Il Tirreno

Grosseto

Primi Passi ovvero una vita dopo il carcere 

di Stefano Fabbroni
Primi Passi ovvero una vita dopo il carcere 

Dal 7 luglio parte un progetto Caritas per il reinserimento dei detenuti. Quattro associazioni in campo

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GROSSETO. Si chiama Primi Passi in Libertà il progetto che dal 7 luglio sarà attivo e si rivolgerà a tutti i detenuti del carcere di via Saffi che stanno scontando una pena nella casa circondariale o che stanno per concluderla e hanno difficoltà a reinserirsi nella società.

A promuoverlo e coordinarlo è la Caritas diocesana in collaborazione con altre associazioni in sinergia fra loro: Amicainoabele, consorzio Co. Inteso, Ceis, agenzia formativa L’Altra città.

Vediamo dove e come si svolgeranno le fasi del progetto. La sede è quella di via Alfieri, predisposta da Caritas diocesana in via Alfieri 11 e lo sportello sarà aperto il martedì ed il venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17; alcuni operatori già formati accoglieranno i detenuti per un primo colloquio di orientamento funzionale al reinserimento nella società; riceveranno un sostegno anche i familiari talvolta sfibrati dai tempi della giustizia: saranno seguiti da esperti in materia. Saranno coinvolti anche i detenuti che usufruiscono del beneficio di permessi premio e delle pene alternative – come l’affidamento in prova o l’impegno nel volontariato – e che già sono assistiti dalla Caritas: al momento sono circa 50.

«Proprio da qui vogliamo partire per allargare il progetto – spiega don Enzo Capitani, direttore della Caritas diocesana – attraverso una rete di collaborazioni con le quattro associazioni che vi prendono parte».

I volontari del Ceis e di Amicainoabele cureranno la parte dedicata ai colloqui in carcere e allo sportello; il personale de L’Altra Città invece si occuperà del cuore del progetto, vale a dire del percorso orientativo e formativo-professionale dei detenuti che punta al reinserimento; gli operatori di Co. Inteso avranno carta bianca per l’attivazione di tirocini presso le cooperative di riferimento.

L’assistenza non si limita ai detenuti ma viene estesa ai familiari che sono alla ricerca di abitazioni: nel caso ad esempio di arresti domiciliari dei propri congiunti e di permessi premio: in questo caso viene loro garantito un alloggio.

Il progetto è finanziato da Caritas nazionale grazie ai fondi derivanti dall’8 Per mille alla Chiesa cattolica il cui importo si aggira intorno alle 80. 000 euro complessive.

Alla presentazione del progetto sono intervenuti Maria Cristina Morrone, direttrice della casa circondariale di via Saffi, il coordinatore del progetto per Caritas Massimiliano Tulipano e l’educatore di carcere Gino Paolini. «Dobbiamo dare un impulso alla nuova vita dei detenuti che escono dal carcere» spiega la Morrone, da venticinque anni in Maremma, e che da anni lavora perché si sappia all’esterno che cosa significhi la vita dentro il carcere e uscire dopo un periodo di reclusione.

Primi Passi in Libertà è un altro servizio a favore delle persone in difficoltà che segue quello offerto dal centro di ascolto e di sostegno psicologico gestito dalla Caritas nella sede di via degli Apostoli e inaugurato alcuni mesi fa.

Per informazioni, si può scrivere a areacarcere@caritasgrosseto.org, o telefonare al numero 320. 9781765.

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