Il presidio
Giovedì discussione in consiglio, la giunta visita la Castellaccia
La prossima sarà una settimana importante a Gavorrano per quanto riguarda la questione dell’accoglienza profughi, segnata da due tappe distinte.La prima è in agenda per giovedì, quando in consiglio...
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La prossima sarà una settimana importante a Gavorrano per quanto riguarda la questione dell’accoglienza profughi, segnata da due tappe distinte.
La prima è in agenda per giovedì, quando in consiglio comunale verrà discussa l’adesione del Comune allo Sprar, il sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati.
La seconda tappa arriverà il giorno successivo, quando nel suo classico tour tra le frazioni la giunta arriverà alla Castellaccia, quel piccolo crocevia dove la presenza di migranti, quasi uno per ogni abitante, ha portato i residenti a una petizione per chiedere di alleggerire il carico. Una richiesta sposata anche dal gruppo consiliare in Regione Toscana dalla Lega Nord, che è arrivata anche in Maremma per un sopralluogo così da vedere con i proprii occhi la situazione del crocevia minerario. Il primo momento resta quello più decisivo, perché darà le basi alla futura accoglienza gavorranese. Durante la seduta del consiglio, convocata nella mattinata di giovedì, tra i vari punti all’ordine del giorno ci sarà appunto anche la mozione presentata dalla maggioranza per l’adesione del Comune di Gavorrano allo Sprar. Si tratta di un primo passo verso l’adesione a questo nuovo strumento dopo il modello coordinato direttamente dalla Prefettura.
Una discussione che nel territorio è tornata in voga nelle ultime settimane dopo il caso della Castellaccia, finito anche in Regione attraverso una mozione presentata dalla Lega Nord, dato che in questa frazione ci sono 44 richiedenti asilo a fronte di 58 residenti.
Ne è nata anche una petizione, che sarà al centro dell’incontro con la giunta in agenda per venerdì alle 17 al centro sociale. «Teniamo alta la guardia», avverte il consigliere regionale leghista Marco Casucci, firmatario della mozione, venuto a sapere dell’incontro, che si annuncia acceso viste le proteste di molti abitanti della Castellaccia, pronti a far valere le firme raccolte sotto al documento in cui si chiede chiaramente di ridistribuire il numero degli esuli tra i vari Comuni della provincia e non solo. (a.f.)
La prima è in agenda per giovedì, quando in consiglio comunale verrà discussa l’adesione del Comune allo Sprar, il sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati.
La seconda tappa arriverà il giorno successivo, quando nel suo classico tour tra le frazioni la giunta arriverà alla Castellaccia, quel piccolo crocevia dove la presenza di migranti, quasi uno per ogni abitante, ha portato i residenti a una petizione per chiedere di alleggerire il carico. Una richiesta sposata anche dal gruppo consiliare in Regione Toscana dalla Lega Nord, che è arrivata anche in Maremma per un sopralluogo così da vedere con i proprii occhi la situazione del crocevia minerario. Il primo momento resta quello più decisivo, perché darà le basi alla futura accoglienza gavorranese. Durante la seduta del consiglio, convocata nella mattinata di giovedì, tra i vari punti all’ordine del giorno ci sarà appunto anche la mozione presentata dalla maggioranza per l’adesione del Comune di Gavorrano allo Sprar. Si tratta di un primo passo verso l’adesione a questo nuovo strumento dopo il modello coordinato direttamente dalla Prefettura.
Una discussione che nel territorio è tornata in voga nelle ultime settimane dopo il caso della Castellaccia, finito anche in Regione attraverso una mozione presentata dalla Lega Nord, dato che in questa frazione ci sono 44 richiedenti asilo a fronte di 58 residenti.
Ne è nata anche una petizione, che sarà al centro dell’incontro con la giunta in agenda per venerdì alle 17 al centro sociale. «Teniamo alta la guardia», avverte il consigliere regionale leghista Marco Casucci, firmatario della mozione, venuto a sapere dell’incontro, che si annuncia acceso viste le proteste di molti abitanti della Castellaccia, pronti a far valere le firme raccolte sotto al documento in cui si chiede chiaramente di ridistribuire il numero degli esuli tra i vari Comuni della provincia e non solo. (a.f.)
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