Il presidio
Idea, il “summer” festival non sarà più solo estivo
di Paola Villani
Ruffini torna a Follonica e con Benini lancia il progetto di allungare l’evento Il comico: «Lo faccio per i voti, dopo Andrea il sindaco sarò io. Mi candido»
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FOLLONICA. Il prossimo sindaco di Follonica potrebbe essere Paolo Ruffini? Lui, il comico, si autocandida. E il Follonica Summer Festival potrebbe così diventare un’ottima tattica per accaparrarsi il sostegno di molti elettori del golfo.
Il comico livornese ieri pomeriggio ha fatto nuovamente tappa a Follonica. Ha mantenuto la promessa: sarebbe tornato nella città del golfo per raccontare le sue impressioni sulla kermesse estiva da lui diretta e sostenuta economicamente con la sua agenzia di spettacoli “Non c’è problema”, e per svelare qualche piccola anticipazione su quello che sarà il futuro del festival. E così è stato.
Quando a parlare è il comico livornese il passaggio dal serio al faceto è veloce. Alla fine quindi ha svelato non tanto quello che sarà il programma della prossima rassegna, ma quello che lui dice essere il suo scopo recondito, ovvero farsi eleggere a sindaco quando Andrea Benini concluderà il suo mandato, nel 2019.
«Che dici Andrea? Mi conviene fare il sindaco? ». Con il primo cittadino del golfo Ruffini ha un feeling particolare: scherzano come vecchi amici e Benini quando c’è lui perde un po’della sua serietà istituzionale, divertendosi a rispondere a tono alle battute.
Il sindaco Ruffini non lo farà, ma sicuramente diventerà sempre più follonichese, grazie a quello che sarà il futuro del Follonica Summer Festival. La scommessa è stata vinta sia da lui che dall’amministrazione, che nel suo progetto ha creduto subito. Ora però tirate le somme del 2017 c’è da pensare al 2018 e agli anni a venire. «A Follonica in quei giorni (quelli del festival, ndr) è più facile essere felici», dice Ruffini. E quei giorni potrebbero diventare di più di 10 serate in piena estate, potrebbero essere spalmati nel corso di tutto l’anno, con altri eventi collaterali, magari con la partecipazione delle scuole cittadine, oppure con altre manifestazioni. E il Comune potrebbe investire di più economicamente nella rassegna, così come più risorse potrebbe essere destinate al festival dalla “Non c’è problema”.
Dalle parole del sindaco si capisce che ci sono dei progetti in cantiere e che l’idea è quella di rendere il festival di Ruffini non solo un appuntamento fisso in agosto, ma un contenitore che sia radicato nel territorio. «Siamo soddisfatti dell’operazione fatta, non solo per l’offerta turistica ma perché abbiamo dato una funzione allo spazio del Parco Centrale, legandolo al resto della città, anzi facendolo diventare il baricentro del nostro Comune per dieci giorni – dice Benini – Vogliamo fare di più. L’idea è quella di investire su questo progetto non solo per 10 giorni all’anno. Penso a una collaborazione duratura che possa crescere, che si leghi ad altri percorsi e ad altri momenti della nostra città. Chissà la parola “Summer” potrebbe trasformarsi in altro».
Quando il sindaco, parla Ruffini annuisce e sorride. Nei giorni del festival a Follonica «c’era una tale energia – dice il comico – che quella di agosto non sembrava la prima edizione del festival ma la terza. È vero quello che dice il sindaco: è tempo di creare una tradizione». E le oltre 20. 000 presenze e il fatto, come dice Ruffini, «che non sono arrivate critiche da parte dei soliti lamentosi», fanno ben sperare per il futuro. Intanto a fine anno se ne saprà di più e per il programma 2018 invece i follonichesi dovranno aspettare la primavera.
Il comico livornese ieri pomeriggio ha fatto nuovamente tappa a Follonica. Ha mantenuto la promessa: sarebbe tornato nella città del golfo per raccontare le sue impressioni sulla kermesse estiva da lui diretta e sostenuta economicamente con la sua agenzia di spettacoli “Non c’è problema”, e per svelare qualche piccola anticipazione su quello che sarà il futuro del festival. E così è stato.
Quando a parlare è il comico livornese il passaggio dal serio al faceto è veloce. Alla fine quindi ha svelato non tanto quello che sarà il programma della prossima rassegna, ma quello che lui dice essere il suo scopo recondito, ovvero farsi eleggere a sindaco quando Andrea Benini concluderà il suo mandato, nel 2019.
«Che dici Andrea? Mi conviene fare il sindaco? ». Con il primo cittadino del golfo Ruffini ha un feeling particolare: scherzano come vecchi amici e Benini quando c’è lui perde un po’della sua serietà istituzionale, divertendosi a rispondere a tono alle battute.
Il sindaco Ruffini non lo farà, ma sicuramente diventerà sempre più follonichese, grazie a quello che sarà il futuro del Follonica Summer Festival. La scommessa è stata vinta sia da lui che dall’amministrazione, che nel suo progetto ha creduto subito. Ora però tirate le somme del 2017 c’è da pensare al 2018 e agli anni a venire. «A Follonica in quei giorni (quelli del festival, ndr) è più facile essere felici», dice Ruffini. E quei giorni potrebbero diventare di più di 10 serate in piena estate, potrebbero essere spalmati nel corso di tutto l’anno, con altri eventi collaterali, magari con la partecipazione delle scuole cittadine, oppure con altre manifestazioni. E il Comune potrebbe investire di più economicamente nella rassegna, così come più risorse potrebbe essere destinate al festival dalla “Non c’è problema”.
Dalle parole del sindaco si capisce che ci sono dei progetti in cantiere e che l’idea è quella di rendere il festival di Ruffini non solo un appuntamento fisso in agosto, ma un contenitore che sia radicato nel territorio. «Siamo soddisfatti dell’operazione fatta, non solo per l’offerta turistica ma perché abbiamo dato una funzione allo spazio del Parco Centrale, legandolo al resto della città, anzi facendolo diventare il baricentro del nostro Comune per dieci giorni – dice Benini – Vogliamo fare di più. L’idea è quella di investire su questo progetto non solo per 10 giorni all’anno. Penso a una collaborazione duratura che possa crescere, che si leghi ad altri percorsi e ad altri momenti della nostra città. Chissà la parola “Summer” potrebbe trasformarsi in altro».
Quando il sindaco, parla Ruffini annuisce e sorride. Nei giorni del festival a Follonica «c’era una tale energia – dice il comico – che quella di agosto non sembrava la prima edizione del festival ma la terza. È vero quello che dice il sindaco: è tempo di creare una tradizione». E le oltre 20. 000 presenze e il fatto, come dice Ruffini, «che non sono arrivate critiche da parte dei soliti lamentosi», fanno ben sperare per il futuro. Intanto a fine anno se ne saprà di più e per il programma 2018 invece i follonichesi dovranno aspettare la primavera.
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