Torna a Norcia la Madonna salvata dai vigili del fuoco
Gli uomini del comando grossetano impegnati sul sisma la recuperarono il giorno prima del crollo della chiesa
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GROSSETO. Non solo devastanti incendi, drammatiche alluvioni, tragici incidenti stradali. I vigili del fuoco, all’occorrenza, sono anche i “body guard” del patrimonio artistico nazionale quando si trova a rischio per calamità.
Ne sa qualcosa il comando di Grosseto che ha visto i propri uomini protagonisti di uno straordinario intervento di salvataggio di un’importante tela minacciata dal terremoto che lo scorso anno ha colpito il centro Italia.
Il direttore vice dirigente ingegner Domenico De Vita e il capo squadra Marco Grieco si sono prodigati nelle operazioni di salvataggio della Madonna Addolorata di Norcia, alla quale i nursini sono particolarmente devoti e che è tornata a splendere nella sua città nel centro di comunità della Madonna delle Grazie.
Il salvataggio del quadro è avvenuto il giorno prima del crollo della chiesa, rasa al suolo a causa della scossa del 30 ottobre.
Nei giorni scorsi la Madonna è stata riconsegnata alla comunità, nel corso di una commovente cerimonia che ha visto due vigili del fuoco di Grosseto svelarla davanti ai fedeli raccolti in preghiera insieme al monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto e Norcia, presente alla cerimonia insieme al cardinale Gualtiero Bassetti.
«Grazie eccellenza – ha detto a monsignor Boccardo un’anziana –. Da oggi smettiamo di piangere. Inizia la stagione del sorriso e della speranza».
Un sentimento ripreso anche dal De Vita. «Un dipinto che è sopravvissuto a tre terremoti – lo ha descritto De Vita – e che abbiamo recuperato il giorno prima del crollo della chiesa in cui era venerato dai fedeli».
Sempre a Norcia sono stati recuperati elementi architettonici della basilica di San Benedetto.
L’attività si è svolta anche a Camerino, dove sono state salvate altre quaranta opere del Cinquecento.
Il dirigente dei vigili del fuoco di Grosseto ha sottolineato anche il contatto umano con la gente del posto, «sopratutto – ha detto – condividere con loro i momenti di dolore. Sono stati momenti umani molto forti. Ma ho visto anche una grande voglia di riprendersi e di tornare alla normalità. Anche questo intervento è un contributo di vitale importanza».
Secondo la leggenda la Madonna Addolorata versò lacrime nel 1735 dopo i violenti sismi degli inizi del Settecento. Alla cerimonia di consegna alla comunità di Norcia è giunta dal deposito di Santo Chiodo di Spoleto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ne sa qualcosa il comando di Grosseto che ha visto i propri uomini protagonisti di uno straordinario intervento di salvataggio di un’importante tela minacciata dal terremoto che lo scorso anno ha colpito il centro Italia.
Il direttore vice dirigente ingegner Domenico De Vita e il capo squadra Marco Grieco si sono prodigati nelle operazioni di salvataggio della Madonna Addolorata di Norcia, alla quale i nursini sono particolarmente devoti e che è tornata a splendere nella sua città nel centro di comunità della Madonna delle Grazie.
Il salvataggio del quadro è avvenuto il giorno prima del crollo della chiesa, rasa al suolo a causa della scossa del 30 ottobre.
Nei giorni scorsi la Madonna è stata riconsegnata alla comunità, nel corso di una commovente cerimonia che ha visto due vigili del fuoco di Grosseto svelarla davanti ai fedeli raccolti in preghiera insieme al monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto e Norcia, presente alla cerimonia insieme al cardinale Gualtiero Bassetti.
«Grazie eccellenza – ha detto a monsignor Boccardo un’anziana –. Da oggi smettiamo di piangere. Inizia la stagione del sorriso e della speranza».
Un sentimento ripreso anche dal De Vita. «Un dipinto che è sopravvissuto a tre terremoti – lo ha descritto De Vita – e che abbiamo recuperato il giorno prima del crollo della chiesa in cui era venerato dai fedeli».
Sempre a Norcia sono stati recuperati elementi architettonici della basilica di San Benedetto.
L’attività si è svolta anche a Camerino, dove sono state salvate altre quaranta opere del Cinquecento.
Il dirigente dei vigili del fuoco di Grosseto ha sottolineato anche il contatto umano con la gente del posto, «sopratutto – ha detto – condividere con loro i momenti di dolore. Sono stati momenti umani molto forti. Ma ho visto anche una grande voglia di riprendersi e di tornare alla normalità. Anche questo intervento è un contributo di vitale importanza».
Secondo la leggenda la Madonna Addolorata versò lacrime nel 1735 dopo i violenti sismi degli inizi del Settecento. Alla cerimonia di consegna alla comunità di Norcia è giunta dal deposito di Santo Chiodo di Spoleto.
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