libreria a porto ercole
Ultimo sipario per la “Storia infinita”
di Andrea Capitani
PORTO ERCOLE. La crisi dell’editoria fa vittime anche sulla costa argentarina. Iniziata anni fa e mai finita, morde soprattutto le piccole librerie di paese, costrette a chiudere i battenti a causa...
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PORTO ERCOLE. La crisi dell’editoria fa vittime anche sulla costa argentarina. Iniziata anni fa e mai finita, morde soprattutto le piccole librerie di paese, costrette a chiudere i battenti a causa della sempre più serrata concorrenza di catene e siti on line. È il (triste) caso anche della “Storia Infinita” di Porto Ercole, che dopo 32 anni di onorato servizio abbasserà a fine settembre la saracinesca per l’ultima volta.
Per la titolare Lucia Alocci era un po’ una seconda casa, dove ha potuto abbracciare generazioni di lettori che, pian piano, sono andati diminuendo nel tempo. «Nulla è infinito – ci racconta – Per le librerie è un momento triste, la gente non legge più e ci sono sempre meno lettori. Negozi piccoli come il mio sono purtroppo destinati a scomparire nel giro di pochissimi anni. Noi abbiamo spese e oneri come qualsiasi altra attività, con guadagni irrisori sui libri, quindi non si riesce più a star dietro a quello che si spende. Poi adesso la gente compra su internet, che è il motivo principale per cui le librerie chiudono».
Siamo di fronte ad un impoverimento culturale, oltre che di presenze. «Una volta – prosegue la libraia – la gente passava davanti ed entrava, adesso sembra quasi che abbiano paura. C’è la fascia di età che va dai 20 ai 50 anni che non legge più, pensano piuttosto a stare di più sui loro smartphone».
Per la Storia infinita la crisi è cominciata nel 2012, «e ogni anno si vede sempre meno gente – continua Lucia Alocci – Negli ultimi due-tre anni, poi, ho visto anche un turismo sempre più povero culturalmente, con priorità che non sono quella di leggere».
Il negozio apriva da Pasqua a fine settembre, quindi chiuderà il 30 del mese come tutti gli anni.
Lucia Alocci fa un salto indietro nel tempo. «Nel 1985 feci una scommessa – spiega –. Ero convinta che avrei chiuso in due stagioni, invece sono andata avanti per 32 anni. Per i primi 20 è stato un ottimo lavoro che mi ha dato tante soddisfazioni, con clienti che sono diventati amici e altri che mi hanno anche arricchito culturalmente. In molti mi chiedevano consigli e altri mi indirizzavano su libri che non conoscevo. Poi la cosa è andata scemando nel tempo. Comunque ho sempre preferito non fare grandi eventi e presentazioni ad effetto, non mi hanno mai convinto».
«È stata una cosa fatta con molta semplicità, io – confessa – appartengo ad una vecchia generazione. Adesso non vale più la pena riaprire da un’altra parte, quindi ho deciso di chiudere definitivamente».
La “Storia infinita” chiude qui. Peccato. Ogni volta che una libreria chiude è una grossa perdita: per tutti.
Per la titolare Lucia Alocci era un po’ una seconda casa, dove ha potuto abbracciare generazioni di lettori che, pian piano, sono andati diminuendo nel tempo. «Nulla è infinito – ci racconta – Per le librerie è un momento triste, la gente non legge più e ci sono sempre meno lettori. Negozi piccoli come il mio sono purtroppo destinati a scomparire nel giro di pochissimi anni. Noi abbiamo spese e oneri come qualsiasi altra attività, con guadagni irrisori sui libri, quindi non si riesce più a star dietro a quello che si spende. Poi adesso la gente compra su internet, che è il motivo principale per cui le librerie chiudono».
Siamo di fronte ad un impoverimento culturale, oltre che di presenze. «Una volta – prosegue la libraia – la gente passava davanti ed entrava, adesso sembra quasi che abbiano paura. C’è la fascia di età che va dai 20 ai 50 anni che non legge più, pensano piuttosto a stare di più sui loro smartphone».
Per la Storia infinita la crisi è cominciata nel 2012, «e ogni anno si vede sempre meno gente – continua Lucia Alocci – Negli ultimi due-tre anni, poi, ho visto anche un turismo sempre più povero culturalmente, con priorità che non sono quella di leggere».
Il negozio apriva da Pasqua a fine settembre, quindi chiuderà il 30 del mese come tutti gli anni.
Lucia Alocci fa un salto indietro nel tempo. «Nel 1985 feci una scommessa – spiega –. Ero convinta che avrei chiuso in due stagioni, invece sono andata avanti per 32 anni. Per i primi 20 è stato un ottimo lavoro che mi ha dato tante soddisfazioni, con clienti che sono diventati amici e altri che mi hanno anche arricchito culturalmente. In molti mi chiedevano consigli e altri mi indirizzavano su libri che non conoscevo. Poi la cosa è andata scemando nel tempo. Comunque ho sempre preferito non fare grandi eventi e presentazioni ad effetto, non mi hanno mai convinto».
«È stata una cosa fatta con molta semplicità, io – confessa – appartengo ad una vecchia generazione. Adesso non vale più la pena riaprire da un’altra parte, quindi ho deciso di chiudere definitivamente».
La “Storia infinita” chiude qui. Peccato. Ogni volta che una libreria chiude è una grossa perdita: per tutti.
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