Il Tirreno

Grosseto

Risolto il mistero degli orti inzuppati  

Bellacchi: «È credibile che sia in parte saltato il vecchio cemento che riveste l’alveo del fosso primario»

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GROSSETO. Arriva la svolta nel giallo degli orti “a mollo” di San Martino, inzuppati di acqua (pulita) mentre la Maremma rinsecchisce. Parliamo di quel fiume gorgogliante – adesso evaporato – che alcuni residenti di San Martino sentivano gorgogliare e vedevano scorrere sul retro delle loro villette: a fine maggio il fiume aveva annaffiato generosamente il letto erboso dell’ex Diversivo con pozze profonde più di un metro e mezzo. Il mistero è durato per settimane: ieri è stato svelato.

Sono le 11 e ci troviamo lungo via Ponte Tura, di fronte allo sgrigliatore che serve a bloccare il materiale che galleggia nell’acqua del canale artificiale (primario) che alimenta l’impianto di irrigazione del Consorzio di Bonifica Toscana Sud, e che da lì serve terreni e risaie della piana grossetana.

Siamo con Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio: ed è lui che risolve il rebus, o meglio, ci fornisce un’ipotesi realistica e verosimile. «Ci può stare – dice – che l’acqua filtri da sotto (il canale primario, ndr) e finisca nell’ex Diversivo. Del resto cosa è meglio? Che si bagni l’ex Diversivo o che vadano sott’acqua quelle case laggiù? ». Bellacchi indica alcune abitazioni che si trovano tra l’ex Diversivo e il letto dell’Ombrone, “perpendicolari” – se da esse si potesse tracciare una linea immaginaria – alle villette che sorgono lungo la via Scansanese, e da cui erano partite le segnalazioni del misterioso flusso. Torniamo alla domanda di Bellacchi: l’auspicio è che non si verifichi né l’una né l’altra ipotesi – diciamo noi – perché l’acqua vale più dell’oro nella Maremma assetata.

Con l’aiuto di Bellacchi e di Massimo Tassi, ingegnere del Consorzio, cerchiamo di capire cosa possa essere accaduto: per altro il fenomeno del fiume gorgogliante non è nuovo a San Martino, in passato si era già verificato seppure con una portata d’acqua “sversata” inferiore a quella delle ultime settimane. «Dai buchi a lato dello sgrigliatore – assicura Bellacchi – siamo certi che non esca acqua. È credibile invece che possano esserci delle infiltrazioni dal letto del canale primario verso l’ex Diversivo perché il calcestruzzo di cui è ricoperto risale agli Anni Cinquanta e probabilmente è in parte saltato. Del resto noi l’abbiamo sempre detto che questo doveva essere un impianto provvisorio e che il canale primario doveva essere intubato». E lo sarà, grazie al finanziamento romano (più di sei milioni di euro). Nel frattempo: «Non possiamo escludere – dice Bellacchi – che succeda di nuovo». A San Martino, i residenti sono avvertiti.

Giovanna Mezzana

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