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Dal palcoscenico della Cava di Roselle ad un progetto per il futuro
La Cooperativa Atlante nasce con una mission nel campo della formazione, poi si aggiunge il comparto del restauro che diventerà un fiore all’occhiello, quindi i successi della squadra di calcio e...
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La Cooperativa Atlante nasce
con una mission nel campo della formazione, poi si aggiunge il comparto del restauro che diventerà un fiore all’occhiello, quindi i successi della squadra
di calcio e – ultima arrivata – la Fondazione Atlante per la Maremma che Gianni Lamioni ha affidato alla figlia Viola. Nel 2017 la Cooperativa Atlante ha tagliato il traguardo dei 25 anni di attività. L’avventura imprenditoriale
di Gianni Lamioni apre una serie
di interviste che Il Tirreno dedicherà ai protagonisti della Festa dei Compleanni, che hanno già “messo in scena” la propria storia sul palcoscenico della Cava, il 6 settembre: chiuso quel sipario, ora chiediamo a ciascuno di loro di raccontarcela un’altra volta per i lettori del Tirreno che a quella serata non erano presenti.
E siccome tutti i dodici festeggiati hanno dato e danno qualcosa di importante alla Maremma e all’Amiata – in termini di arte, cultura, bellezza, lavoro di qualità e, non per ultimo, buon cibo – in futuro non potranno che allungare e rendere più spesso, più forte, il filo rosso che li lega alla loro terra. In che modo? Come ha fatto oggi Gianni Lamioni,
ce lo diranno loro.
con una mission nel campo della formazione, poi si aggiunge il comparto del restauro che diventerà un fiore all’occhiello, quindi i successi della squadra
di calcio e – ultima arrivata – la Fondazione Atlante per la Maremma che Gianni Lamioni ha affidato alla figlia Viola. Nel 2017 la Cooperativa Atlante ha tagliato il traguardo dei 25 anni di attività. L’avventura imprenditoriale
di Gianni Lamioni apre una serie
di interviste che Il Tirreno dedicherà ai protagonisti della Festa dei Compleanni, che hanno già “messo in scena” la propria storia sul palcoscenico della Cava, il 6 settembre: chiuso quel sipario, ora chiediamo a ciascuno di loro di raccontarcela un’altra volta per i lettori del Tirreno che a quella serata non erano presenti.
E siccome tutti i dodici festeggiati hanno dato e danno qualcosa di importante alla Maremma e all’Amiata – in termini di arte, cultura, bellezza, lavoro di qualità e, non per ultimo, buon cibo – in futuro non potranno che allungare e rendere più spesso, più forte, il filo rosso che li lega alla loro terra. In che modo? Come ha fatto oggi Gianni Lamioni,
ce lo diranno loro.
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