Il presidio
La Casa Ximenes sulle tavole a colori di Martin Mystère
Nel fumetto che narra le avventure del detective-archeologo la celebre costruzione alla Diaccia Botrona è ritratta in modo inconfondibile
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. La Casa rossa Ximenes di Castiglione della Pescaia finisce nell’ultimo numero (il 9) delle nuove avventure a colori di Martin Mystère, uno degli album cult di Sergio Bonelli.
Ricostruita dettagliatamente e nei più piccoli particolari dai disegni di Francesco Mortarino con testi dei Mysteriani, fa da location inconfondibile all’ultima avventura di Martin Mystère, il “Detective dell’impossibile”, l’archeologo che indaga sui misteri del passato e del presente per sciogliere gli enigmi della storia, dell’archeologia e della scienza. Le avventure di Martin Mystère si svolgono nel nostro tempo e l’ambientazione è sempre rigorosamente realistica grazie a un lavoro di ricerca dettagliata delle location da parte degli autori che in uno degli ultimi numeri hanno raffigurato anche Piazza del Campo di Siena.
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L’episodio in cui compare la Casa rossa Ximenes si intitola “Il pianeta dei robot” e in una storia sognata in cui si mescolano immaginazione e ipotetica realtà, e in cui Martin usa la Casa rossa come luogo dove forse ha abitato da bambino coi genitori, quando era in Italia. Il filone inaugurato dalle nuove avventure a colori è ancora più moderno e immaginifico della serie tradizionale con cui condivide e accentua l’obiettivo di guidare il lettore alla intrigante scoperta di bellezze artistiche, di culture inusitate, di luoghi misteriosi e curiosi siti archeologici e fantastici. Questa volta è toccato alla Casa rossa, il cui nome non viene citato nel testo, ma che è inconfondibile tappa disegnata di questo viaggio italiano di Martin Mystere. Della casa, costruita dall’ingegnere gesuita Leonardo Ximenes nel 1765-68, nel quadro dei lavori eseguiti per la bonifica della palude di Castiglione della Pescaia, sono ben riconoscibili le caratteristiche del complesso architettonico col suo corpo di fabbrica principale che poggia su una struttura a tre arcate, sotto la quale passano le acque che dalla Diaccia Botrona vanno al mare. Il corpo di fabbrica principale, si sviluppa su due livelli, e da entrambi i lati compaiono altri due corpi e strutture. Nella fabbrica principale si aprono le finestre rettangolari, separate da lesene che corrono verticalmente per l’intera facciata. Il complesso fu costruito, dunque, da Leonardo Ximenes, incaricato dai granduchi di Lorena, durante i lavori di bonifica della Maremma grossetana, che in quest’area dovevano portare al prosciugamento dell’antico Lago Prile, o Lago di Castiglione, attraverso un’opera ingegneristica di canalizzazione. Opere che furono definitivamente concluse soltanto negli anni cinquanta del secolo scorso.
La costruzione della Casa rossa o fabbrica delle cateratte, era finalizzata al controllo del flusso delle acque tra la vasta area palustre ed il vicino mar Tirreno e infatti nel disegno di Martin Mystère anche la prospettiva del lato meridionale della Casa con il ponte a cinque ordini di arcate che unisce l’area degli edifici alla zona palustre prospiciente. La Casa rossa, particolarissima per la sua struttura è servita anche come location in un episodio del film “Manuale d’amore 3”, un film del 2011 di Giovanni Veronesi.
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