Il Tirreno

Grosseto

Scoppia l’incendio le fiamme lambiscono le case dell’Oliveto 

di Francesca Gori
Scoppia l’incendio le fiamme lambiscono le case dell’Oliveto 

Paura nel quartiere residenziale alle porte della città Gli abitanti attingono ai pozzi per aiutare i pompieri

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GROSSETO. Pronunciare il nome della strada delle Collacchie, oggi, fa paura. Perché per due giorni quella lingua d’asfalto lunga chilometri e chilometri che collega Grosseto con Marina è stata martoriata dal fuoco. Che sui roghi scoppiati ieri si allunghi la lunga mano di uno o più piromani sembra quasi certo: il primo incendio è scoppiato lungo la via, quasi all’incrocio con la strada di San Lorenzo. Ha fatto pochi danni, in quel punto: i vigili del fuoco sono intervenuti subito, con loro c’erano anche gli uomini delle volanti e la strada è stata temporaneamente chiusa. Ma quello che è successo pochi minuti dopo è inimmaginabile: le fiamme hanno cominciato a bruciare il ciglio della stessa strada ma dall’altra parte e, sospinte dal vento che ieri soffiava sulla città, hanno attaccato il campo sul quale si affacciano le villette e le palazzine dell’Oliveto.

C’era un metro di strada tra le abitazioni e il terreno che bruciava. «Ho sentito l’odore del fumo e ho visto le fiamme - racconta Luciano Franceschini, uno degli abitanti del quartiere - Era già successo la scorsa settimana. Sono uscito subito da casa e ho cercato di fare qualcosa». L’allarme è arrivato ai vigili del fuoco, messi a dura prova da una situazione come quella che ha aperto le porte all’estate in Maremma: sotto organico, come in tutta Italia, e costretti anche a rientrare in servizio una volta usciti per fronteggiare l’emergenza.

Franceschini insieme agli altri abitanti dell’Oliveto ha imbracciato una sistola e ha cominciato a gettare acqua sul fuoco. Uomini, donne, giovani e meno giovani: chi con un secchio, chi con una canna, chi con una pala per creare una cessa e impedire al fuoco di arrivare alle abitazioni, hanno dato una mano ai vigili del fuoco che sono arrivati nel quartiere residenziale con cinque squadre e sette mezzi: una è arrivata anche dal distaccamento di Arcidosso.

«La scorsa settimana l’incendio è scoppiato subito dopo che da quel campo era passato un uomo con un cane - dice Franceschini - ma potrebbe essere stato anche solo un caso. Quello che è certo è che ci troviamo a fronteggiare un’emergenza vera e propria».

I vigili del fuoco si sono messi subito al lavoro e lo stesso hanno fatto gli uomini dell’Aeronautica che sono arrivati all’Oliveto con un’autobotte dell’Esercito. La situazione sembrava risolta, dopo poche decine di minuti. Sulla pista ciclabile che entra dentro l’Oliveto i residenti sono rimasti con le sistole in mano, sperando di non doverle riutilizzare. Il senso di scampato pericolo è durato pochi minuti: in un lato del campo che era stato rasato da poco si è vista una nuova fiammata. «Riparte, riparte. Presto» si è sentito gridare: e di nuovo uomini e donne hanno aperto l’acqua, mentre i vigili del fuoco sono arrivati a sirene spiegate e in pochi minuti hanno domato anche quelle fiamme che hanno ripreso il via, alimentate dal vento. È stata creata una cessa in quel campo, per non permettere alle fiamme di avvicinarsi alle case.

All’Oliveto i vigili del fuoco si bagnavo i capelli con l’acqua e anche gli uomini della polizia avevano la faccia stravolta. Dalla rabbia, anche, per dover affrontare un’altra estate alle prese con chi ha deciso di sfidare tutti a colpi d’incendi.

Negli ultimi due giorni i roghi che sono stati provocati da cause accidentali sono stati ben riconoscibili, come quello che all’Aratrice, nel comune di Civitella Paganico, ha distrutto cinquanta ettari di terreno. Ma che ci sia qualcuno che si diverte ad appiccare il fuoco sulla direttrice città- Marina di Grosseto senza risparmiare Principina e la strada che porta a Castiglione della Pescaia sembra certo. Gli incendi, due giorni fa, sono scoppiati a pochissimi chilometri di distanza l’uno dall’altro: il piromane - o i piromani - hanno avuto giusto il tempo di allontanarsi dal primo rogo per vedere di nuovo divampare le fiamme poco più avanti.

I vigili del fuoco hanno dato l’allarme alla polizia, ai carabinieri e ai forestali dell’Arma che hanno intensificato i controlli per cercare di prendere il piromane con le mani nel sacco. Fino a ieri non sono stati trovati inneschi: probabilmente chi colpisce utilizza un liquido infiammabile o un comune acceleratore. Lo brucia, lo getta e sparisce senza lasciare alcuna traccia, nonostante la vicinanza dei roghi al bordo della strada.

Alcuni incendi possono anche essere stati provocati dal lancio di mozziconi di sigarette accese dal finestrino dell’auto. In quel caso però, il fuoco ha bisogno di più tempo per svilupparsi.

«Questa situazione ci fa paura - dicono i residenti dell’Oliveto - perché se le fiamme attaccano gli olivi e poi passano al pino che si affaccia sulla ciclabile, arriva direttamente alle case. Ormai stiamo attenti a ogni rumore che sentiamo».

Ieri i vigili del fuoco sono arrivati subito e in tempi record hanno domato le fiamme. Ma la stagione è appena cominciata e sembra che il piromane non abbia alcuna voglia di smettere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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