Allarme siccità in Maremma. Dichiarato lo stato d’emergenza
La Regione chiama in campo il Governo: non sono previste piogge. Task force per mitigare la carenza idrica, è già stata misurata anche nell’Ombrone
GROSSETO . Il governatore Enrico Rossi ha firmato ieri mattina la dichiarazione di stato d’emergenza regionale relativa alla crisi idrica in Toscana. A questa seguirà la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei ministri della dichiarazione di stato d’emergenza nazionale.
La notizia riguarda da vicino la Maremma, territorio che più di ogni altro in Toscana sta soffrendo la siccità. Rossi ha dato mandato a una task force (formata oltre che dalla Regione, dall’Autorità idrica Toscana, dalle Autorità di bacino distrettuali, dai Comuni e dalle Aziende sanitarie) di presentare entro trenta giorni un piano straordinario di interventi per mitigare gli effetti della carenza idrica, che è già misurabile nei fiumi come l’Ombrone, nei bacini e nelle sorgenti.
La decisione è stata presa anche a seguito delle previsioni stagionali del Lamma, che a breve termine non annunciano un andamento tale da lasciar presupporre una ricarica delle riserve.
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«Quando tre mesi fa abbiamo lanciato l’allarme sulla siccità non lo facevamo con leggerezza – ha detto il presidente Rossi – si tratta di un’emergenza da non sottovalutare. D’altra parte ormai ci troviamo ad affrontare eventi di questa gravità con una cadenza meno che quinquennale, imparando sulla nostra pelle quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici. A questo punto si rivelano fondamentali interventi strutturali importanti con impegni pubblici e privati».
A chiedere lo stato di emergenza erano state per prime le associazioni agricole grossetane, a cui si era accodato il capogruppo del Pd in consiglio Leonardo Marras. «È una situazione preoccupante per la nostra agricoltura, in particolare per la provincia di Grosseto che sta soffrendo da tempo – ha ribadito l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi – cerchiamo quindi di venire incontro con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Indirizzeremo al Governo la richiesta di stato di calamità in deroga. Questo strumento permette di ricomprendere nello stato di calamità le colture assicurabili, come successe anche nel 2012».
In Toscana nel maggio 2017, rispetto ai valori medi del precedente trentennio, si registra un deficit di pioggia nell’ordine del 50%. In Maremma si arriva al 70%. Carenza di piogge che interessa principalmente i bacini meridionali (la costa grossetana, l’Ombrone, l’area Fiora-Albegna), con apporti pluviometrici che si attestano tra i più scarsi anche nel confronto con annate a forte connotazione siccitosa come il 2003, il 2007 e il 2012.
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