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Matrice fascista nelle scritte: l’Anpi lancia l’allarme

GROSSETO. L’atto in sé è stato condannato da tutti. Ma è sui simboli che sono stati utilizzati per scrivere quel messaggio agli ospiti dell’Olbia che si è scatenato il pandemonio. Con l’Anpi e Mdp in...

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GROSSETO. L’atto in sé è stato condannato da tutti. Ma è sui simboli che sono stati utilizzati per scrivere quel messaggio agli ospiti dell’Olbia che si è scatenato il pandemonio. Con l’Anpi e Mdp in prima fila. L’uso della croce celtica e della svastica è un boccone che la sinistra non può mandare giù. «L’Associazione nazionale partigiani d’Italia esprime il proprio sconcerto per quanto accaduto domenica – si legge in una nota – E condannando fermamente il gesto chiede agli inquirenti di assicurare quanto prima i responsabili alla giustizia. È stato per puro caso che l’esplosione, oltre alla struttura dell’edificio, non abbia colpito eventuali passanti, ospiti o personale dell’albergo».

Nello stesso tempo l’Anpi fa appello alla città chiamandola a vigilare e a battersi per il mantenimento e l’ulteriore sviluppo della convivenza civile improntata ai valori del rispetto reciproco.

«C’è una visione malata dell’agonismo sportivo, ma ridurre la cosa a questo è riduttivo e fuorviante, poiché l’avvenimento presenta una chiara declinazione politica, con i simboli fascisti e nazisti disegnati dagli attentatori sul muro del palazzo – dicono – che rivelano un’identificazione di certa tifoseria con quell’area politica. D’altronde ultimamente si moltiplicano in maniera sfacciata le esibizioni della simbologia fascista, evidentemente incoraggiate dal clima di intolleranza razzista che si respira nel Paese. All’Airone è stato dimostrato quanto sia facile per qualche testa bacata ricorrere a veri e propri attentati, superando il limite nel contesto di una situazione già allarmante. Le pubbliche istituzioni, la politica, l’associazionismo, sociale e culturale, della Maremma, diano una risposta pronta e forte, all’altezza della tradizione democratica e antifascista della nostra terra.

Luca Alcamo, coordinatore di MdP, se la prende anche con il sindaco. «È stato l’unico a non unirsi al coro di condanna – dice – Se succede una cosa del genere e accanto al luogo dello scoppio vengono trovate croci celtiche e svastiche il sindaco ha il dovere di dire qualcosa. Se invece fa parlare l’assessore allo sport perché è convinto che si tratti di una questione interna al mondo del calcio e delle tifoserie vuol dire che non ha capito nulla». Anche secondo Mdp infatti, il gesto è più politico che sportivo. «Il sindaco ha legittimato forze e movimenti fascisti e su queste forze basa la sua maggioranza - aggiunge - Quello che non ha proprio capito è il ruolo che i grossetani gli hanno affidato con il voto, voto reso possibile proprio dal fatto che settanta anni fa il fascismo è stato spazzato via. Il 25 aprile il sindaco non ha avuto il coraggio, durante le celebrazioni della Liberazione dal nazifascismo, di pronunciare le parole “fascismo” , “antifascismo” e “Resistenza” arrivando addirittura a parlare di “partigianerie” in senso denigratorio proprio davanti alle associazioni di quei partigiani che hanno contribuito col sangue a cacciare tedeschi invasori e repubblichini dal nostro Paese. Il sindaco trovi oggi il coraggio di condannare non solamente l’atto sciagurato in sé ma il fascismo in generale e chi continua a difenderne e a diffonderne i malati “ideali” di sopraffazione dell’altro, di violenza e di odio».

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