In Kosovo “scortato” dai carabineri
Retribuiti con 200 euro al giorno dal professionista che riportò in Italia 20.000 euro
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FOLLONICA. C’è anche un viaggio in Kosovo nell’inchiesta della Dda di Firenze e della Procura di Grosseto. Nel paese balcanico “accompagnarono” Evans Capuano due carabinieri. I due militari sono stati identificati e interrogati. La loro posizione è al vaglio dell’inchiesta. Per conto di Capuano, annotano gli inquirenti, avrebbero riportato in Italia somme di denaro di 20.000 euro ciascuno e sarebbero stati retribuiti con 200 euro al giorno. L’autista del commercialista, intercettato, dice: «Mi sono meravigliato di questi carabinieri che ci sono cascati in questo troiaio».
Il viaggio viene definito dal gip «una vicenda davvero paradossale», al punto che persino la persona che «in sostanza lavorava per Capuano come autista-guardia del corpo personale in una conversazione intercettata il 18 febbraio 2014 appariva perplesso». Nel parlare del viaggio in Kosovo l’autista-guardia del corpo del commercialista diceva a una sua interlocutrice: «Lui ora ha portato i carabinieri a fare la sceneggiata, ha contattato l’ambasciata, a quegli altri, ai kosovari inventerà la storia che lui gli mette un po’ di paura, che lui ha contattato i carabinieri... però io mi sono meravigliato un pochino di questi carabinieri che ci sono andati e sono cascati in questo troiaio», «loro hanno da perdere loro sono militari».
Il gip commenta anche che «Capuano ha anche una capacità di penetrare in qualche modo gli ambiti istituzionali, strumentalizzando per i suoi fini persone che dovrebbero invece essere tenute al segreto di ufficio ed alla imparzialità nell’esercizio delle funzioni loro proprie».
Ieri ci sono stati alcuni interrogatori di testimoni che gli inquirenti avevano deciso di non coinvolgere per non allarmare il contesto di paura, omertà e vessazioni in cui Capuano e i suoi complici avrebbero agito. I loro racconti potrebbero dare sviluppi importanti. Uno degli ambienti è quello sportivo, visto che Capuano ha dei trascorsi, recenti, come pilota di rally e tra i nomi delle persone a cui, per ritorsioni basate su motivi diversi, aveva fatto incendiare le auto ci sono piloti e organizzatori di gare automobilistiche.
Il viaggio viene definito dal gip «una vicenda davvero paradossale», al punto che persino la persona che «in sostanza lavorava per Capuano come autista-guardia del corpo personale in una conversazione intercettata il 18 febbraio 2014 appariva perplesso». Nel parlare del viaggio in Kosovo l’autista-guardia del corpo del commercialista diceva a una sua interlocutrice: «Lui ora ha portato i carabinieri a fare la sceneggiata, ha contattato l’ambasciata, a quegli altri, ai kosovari inventerà la storia che lui gli mette un po’ di paura, che lui ha contattato i carabinieri... però io mi sono meravigliato un pochino di questi carabinieri che ci sono andati e sono cascati in questo troiaio», «loro hanno da perdere loro sono militari».
Il gip commenta anche che «Capuano ha anche una capacità di penetrare in qualche modo gli ambiti istituzionali, strumentalizzando per i suoi fini persone che dovrebbero invece essere tenute al segreto di ufficio ed alla imparzialità nell’esercizio delle funzioni loro proprie».
Ieri ci sono stati alcuni interrogatori di testimoni che gli inquirenti avevano deciso di non coinvolgere per non allarmare il contesto di paura, omertà e vessazioni in cui Capuano e i suoi complici avrebbero agito. I loro racconti potrebbero dare sviluppi importanti. Uno degli ambienti è quello sportivo, visto che Capuano ha dei trascorsi, recenti, come pilota di rally e tra i nomi delle persone a cui, per ritorsioni basate su motivi diversi, aveva fatto incendiare le auto ci sono piloti e organizzatori di gare automobilistiche.
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