Sangue, donazioni a picco. L’Avis: «Fatevi avanti»
Gli effetti del blocco nel Lazio si sentono anche in provincia, le unità sono già calate del 7% rispetto a un anno fa
GROSSETO. C’è un nuovo doppio allarme per le donazioni di sangue. E stavolta la situazione è critica davvero. Una quarantena imposta nella zona di Roma e un nuovo virus che ha colpito la Maremma e che impone maglie strettissime nei controlli sulle sacche (vedi articolo a destra), hanno fatto crollare la disponibilità di sangue. Tutti i gruppi positivi, eccetto l’AB, sono in carenza cronica a livello regionale.
Ieri mattina il presidente provinciale di Avis, Carlo Sestini, ha incontrato i giornalisti per lanciare un appello. Accorato. La Maremma, dunque, viene chiamata a mobilitarsi come mai prima.
«Il Centro regionale sangue – spiega Sestini – ha inviato un’email alle direzioni di tutte le aziende, chiedendo di adoperarsi con ogni mezzo disponibile per incentivare il numero di donazioni, supportando così la carenza di sangue che si sta verificando in Lazio. Intanto, dalla Toscana sono già state inviate a Roma decine di unità di sangue 0 positivo».
Il motivo di queste difficoltà – dicevamo – risiede nei numerosi casi di Chikungunya registrati nell’area capitolina e provocati da zanzare che spostano il virus da un soggetto all’altro. Il Centro nazionale sangue e la Regione Lazio hanno deciso infatti di bloccare le donazioni per chi risiede nella Asl 2 di Roma (1, 2 milioni di persone). Una decisione che ha avuto ripercussioni immediate su tutto il territorio nazionale.
È una maxi emergenza con pochi precedenti in Italia: il fabbisogno stimato risulta essere di 400-450 unità di globuli rossi al giorno che nel Lazio non ci sono. Non si sa fino a quando. A rischio la vita di centinaia di soggetti talassemici e perfino gli interventi chirurgici programmati.
«Una necessità – prosegue Sestini – che va a sommarsi alle richieste quotidiane da parte delle strutture della Toscana, che si trovano in una situazione di carenza continua. L’Asl Toscana sud-est, già da lunedì, supporterà i servizi trasfusionali in questo momento di gravissima difficoltà, facilitando per quanto possibile tutte le attività che possano incrementare la raccolta e la disponibilità di emazie. Ai donatori e anche a chi non ha mai donato si chiede di telefonare, programmare il prelievo e fare il gesto più bello…».
La raccomandazione di Sestini è proprio quella di pianificare le donazioni. «Per intensificare la raccolta di sangue – prosegue Sestini – è importante la collaborazione con le associazioni e le federazioni dei donatori. Dobbiamo pianificare il maggior numero possibile di sedute di raccolte, destinate alla copertura del temporaneo fabbisogno delle aree bisognose, che è rilevante».
Ma c’è di più. La Maremma non è rimasta immune a un trend nazionale che fa segnare un calo delle donazioni. Nei primi otto mesi dell’anno si deve segnalare, rispetto a un 2016 già critico, una diminuzione di 384 donazioni tra sangue e plasma pari al 7 per cento, una perdita significativa, una delle più alte di tutta la regione. Nel 2016, al 31 agosto, le donazioni risultavano 8.167; un anno dopo 7.779: 155 in meno solo ad agosto.
Per questo motivo Sestini va oltre: «Chiedo uno scatto d’orgoglio, un colpo d’ala. Vorrei che si prendesse coscienza del problema, visto e considerato che ogni anno organizziamo tante iniziative straordinarie per promuovere Avis e il valore della donazione».
Infine l’appello: «Mi rivolgo a tutti i donatori e anche chi non lo è, per invitarli a recarsi nei centri trasfusionali, dove compiere quel gesto semplice ma meraviglioso e prezioso che è la donazione di sangue. Ora c’è bisogno come mai prima».
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