LA PROTESTA
Il comitato maremmano aderisce ad “Accendi un falò”
GROSSETO. “Il 15 settembre accendi un falò”. Anche il comitato Pastori d’Italia aderisce alla manifestazione europea di oggi per solidarizzare con gli allevatori colpiti da lupi e ibridi. L’idea...
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GROSSETO. “Il 15 settembre accendi un falò”. Anche il comitato Pastori d’Italia aderisce alla manifestazione europea di oggi per solidarizzare con gli allevatori colpiti da lupi e ibridi.
L’idea della manifestazione è partita dalla Francia e si chiama “Accendi un falò”: hanno aderito gruppi e associazioni di Francia Svizzera, Austria, Germania e Italia.
«Si accende la protesta di allevatori e pastori contro lupi e ibridi. Illuminiamo l’opinione pubblica», dicono gli organizzatori.
Il comitato guidato da Mirella Pastorelli chiede ai propri soci di informarsi preventivamente coi sindaci delle modalità e delle regole che devono essere rispettate per poter accendere un falò, visto il periodo di siccità che la Toscana sta attraversando (info: redazione@ruralplini.it).
Intanto il comitato prosegue i suoi programmi e fa sapere che l’università di Firenze scuola di agraria, facoltà di scienze forestali e ambientali ha risposto sì per fare uno studio sulla pecora e sulle sue relazioni con l’ambiente.
Il comitato impegnerà una cifra per una borsa di studio da consegnare a chi approfondirà l’argomento.
Dunque l’Università c’è. Adesso si tratta di trovare adeguati contributi che il comitato ha già richiesto a Anci Toscana, Anci nazionale, ministero all’Ambiente e all’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi.
«Avevamo detto – dice Pastorelli – che invece di continuare a fare studi sul lupo, si cominciassero a fare quelli sulla pecora e sul suo ruolo benefico sull’ambiente. Così stiamo facendo. Purtroppo non ci sono progetti milionari a cui attingere per questo necessario animale, ma lo studio lo faremo lo stesso. L’università è ben felice di produrre questa ricerca e noi metteremo i soldi. Anci ci aveva già promesso un contributo. Vedremo se dal ministero e dalla Regione arriva nulla».
Il comitato ha anche avviato una mozione che è stata inviata al consiglio regionale, al parlamento, alle protezione civile, alla Provincia, alla prefetta. Illustra lo stato di emergenza in cui le predazioni hanno ridotto i pascoli.
«Danni non più quantificabili alle attività economiche, all’allevamento e all’agricoltura – si legge nella mozione – oggettiva e legittima paura per la popolazione e per i turisti insidiati da animali vaganti che si avvicinano alle case e all’uomo».
La mozione chiede dunque l’approvazione del Piano lupo nella sua integrità da parte della Regione Toscana; che siano abbattuti gli ibridi al fine di tutelare la razza pura del lupo, che siano spostati i lupi nelle zone non vocate alla pastorizia, che siano risarcite le aziende dei danni subiti sia diretti che indiretti. (f.b.)
L’idea della manifestazione è partita dalla Francia e si chiama “Accendi un falò”: hanno aderito gruppi e associazioni di Francia Svizzera, Austria, Germania e Italia.
«Si accende la protesta di allevatori e pastori contro lupi e ibridi. Illuminiamo l’opinione pubblica», dicono gli organizzatori.
Il comitato guidato da Mirella Pastorelli chiede ai propri soci di informarsi preventivamente coi sindaci delle modalità e delle regole che devono essere rispettate per poter accendere un falò, visto il periodo di siccità che la Toscana sta attraversando (info: redazione@ruralplini.it).
Intanto il comitato prosegue i suoi programmi e fa sapere che l’università di Firenze scuola di agraria, facoltà di scienze forestali e ambientali ha risposto sì per fare uno studio sulla pecora e sulle sue relazioni con l’ambiente.
Il comitato impegnerà una cifra per una borsa di studio da consegnare a chi approfondirà l’argomento.
Dunque l’Università c’è. Adesso si tratta di trovare adeguati contributi che il comitato ha già richiesto a Anci Toscana, Anci nazionale, ministero all’Ambiente e all’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi.
«Avevamo detto – dice Pastorelli – che invece di continuare a fare studi sul lupo, si cominciassero a fare quelli sulla pecora e sul suo ruolo benefico sull’ambiente. Così stiamo facendo. Purtroppo non ci sono progetti milionari a cui attingere per questo necessario animale, ma lo studio lo faremo lo stesso. L’università è ben felice di produrre questa ricerca e noi metteremo i soldi. Anci ci aveva già promesso un contributo. Vedremo se dal ministero e dalla Regione arriva nulla».
Il comitato ha anche avviato una mozione che è stata inviata al consiglio regionale, al parlamento, alle protezione civile, alla Provincia, alla prefetta. Illustra lo stato di emergenza in cui le predazioni hanno ridotto i pascoli.
«Danni non più quantificabili alle attività economiche, all’allevamento e all’agricoltura – si legge nella mozione – oggettiva e legittima paura per la popolazione e per i turisti insidiati da animali vaganti che si avvicinano alle case e all’uomo».
La mozione chiede dunque l’approvazione del Piano lupo nella sua integrità da parte della Regione Toscana; che siano abbattuti gli ibridi al fine di tutelare la razza pura del lupo, che siano spostati i lupi nelle zone non vocate alla pastorizia, che siano risarcite le aziende dei danni subiti sia diretti che indiretti. (f.b.)
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