Meteo
Spiagge "gialle": l’onda arriva anche in Maremma - Video
Da Follonica a Marina di Grosseto approda materiale classificato come cera di origine idrocarburica. Non è pericoloso
GROSSETO. L’onda gialla di materiale spugnoso che nei giorni scorsi ha invaso le spiagge della Toscana, da Carrara all’Elba, è arrivata anche in Maremma.
Se ne sono accorti, loro malgrado, i bagnanti di Follonica, poi quelli delle coste scarlinesi, quelli a Punta Ala, e giù giù chi era al mare lungo la costa alle Rocchette, a Castiglione della Pescaia, alle Marze e a Marina di Grosseto. Da un paio di giorni ovunque una distesa gialla sul bagnasciuga che ha preoccupato le persone. Che cos’è? Ed è pericolosa?
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.15539537:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/ambiente-la-zuppa-di-plastica-nel-mare-del-parco-della-maremma/84509/86054]]
Prima di tutto le rassicurazioni. Nei giorni scorsi l’Arpat, allertata dalle segnalazioni nel nord della Toscana, ha sottoposto il materiale a sette diverse analisi e ha scoperto che è una cera di natura idrocarburica (cera paraffinica o cera polietilenica) che, spiega l’Arpat in una nota, «non presenta particolare pericolosità né ambientale né sanitaria». Ulteriori analisi sono state disposte su richiesta dei Comuni interessati. «Abbiamo chiamato l’Arpat dopo la segnalazione di un cittadino che si trovava sulla spiaggia libera – dice la vicesindaca di Castiglione della Pescaia Elena Nappi – e ha fatto i prelievi. Il materiale è stato classificato come rifiuti di materiale organico di origine diversa, codificato come 160306, ovvero non nocivo e smaltibile come un normale rifiuto urbano. Ad oggi la situazione è sotto controllo: il litorale è stato pulito. Stiamo però valutando quanto ce n’è ancora in galleggiamento sull’acqua».
«Le segnalazioni ci sono arrivate nella serata di venerdì – spiega il sindaco di Follonica Andrea Benini –. Abbiamo avvertito la capitaneria di porto e ci hanno spiegato che si tratta di una specie di poliuretano espanso che è stato perso da una nave nei pressi dell’isola d’Elba. Non si tratta di qualcosa di pericoloso, comunque abbiamo allertato immediatamente Sei Toscana che dovrebbe aver provveduto a rimuovere tutti i residui presenti sull’arenile tra la serata di venerdì e sabato mattina».
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.15539476:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15539476:1652377988/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Le segnalazioni hanno riguardato diversi punti del litorale, da nord a sud, da Pratoranieri a Senzuno, con qualche ritrovamento anche nei tratti centrali del golfo. «Ci hanno chiamato diverse persone che hanno notato questa specie di schiuma sul bagnasciuga – continua Benini – ma a Follonica la situazione è stata sempre sotto controllo. C’è un’indagine in corso per capire che cosa sia accaduto».
Alle Marze c’è chi ha provveduto da solo a raccogliere il materiale e a portarlo al Museo di Storia naturale di Grosseto. E anche Marina di Grosseto, che oggi ospita l’Air show e che avrebbe voluto mostrarsi al meglio per le decine di migliaia di persone attese e per la diretta Rai, aveva il bagnasciuga sommerso di materiale giallo.
Della vicenda è informato l’Istituto superiore per la protezione dell’ambiente; la capitaneria sta monitorando il fenomeno.
Resta il fatto, gravissimo, che questo materiale in mare e in spiaggia non ci deve essere. «Probabilmente è il risultato del lavaggio in mare di una cisterna», dice ancora Nappi da Castiglione della Pescaia. Insomma, il risultato di un reato. Non è la prima volta, però, che succede. Già nel 2012 si è verificato un fenomeno del genere sulle coste toscane e liguri con spiaggiamento di materiale, in quel caso biancastro, identificato poi come paraffina. Nell’occasione, indagini svolte dall’Arpa ligure accertarono che un’imbarcazione aveva lavato con acqua di mare le cisterne che contenevano cera paraffinica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
