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bossio (pd) attacca il presidente di misericordie 

«Trucchi non poteva non sapere cosa avveniva al Cara»

«Trucchi non poteva non sapere cosa avveniva al Cara»

CATANZARO. «Sulla vicenda del Cara di Isola Capo Rizzuto le dichiarazioni rese ieri in Commissione antimafia dal presidente nazionale delle Misericordie d’Italia, Roberto Trucchi, sono state...

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CATANZARO. «Sulla vicenda del Cara di Isola Capo Rizzuto le dichiarazioni rese ieri in Commissione antimafia dal presidente nazionale delle Misericordie d’Italia, Roberto Trucchi, sono state francamente omissive. Come ho detto nel mio intervento, Misericordie nazionale non poteva non sapere».

Lo sostiene, in una dichiarazione, la deputata del Pd Enza Bruno Bossio. Trucchi è di Albinia. «Infatti, come ha affermato lo stesso Trucchi – aggiunge la parlamentare – Sacco era stato sollevato dal suo incarico di vicepresidente nazionale nel 2015 perché aveva negato la presenza del cognato nella società di catering “Quadrifoglio” che aveva vinto la gara del gestore (cioè lui stesso) del Cara. Tutto ciò, tuttavia, non ha impedito a Misericordie di partecipare al nuovo bando del 2016 per l’affidamento del Cara di Isola Capo Rizzuto, riconfermando per la mensa la stessa “Quadrifoglio”, come ha dimostrato l’inchiesta “Jonny”. Insomma, nonostante i numerosi campanelli di allarme su quanto accadeva nel Cara, si deciso di continuare ad affidare sempre agli stessi soggetti la gestione del Centro. Tutto ciò, a mio parere, grave al di là della stessa rilevanza mafiosa del caso».

Non è tutto. «La gestione di numeri così alti di immigrati e la distribuzione dei pasti e dello stesso “pocket money” – sostiene ancora Enza Bruno Bossio – sono avvenute all’interno di un quadro di palesi illegalità in cui speculazione, sopraffazione e sfruttamento erano evidenti tranne per chi girava la testa da un’altra parte. Ecco perché insisto nella domanda: chi e in che modo gestiva e chi e in che modo gestisce oggi gli accessi al Cara di Isola Capo Rizzuto? Credo che dare finalmente una risposta sia non solo necessario ma doveroso per uscire da una vicenda che ha finito per contraddire drammaticamente le nobili finalità e lo stesso nome di una storica associazione come certamente le Misericordie».

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