la testimonianza
Il giallo dei tir pieni di rifiuti che passano alle 3 della notte
GROSSETO. «Spaventevole». È l’unica parola che Stefano Laurenti, residente in una delle stradine che danno su via Uranio, trova per definire il traffico che cavalca il viale alberato «che è una...
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Spaventevole». È l’unica parola che Stefano Laurenti, residente in una delle stradine che danno su via Uranio, trova per definire il traffico che cavalca il viale alberato «che è una strada cittadina – ricorda a chi se lo fosse dimenticato – e non una camionabile». Sembra impossibile, ma negli ultimi tempi il flusso è persino aumentato. Nei giorni festivi, domenica inclusa. Di giorno, intorno alle 13, e nel cuore della notte: alle 3. «Viaggiano enormi camion – dicono Laurenti e Gianpiero Guerrini de Witt – di logistica “ecologica”, cioè tir che trasportano rifiuti (e non parliamo di quelli di Sei Toscana) che non si erano mai visti». L’interrogativo sorge spontaneo: «Forse sono stati siglati contratti – si chiedono i cittadini – che consentono di portare a Grosseto rifiuti prodotti fuori dalla Maremma? ». Da via Aurelia Nord questi bisonti imboccano via Uranio e alla rotatoria che porta sulla Castiglionese prendono la direzione di Marina, dove c’è l’impianto di trattamento di rifiuti urbani “Futura”, alle Strillaie».
A Verde Maremma sono preoccupati: sia per questo inspiegabile fenomeno, sia perché a settembre riprendono tante attività che si commistionano pericolosamente con l’abominevole flusso di veicoli, e di soluzioni-tampone all’orizzonte non se ne vedono: «Su via Uranio c’è la Fondazione Il Sole che accoglie ragazzi e adulti disabili che si muovono su carrozzelle – descrive Laurenti – C’è il mercato settimanale, c’è lo Sbaracco. Tra qualche giorno riapriranno l’asilo e la scuola e si avvicina la festa della parrocchia di Santa Lucia: dieci giorni di preparativi e dieci giorni di eventi, stand, giostre, punti-ristoro, effluvi di fritti e di porchetta. Insomma, per dirla con il regista Pedro Almodóvar – conclude – i residenti di Verde Maremma sono sull’orlo di una crisi di nervi».
Giovanna Mezzana
A Verde Maremma sono preoccupati: sia per questo inspiegabile fenomeno, sia perché a settembre riprendono tante attività che si commistionano pericolosamente con l’abominevole flusso di veicoli, e di soluzioni-tampone all’orizzonte non se ne vedono: «Su via Uranio c’è la Fondazione Il Sole che accoglie ragazzi e adulti disabili che si muovono su carrozzelle – descrive Laurenti – C’è il mercato settimanale, c’è lo Sbaracco. Tra qualche giorno riapriranno l’asilo e la scuola e si avvicina la festa della parrocchia di Santa Lucia: dieci giorni di preparativi e dieci giorni di eventi, stand, giostre, punti-ristoro, effluvi di fritti e di porchetta. Insomma, per dirla con il regista Pedro Almodóvar – conclude – i residenti di Verde Maremma sono sull’orlo di una crisi di nervi».
Giovanna Mezzana
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
