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Malore fulminante, per Omar scatta la gara di solidarietà
Cassettine per le offerte a Fonteblanda, dove il senegalese è conosciuto da 30 anni
FONTEBLANDA. Omar Sylla, conosciuto da tutti come Matteo, è arrivato a Fonteblanda 30 anni fa. Aveva 14 anni, era un ragazzo. Quel giovane senegalese però, anno dopo anno, è entrato nel cuore dei fonteblandini per il suo fare cortese e le sue maniere garbate. Matteo adesso di anni ne ha 44 e, come fa da 30 anni, ogni sei mesi viene in Italia a fare il venditore ambulante. Vende a Fonteblanda, a Talamone, Albinia, Manciano. Un uomo gentile che ha sempre una buona parola per tutti. In 30 anni mai un gesto sbagliato, mai andato fuori dalle righe. Alcuni giorni fa, Matteo ha avuto un infarto ed è stato ricoverato all’ospedale di Orbetello.
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Matteo ha, in Senegal, una famiglia molto numerosa. Numeri che per noi occidentali non sono nemmeno immaginabili. Nella sua Africa, Matteo ha infatti 22 figli. L’ultimo è nato 4 mesi fa. Subito dopo il malore il pensiero di Matteo è andato alla sua famiglia, a quei 22 figli per aiutare i quali Omar Sylla viene in Italia ormai da 30 anni. Come poter lavorare dopo un infarto? Stamani Matteo, nel frattempo trasferito a Siena, dovrà subire un intervento cardiaco che durerà circa 8 ore. Il senegalese ha una insufficienza valvolare e l’operazione servirà a sostituire una valvola.
A Fonteblanda Matteo ormai è di casa. Quando si è diffusa la notizia del suo malore i fonteblandini non sono rimasti con le mani in mano. Cristina Meravigli, trentunenne che nella frazione fa la parrucchiera, si è data da fare e ha cercato il modo di aiutare Matteo. «Quando ho conosciuto Matteo io ero una ragazzina– racconta Cristina- È stato sempre gentile. È una persona che ti chiede sempre come va e ora che la mia bambina non è stata bene lui ha sempre avuto il pensiero di chiedere notizie sulla sua salute» . Cristina ha deciso di fare delle cassettine e metterle in alcuni negozi di Fonteblanda e Talamone per cercare di raccogliere soldi da mandare alla famiglia di Matteo. «A casa non sanno nulla del suo malore – continua Cristina - Lui non ha detto nulla per non far preoccupare nessuno. Abbiamo messo queste cassettine e ognuno, se vuole, potrà lasciare un’offerta».
La raccolta è iniziata da pochi giorni e continuerà ancora per un po’. Chi volesse può ancora aiutare Matteo. Le cassettine si trovano da Diva Dori parrucchiera a Fonteblanda, da Venere coiffeur di Nadia e Cristina Tizzi, nell’attività della stessa Cristina Meravigli e al circolo Il Faro di Talamone. Le persone partecipano perché lo conoscono e c’è anche chi ha lasciato 50 euro. Poi ognuno dà quello che vuole e può. «Anna Puca del circolo di Talamone è stata contattata da molte persone che hanno chiesto come poterlo aiutare».
Cristina, dopo che Matteo è stato trasferito a Siena, è andata a trovarlo. «Si è commosso perché non se lo aspettava. Qui è solo e vedere una persona amica gli ha fatto molto piacere», conclude la parrucchiera. «Oggi teniamo tutti le dita incrociate per lui. Lo aspettiamo più forte di prima. Matteo non è solo. Qui gli vogliamo bene e facciamo il tifo per lui».
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