Il Tirreno

Grosseto

Buon vino e spiagge per tutti I turisti non vogliono confini

di Alfredo Faetti
Buon vino e spiagge per tutti I turisti non vogliono confini

Accordo tra tutti i Comuni della zona nord: ora la richiesta dei sindaci arriva alla Regione Toscana «Dobbiamo trovare nuovi modelli di sviluppo per attrarre investimenti per la valorizzazione» 

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FOLLONICA. Chi paga vuole tutto il possibile. Vuole tuffarsi in mare, passeggiare tra i castagni che ricoprono le colline, gustare i vini del territorio, visitare antiche rocche dissestaste, siti etruschi, le tracce ancora visibili del passato minerario, cavalcare, andare in barca, pedalare tra i sentieri sterrati, partecipare agli eventi. Il turista che paga vuole tutto e non sta a guardare tanto i confini.

Ecco perché i sindaci della zona nord della Maremma provano ancora una volta ad abbattere i campanili facendo squadra per quel che riguarda il turismo: un tentativo messo nero su bianco e inviato alla Regione Toscana per chiedere la costituzione di un ambito territoriale del turismo, dando vita ad un’unica offerta omologata che va da Follonica fino a Castiglione della Pescaia e poi nell’entroterra, arrivando a Montieri e Monterotondo Marittimo.

Unificare le scadenze di bassa e alta stagione, un’informazione turistica completa, una stesura collettiva degli eventi, un trasporto pubblico che metta a sistema le varie zone, la valorizzazione di ogni risorsa: sono questi alcuni esempi di cosa potrà fare concretamente un ambito territoriale, ovviamente con il coinvolgimento e la collaborazione del tessuto imprenditoriale locale e delle associazioni (specialmente d’impresa).

Qualcosa del genere era già stato abbozzato alcuni anni fa quando iniziò la discussione sul brand Alta Maremma, che doveva riunire in un’unica valorizzazione la zona da San Vincenzo alle Colline Metallifere, ma poi non se n’è fatto di niente. Oggi però è cambiato qualcosa: la legge regionale sul Turismo, varata a Firenze l’ano scorso, prevede l’individuazione di ambiti territoriali che possano mettersi a sistema. Follonica ha voluto subito cogliere l’occasione e ha riunito attorno a un tavolo Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo, Scarlino, Gavorrano, Castiglione della Pescaia e Roccastrada, ben entusiasti del progetto.

«I modelli di sviluppo degli anni Ottanta stanno crollando: penso al sistema delle acciaierie o della Coop – dice il sindaco padrone di casa Andrea Benini – Dobbiamo quindi immaginare nuovi modelli di sviluppo e il turismo è uno di questi: non può più essere confinato alle amministrazioni di ogni comune». Per dirla come il castiglionese Gianfranco Farnetani: «il turista non conosce i confini e non gli interessano».

Allora è il momento di mettere insieme tutta l’offerta, che va dal mare alle colline, dalla Strada del Vino e dei Sapori del Monteregio al Geopraco Unesco. Proposta che in Regione hanno già sotto mano, visto che la lettera di intenti, sottoscritta da tutti e otto i Comuni, è già stata inviata, ben scandita nei punti focali. La costituzione di una conferenza permanente per lo sviluppo in questo ambito, ad esempio, o lo studio di un piano strategico così da definire i contenuti della promozione di questa area sia per costruire progetti su temi essenziali quali: «valorizzare le specificità del territorio e intercettare particolari segmenti della domanda turistica – si legge nella lettera – un nuovo rapporto con il mare, mobilità sostenibile, la cultura come valorizzazione, un sistema di imprese innovativo che attragga investimenti» e così via.

Linee guida che i Comuni devono dettare (un’unica informazione turistica dovrebbe arrivare già al prossimo anno), ma che necessitano dell’impegno anche dei privati, come hanno ricordato gli stessi sindaci. Che, dal canto loro, non escludono di poter allargare quest’area, sia verso nord, nella Val di Cornia, sia verso sud, nel Grossetano. Perché chi paga vuole tutto il possibile e non conosce confini.

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