Il Tirreno

Grosseto

Tracce di sangue dal parcheggio alle Mura 

di Francesca Gori
Tracce di sangue dal parcheggio alle Mura 

La lunga scia è stata lasciata da un ragazzo che si è ferito alle mani dopo aver cercato di spaccare una telecamera

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GROSSETO. La prima chiazza di sangue è stata vista da un uomo che aveva lasciato la sua auto nel parcheggio Amiata: era sul primo scalino della rampa che va verso all’uscita pedonale, proprio sotto la telecamera. Poi, da quel punto, le gocce disegnavano un percorso irregolare su per le scale e attraverso tutta piazza Nassiriya. In fondo al grande lastricato cominciavano a tracciare una linea a zig zag, come se chi stava perdendo sangue non avesse quasi più equilibrio. Ma la sua fuga non si era fermata nemmeno lì: era proseguita per la passerella che porta al carcere. Poi le tracce di sangue si erano perse su per le Mura della città.

L’uomo ha chiamato la polizia e una pattuglia si è messa subito al lavoro. In quella sorta di vano che sta tra il parcheggio e la scala il cattivo odore è nauseante: ogni sera lì succede di tutto, tra scritte sul muro, orina per terra, sesso consumato appoggiati alle auto in sosta. È questa la fotografia del degrado di quello spazio gestito da Sistema che ieri, dopo l’allarme lanciato alla polizia, ha visionato le immagini di quella telecamera, scoprendo cosa fosse successo.

La prima ipotesi, quando è stata scoperta quella scia di sangue, è stata che qualcuno fosse rimasto ferito in una lite. In realtà nessuno ha tirato fuori il coltello nel parcheggio Amiata e al pronto soccorso del Misericordia, durante il pomeriggio di martedì, e in nottata non era arrivato nessuno con ferite, né di arma da taglio né causate da qualcos’altro. La verità è saltata fuori poco dopo, visionando le immagini: un ragazzino martedì pomeriggio è salito sul parapetto e si è lanciato contro la telecamera per spaccarla. Si è ferito alle mani e ha cominciato a perdere sangue. È scappato dal parcheggio lasciando tutte quelle tracce sul piazzale che copre il parcheggio di piazza Nassiriya.

Non è la prima volta che succede: anche nell’area di sosta delle auto, qualche giorno prima, un’altra telecamera era stata spaccata. «Sono episodi che accadono in continuazione, sia in questa struttura che nel parcheggio della galleria Oberdan - spiega Mauro Squarcia, presidente della società Sistema - soltanto negli ultimi tempi abbiamo speso 30.000 euro per sistemare i danni che sono stati fatti nei due parcheggi».

È una zona franca, quel grande spazio dove si lasciano le auto sotto piazza Nassiriya. Basta parlare con i dipendenti di Sistema che ogni giorno sono costretti a intervenire per sistemare la lunga scia di danni lasciati dai vandali. E quello che riprendono le telecamere di sicurezza ha dell’incredibile: ci sono ragazzini che fanno sesso appoggiati alle auto in sosta, che consumano rapporti sotto le telecamere, per sfidarsi tra amici e per lanciare un segnale anche a chi gestisce quello spazio.

Ragazzini, e i giovani sono la maggioranza, che consumano sostanze stupefacenti su quelle scale, che scrivono sui muri senza pensare che quella struttura è di una società partecipata del Comune e che quindi è patrimonio di tutta la città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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