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Picchia più volte la moglie La polizia lo aspetta all’ospedale

Picchia più volte la moglie La polizia lo aspetta all’ospedale

GROSSETO. Era stato appena dimesso dall’ospedale Misericordia dove era stato sottoposto a un intervento chirurgico all’addome. Ma ad aspettarlo c’erano gli uomini della squadra mobile della polizia...

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GROSSETO. Era stato appena dimesso dall’ospedale Misericordia dove era stato sottoposto a un intervento chirurgico all’addome. Ma ad aspettarlo c’erano gli uomini della squadra mobile della polizia che lo hanno preso e portato al carcere di via Saffi.

È stata la seconda moglie dell’uomo a raccontare l’orrore che aveva subito più volte nella casa dove vivevano insieme.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della donna, su ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna.

Da tempo quella casa era diventata un inferno per la coppia.

L’uomo, di origini tunisine, più volte avrebbe alzato le mani addosso alla donna fino a quando lei non ce l’ha fatta più e ha deciso di raccontare agli uomini della squadra mobile quello che era costretta a subire.

I poliziotti della questura, dopo aver raccolto lo sfogo della donna hanno cominciato a fare le indagini e alla fine, il sostituto procuratore che ha coordinato l’inchiesta ha chiesto al giudice che l’uomo venisse arrestato.

Ma il tunisino era in ospedale, dove aveva subito un delicato intervento allo stomaco e l’arresto è stato quindi fatto una volta dimesso.

Nonostante la vistosa ferita sull’addome, il quarantunenne è stato portato al carcere di via Saffi dove ieri mattina si è svolto l’interrogatorio di garanzia.

Difeso dall’avvocato Christian Sensi, l’uomo ha deciso di non rispondere alle domande del giudice che ha convalidato l’arresto.

Gli episodi contestati sarebbero stati più di uno. La donna si sarebbe dovuta rivolgere anche al pronto soccorso, per le ferite riportate durante uno di questi attacchi di violenza.

Francesca Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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