Il presidio
Ricettazione, patteggiano tre cileni
GROSSETO. Hanno patteggiato 2 anni e sono tornati in libertà per effetto della sospensione della pena i tre cileni arrestati dai carabinieri per ricettazione, dopo una fuga per i campi.Il giudice...
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GROSSETO. Hanno patteggiato 2 anni e sono tornati in libertà per effetto della sospensione della pena i tre cileni arrestati dai carabinieri per ricettazione, dopo una fuga per i campi.
Il giudice Marco Mezzaluna ha ritenuto equa la pena concordata tra il pm Arianna Ciavattini e il difensore Riccardo Lottini. E così Pedro Andres Carvajal Candia, 19 anni, Robert Perie Fredes Elizondo, 31 anni, e Tomas Ignacio Abarca Lopez, anche lui 19 anni, hanno lasciato il carcere (erano detenuti tra Siena e Pisa), dove erano stati rinchiusi dalla fine di aprile. Quando erano stati sorpresi dai carabinieri di Magliano in Toscana e dagli uomini del nucleo operativo e radiomobile di Orbetello: i tre stavano cercando di entrare in una casa del borgo. Per rubare, o forse per nascondersi. Erano le tre della notte quando gli uomini erano stati sottoposti a fermo dai militari, dopo che erano scappati all’alt e dopo che, abbandonata l’auto sulla quale stavano viaggiando, avevano tentato la fuga correndo nei campi. Parte della refurtiva riferibile a colpi avvenuti tra il capoluogo e Casalecci (gioielli, capi di abbigliamento, tablet, cellulari e apparecchiature informatiche per un equivalente di 5.000 euro) era stata ritrovata sulla loro auto. Il 30 aprile, quando i carabinieri avevano dato notizia degli arresti diffondendo la foto della refurtiva, una delle persone derubate aveva riconosciuto come propri alcuni oggetti e si era quindi presentato in caserma, ottenendone la restituzione. Era riuscito a recuperare cellulare, playstation, braccialetti ma non il denaro che gli era stato portato via. Il furto era stato denunciato direttamente in caserma, davanti ai militari: il proprietario non aveva ancora fatto in tempo a formalizzare la denuncia. I ladri erano entrati in azione al complesso Le Gemme, oltre via Uranio: erano entrati nel giardino dell’abitazione al piano terra, erano scesi per le scale fino alla taverna e avevano rotto la finestra del bagno, riuscendo a entrare. Avevano messo a soqquadro l’abitazione, uscendo poi pare attraverso la porta della taverna stessa. Il furto era stato scoperto al rientro, verso le 18. Il proprietario – che mancava dal mattino e che quindi non era stato in grado di precisare il momento del furto – aveva chiamato la polizia di stato, era intervenuta anche la scientifica alla ricerca di tracce. (p.s.)
Il giudice Marco Mezzaluna ha ritenuto equa la pena concordata tra il pm Arianna Ciavattini e il difensore Riccardo Lottini. E così Pedro Andres Carvajal Candia, 19 anni, Robert Perie Fredes Elizondo, 31 anni, e Tomas Ignacio Abarca Lopez, anche lui 19 anni, hanno lasciato il carcere (erano detenuti tra Siena e Pisa), dove erano stati rinchiusi dalla fine di aprile. Quando erano stati sorpresi dai carabinieri di Magliano in Toscana e dagli uomini del nucleo operativo e radiomobile di Orbetello: i tre stavano cercando di entrare in una casa del borgo. Per rubare, o forse per nascondersi. Erano le tre della notte quando gli uomini erano stati sottoposti a fermo dai militari, dopo che erano scappati all’alt e dopo che, abbandonata l’auto sulla quale stavano viaggiando, avevano tentato la fuga correndo nei campi. Parte della refurtiva riferibile a colpi avvenuti tra il capoluogo e Casalecci (gioielli, capi di abbigliamento, tablet, cellulari e apparecchiature informatiche per un equivalente di 5.000 euro) era stata ritrovata sulla loro auto. Il 30 aprile, quando i carabinieri avevano dato notizia degli arresti diffondendo la foto della refurtiva, una delle persone derubate aveva riconosciuto come propri alcuni oggetti e si era quindi presentato in caserma, ottenendone la restituzione. Era riuscito a recuperare cellulare, playstation, braccialetti ma non il denaro che gli era stato portato via. Il furto era stato denunciato direttamente in caserma, davanti ai militari: il proprietario non aveva ancora fatto in tempo a formalizzare la denuncia. I ladri erano entrati in azione al complesso Le Gemme, oltre via Uranio: erano entrati nel giardino dell’abitazione al piano terra, erano scesi per le scale fino alla taverna e avevano rotto la finestra del bagno, riuscendo a entrare. Avevano messo a soqquadro l’abitazione, uscendo poi pare attraverso la porta della taverna stessa. Il furto era stato scoperto al rientro, verso le 18. Il proprietario – che mancava dal mattino e che quindi non era stato in grado di precisare il momento del furto – aveva chiamato la polizia di stato, era intervenuta anche la scientifica alla ricerca di tracce. (p.s.)
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