Il Tirreno

Grosseto

Colline Metallifere a secco Turisti furiosi al Puntone

di Giulia Sili
Colline Metallifere a secco Turisti furiosi al Puntone

L’albergo La Darsena costretto ad acquistare 15.000 litri di acqua per 200 clienti Tra Scarlino e Massa Marittima famiglie alle prese con disagi per quattro giorni  

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COLLINE METALLIFERE. Alle Colline Metallifere manca l’acqua. Da giorni, ormai. Ora in un Comune, ora in un altro, i rubinetti vanno a secco. Ma quando al prolungato disagio dei residenti si aggiungono le furibonde lamentele dei turisti – che pagano per stare in albergo ma senza potersi fare una doccia al ritorno dal mare – la situazione si complica ulteriormente. È successo al Puntone, per esempio, una delle mete più chic di tutta la Maremma, dove l’acqua in questi giorni arriva via autobotte. Il problema è annoso: durante l’estate le presenze aumentano, si consuma più acqua, e il sistema va prima in riserva e poi in tilt. Le situazioni più critiche si sono verificate tra Scarlino e Massa Marittima, dove i residenti hanno dovuto attendere fino a quattro giorni prima che “le cannelle” si bagnassero nuovamente.

Qui il Puntone. «Siamo in stato di calamità – dice Stefania Nicorelli, amministratrice unica e direttrice dell’hotel La Darsena del Puntone – Da domenica sera stiamo andando avanti con le autobotti e non è stato semplice averle a nostra disposizione perché la richiesta di acqua è stata tantissima in tutta la zona». La struttura ricettiva – a 4 stelle – deve gestire 60 camere e 200 ospiti, la piscina, lo stabilimento balneare, due ristornati e la lavanderia. E ha dovuto fare i conti con alcuni clienti furiosi: «Abbiamo avuto richieste di risarcimento da parte di alcuni clienti che ci hanno accusati di non essere stati in grado di gestire la situazione – spiega la direttrice – Ma loro non sanno che non abbiamo neanche ricevuto una comunicazione da parte del fornitore del servizio (l’Acquedotto del Fiora, ndr)». Il primo giorno dai rubinetti non scendeva una goccia, poi le autobotti hanno iniziato a fare i rifornimenti necessari ma La Darsena è dovuta ricorrere a ulteriori soluzioni-tampone: «Per garantire il servizio ai nostri clienti abbiamo dovuto comprare l’acqua necessaria – spiega Nicorelli – 15. 000 litri, e abbiamo speso 5-600 euro. E per una struttura come la nostra sono sufficienti appena per cinque o sei ore». Insomma per l’hotel si è trattato di un danno economico ma soprattutto di immagine: «Un’apocalisse. Non siamo stati avvisati e il Comune non sapeva nulla – dice Nicorelli – Abbiamo avuto tantissime lamentele per un problema che riguarda l’acquedotto».

Qui Massa Marittima. Anche a Massa Marittima l’acqua è mancata in tutto il Comune dalla notte di domenica e, anche se il problema ieri sembrava essere stato risolto, in molte abitazioni l’acqua ancora non sgorgava: «Siamo da tre giorni senz’acqua – diceva ieri una villeggiante da Tatti, nel – Ho telefonato ad Acquedotto del Fiora lunedì, hanno detto che c’erano stati lavori alla rete idrica e che avrebbero rimediato. Martedì pomeriggio ho avuto per un’ora l’acqua e sono riuscita al volo a lavare i piatti di due giorni e a pulire il bagno: poi i rubinetti sono tornati a secco. Mi hanno detto che in paese sarebbe tornata alle 22 di martedì. Oggi (ieri, mercoledì, ndr) sono ancora senz’acqua. Vorrei sapere – continua – se devo andarmene o se posso sperare che in giornata l’acqua torni».

Serbatoi in riserva. Sia a Massa Marittima che a Scarlino le rotture sono state riparate, ma il problema adesso è il riempimento dei serbatoi idrici: l’acqua sta tornando ma prima che tutte le zone tornino a pieno regime possono passare anche molte ore. A questo si è aggiunta un’interruzione del servizio Enel nel comune di Massa Marittima che per due ore ha tenuto le pompe ferme ritardando ulteriormente il rifornimento delle cisterne.

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