Il Tirreno

Grosseto

«Un aumento simile non si provoca da sé»

di Alfredo Faetti
«Un aumento simile non si provoca da sé»

Il vicecomandante Bonfiglio parla di incremento del 20% «La prefetta ha avviato confronti per trovare soluzioni»

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GROSSETO. «Un’impennata simile di incendi non si provoca da sé». Parole che tengono conto delle indagini in corso affidate alle autorità inquirenti, con il punto fermo che finché non c’è la prova provata non è possibile essere certi del dolo. Ma allo stesso tempo, offrono una riflessione sui numeri, che vedono in aumento sia il numero di incendi sia la superficie ridotta in cenere.

Roberto Bonfiglio, vicecomandante provinciale dei vigili del fuoco, dosa bene le risposte nelle vesti del suo ruolo e non parla mai apertamente di piromani, su cui si sta ancora cercando di risalire alla verità. Però, «se scoppia un incendio e subito dopo ne scoppia un altro a cento cinquanta metri di distanza è difficile credere che non siano collegati da qualcosa», per usare le sue parole. Semplice buon senso, del resto. Lo stesso che andrebbe usato nella prevenzione, da parte di cittadini e istituzioni, ma che non sempre ha prevalso, come dimostrano i fatti.

Vicecomandante, qual è il bilancio degli incendi di questa estate torrida?

«Le stime precise che abbiamo arrivano alla metà di agosto, quando abbiamo confrontato gli eventi avvenuti nel 2017 con quelli del 2016. Per quanto riguarda il numero degli incendi c’è un incremento del 15-20 per cento rispetto alla scorsa stagione, mentre per quanto riguarda la superficie interessata e danneggiata dal fuoco questa è quasi raddoppiata. Parliamo di circa cinquecento ettari interessati dagli incendi. Un aumento consistente, una vera impennata».

Qual è la zona più colpita?

«Il territorio maggiormente colpito dagli incendi è quello di via delle Collacchie verso Castiglione della Pescaia e lungo la strada provinciale che dalla cittadina porta a Grosseto. Sono proprio Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia i punti in cui si sono registrati le maggiori criticità: nella prima per il numero di incendi, nella seconda per le superfici danneggiate, in buon parte boschive».

Cosa poteva essere fatto di utile che non è stato fatto?

«Beh, il presidio annunciato dal Comune poteva essere importante. Il comando da subito ha messo a disposizione tutti gli strumenti per dare copro a questo progetto: ha individuato le sedi e aveva già pronto il personale da utilizzare, ma alla fine l’idea non è andata in porto. Non so di preciso il perché, ma il Comune ha rinunciato».

Si è parlato anche di una camionetta dei vigili del fuoco per presidiare...

«È vero, ma è quanto di più falso che si potesse dire. Per legge noi non possiamo delocalizzare i mezzi, che devono restare sempre a disposizione del comando. Occorrono altri soggetti a supporto, sempre nel rispetto delle norme, che prevedono che solo il nostro corpo debba provvedere allo spegnimento degli incendi, mentre le altre realtà, come i volontari, possono collaborare a sostegno e per la fase delle bonifiche».

Ma soprattutto si è parlato di piromani.

«Occorrono prove concrete per avere la certezza che ci sia un dolo. Ma il numero crescente di incendi, questa impennata, non si provoca da sé».

Il cittadino comune cosa può fare per aumentare la prevenzione?

«Provvedere alla pulizia dei terreni, delle strade e delle pinete. Se il sottobosco è particolarmente carico, ad esempio di aghi di pino, l’innesco trovare terreno fertile. Ecco allora che la pulizia diventa importante».

Cosa si sta facendo in vista della prossima estate?

«La prefetta ha già avviato dei confronti, come ha fatto lo scorso anno, per cercare di trovare le risorse necessarie per organizzare al meglio l’attività antincendio».

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