Il Tirreno

Grosseto

Il Parco valorizza la filiera del grano antico

Il Parco valorizza la filiera del grano antico

Firmato il protocollo: l’intento è quello di far crescere il progetto Drago e trovare collaboratori

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GAVORRANO. Ad appena sei mesi dalla nascita della nuova filiera cerealicola “Drago” arriva la collaborazione con il Parco delle Colline Metallifere: ieri mattina è stata firmata la dichiarazione di intenti.

La filiera, denominata Drago – ovvero distretto rurale agricolo gastronomico organizzato – vanta una nascita dal basso: sono stati gli stessi agricoltori, guidati dal capofila Alessio Guazzini, ad organizzare una rete di produttori. I grani sono quelli cosiddetti “antichi” – come il Senator Cappelli e la Verna – provenienti dalla banca del germoplasma di Grosseto, i coltivatori invece sono quelli di 30 aziende del territorio distribuite tra Massa Marittima, Montieri, Monterotondo e Follonica.

Per macinare il grano hanno un mulino con macina a pietra e quest’anno hanno potuto contare già su un piccolo ma prezioso tesoro: 370 quintali di grano raccolto. La farina macinata viene poi lavorata dai trasformatori che hanno aderito al progetto: ad oggi è il fornaio Andrea Montomoli a preparare il “pane con il sole” venduto in diversi punti vendita del territorio ma l’obbiettivo è quello di crescere e trovare nuovi collaboratori. «Con questo progetto – ha spiegato Guazzini – abbiamo voluto dare agli agricoltori un’opportunità per creare reddito, anche perché sono loro che presidiano il territorio e lo custodiscono». «Il progetto – ha detto Alessandra Casini, direttrice del Parco – rispetta la sostenibilità ambientale e sociale e per il Parco rappresenta quindi un modello di sviluppo del territorio che deve essere incoraggiato». Drago rientra infatti perfettamente nelle corde del Parco che tra le sue mission ha anche la promozione e la valorizzazione delle esperienze locali nel campo della sostenibilità così come prevede la Carta europea del turismo sostenibile. «Aderire alla carta europea – ha detto Lidia Bai, presidente del Parco – non significa soltanto ricevere un riconoscimento, ma anche seguire un metodo di lavoro che ci ha portato a dialogare e lavorare insieme alle istituzioni e ai soggetti privati del territorio». Dal campo di grano al pane Drago realizza un prodotto completamente locale: «Riuscire a produrre una farina che viene direttamente dal nostro territorio ha molti vantaggi – ha spiegato Andrea Montomoli – Alla fine il pane che otteniamo dai grani antichi costa poco di più di un pane tradizionale ma il prodotto è ottimo».

Giulia Sili

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