennaio si troveranno tutti davanti al giudice Giovanni Muscogiuri: sono Fausto Mariotti, (direttore generale), Francesco Ghelardi (direttore amministrativo), Danilo Zuccherelli (direttore sanitario), Daniele Testi (direttore gestioni economiche e finanziarie), Maria Teresa Albiani (direttore facente funzioni gestioni economiche e finanziarie) - tutti dirigenti Asl - e Alessandro Andrei (presidente), Gianluca Ancarani, Clemente Fiorilli e Ilaria D’Andrea - tutti componenti dei collegi dei revisori dei conti.

Sono tre i bilanci finiti nel mirino della Procura dopo lo scandalo dell’Asl di Massa Carrara: fu la stessa Procura a inviare ai colleghi le informative. Per questo i magistrati di via Monterosa che avevano affidato le indagini alla guardia di finanza, decisero di mettere al lavoro un proprio consulente. In ballo c’erano milioni di euro: ma il metodo applicato per la valutazione di quei bilanci - sostengono i difensori dei nove imputati - che è stato applicato dal consulente della Procura, non poteva essere utilizzato. I parametri infatti, sono cambiati nel 2014: lo stesso metodo, in sostanza, non poteva essere applicato anche ai bilanci precedenti, ovvero quelli che vanno dal 2009 al 2011.

Per il bilancio del 2009, i nove imputati sono stati prosciolti. Restano in piedi le accuse per i due anni successivi: per il 2010 (Mariotti, Ghelardi, Zuccherelli e Albiani) la perdita certificata era di soli 478 euro: sarebbe stata invece di 3,9 milioni di euro - sempre per effetto della contabilizzazione ritenuta errata dalla Procura - le perdite a nuovo sarebbero state 125 milioni invece che 122 milioni, il patrimonio netto sarebbe stato di 38,9 milioni anziché 44,3 milioni. Anche in questo caso i revisori avrebbero avallato una scelta illegittima. L’ultimo bilancio è quello del 2011: il bilancio non sarebbe stato in parità (appena 467 euro di perdita) ma sarebbe stato sotto di 2,3 milioni di euro, con perdite a nuovo di 129 milioni invece che di 122 milioni e con un patrimonio netto ritenuto effettivo di 40,7 milioni piuttosto che quello di 45,1 milioni indicati.

I bilanci, oltre alla ratifica dei sindaci revisori, passavano però anche il vaglio del ministero dell’Economia e finanze e di quello della Sanità e nessuno ha mai trovato difformità nelle cifre presentate. Ora della guerra tra periti, quelli della Procura e quelli incaricati dai difensori degli imputati se ne occuperà il giudice del tribunale di Grosseto: il processo si aprirà il 18 gennaio di fronte al giudice Giovanni Muscogiuri (pm è Marco Nassi).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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