Il Tirreno

Grosseto

imputazione coatta 

Furti alle casette dell’acqua Dipendente sotto processo

Furti alle casette dell’acqua Dipendente sotto processo

GROSSETO. Dovrà essere processato Gaspare Aronica, il dipendente comunale di 59 anni finito sotto inchiesta per il furto delle monete dalle casette dell’acqua. Lo ha deciso il giudice delle indagini...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Dovrà essere processato Gaspare Aronica, il dipendente comunale di 59 anni finito sotto inchiesta per il furto delle monete dalle casette dell’acqua. Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari Sergio Compagnucci, che ha risolto in favore del Comune (parte offesa con l’avvocato Nicola Tamburro) l’opposizione all’archiviazione formulata dal sostituto procuratore Giuseppe Coniglio.

Il giudice ha disposto l’imputazione coatta, che adesso dovrà essere seguita dal decreto di rinvio a giudizio. La Procura non aveva ritenuto sussistenti le aggravanti del furto e aveva chiesto l’archiviazione in mancanza della querela; il giudice ha ravvisato invece l’aggravante dell’ipotesi dell’esposizione alla pubblica fede e ha ordinato il processo dell’uomo, assistito dall’avvocato Alessandro Antichi.

I fatti risalgono al settembre scorso, quando la polizia municipale aveva ricevuto, da parte del dirigente comunale addetto al Provveditorato, la denuncia per danneggiamenti delle casette dell’acqua. Poiché a Barbanella, al Parco Ombrone e al Velodromo ci sono le telecamere, il comando dei vigili aveva recuperato i filmati del periodo 16-25 settembre e in quei video era stato riconosciuto il dipendente: quasi ogni giorno, questi svuotava le cassette nelle quali i cittadini inseriscono le monete per acquistare “l’acqua del sindaco” e quasi sempre era accompagnato da una donna. Anche l’ufficio Lavori pubblici aveva inviato una denuncia.

Ed era poi partito il procedimento disciplinare nei confronti di Aronica, che a ottobre era stato poi ascoltato per discolparsi. Questi aveva respinto tutte le accuse. A gennaio il Collegio del provvedimento disciplinare lo aveva poi licenziato senza preavviso, dato che il suo comportamento era stato ritenuto sufficientemente provato dai filmati e tale anche da causare un danno di immagine all’Amministrazione comunale. Pende il ricorso. (p. s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web