Il Tirreno

Grosseto

Salici piangenti bruciati da stufa e fornellino

di Fiora Bonelli
Salici piangenti bruciati da stufa e fornellino

Il Parco dei cigni a Castel del Piano preso di mira da vandali piromani: due storici alberi a rischio

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CASTEL DEL PIANO. È a rischio la vita di due salici piangenti del parco intitolato al “lette di luna”, meglio conosciuto come Parco dei cigni.

Qualcuno ha portato una stufa e un fornellino a petrolio al parco dei cigni di Castel del Piano e col petrolio ha dato fuoco ai tronchi dei salici che fanno ombra nello storico laghetto che è l’attrazione principale del parco casteldelpianese. I soliti vandali che si divertono a fare gesti ignobili e che non divertono nessuno, anzi mandano letteralmente in bestia chi è solito frequentare quel sito. Questo è quel che hanno pensato tutti, a Castel del Piano, non appena si è sparsa la notizia che all’attaccatura del tronco di due salici da dove si diramano rami e fronde qualcuno aveva appiccato il fuoco e che i due salici che avranno circa 40 anni ciascuno erano stati compromessi. Forse il tronco, bruciato all’interno, non riuscirà a reggere il peso della chioma. Un atto vandalico di cui si sono accorte alcune signore che stavano passeggiando la mattina di lunedì alle 7,30, nel parco di Castel del Piano, rinomato per la frescura e, soprattutto ai lati, per l’ombra dei salici piangenti. Una signora ha notato il fumo che usciva dal tronco e ha avvertito altre due persone che stavano facendo trekking, chiedendo di avvertire qualcuno. Sono intervenute le guardie municipali di Castel del Piano per spegnere i tronchi che stavano continuando a “burare”. Non è dato sapere chi abbia portato nel parco la stufa, il fornello e il petrolio.

I vandali hanno preso il petrolio, l’hanno sistemato alla fine dei grossi tronchi da cui partono i rami e hanno dato fuoco. Il legno ha cominciato a bruciare al centro del tronco, compromettendo la stabilità delle piante.

Mesi fa vi si lamentava la scomparsa di germani, anatre e cigni. Passata la voglia di catturare questi animali che sono le attrazioni principali per i bambini, adesso si è cominciato a pescare nel laghetto, cosa che, naturalmente, è vietata. Inutile l’attenzione che l’amministrazione riserva al luogo, dove l’erba è stata tagliata di recente e sono arrivati tavoli e panchine.

C’è chi spacca bottiglie e lascia rifiuti, lancia le palle dei lampioni nell’acqua e non esita, appunto, a portare, in piena estate una stufa sotto i salici. Segno di disprezzo per i beni comuni e sintomo di assenza totale di sensibilità nei confronti dell’ambiente e di chi lo frequenta.

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