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il dramma 

Il preparatore di Fc Grosseto ferito alla gamba con 20 punti

di Elisabetta Giorgi
Il preparatore di Fc Grosseto ferito alla gamba con 20 punti

GROSSETO. Tra gli spettatori che sabato sera sono andati a Torino per vedere la Juventus in piazza c’era anche Simone Palumbo, 32 anni, romano e “grossetano” d’adozione, già preparatore atletico - da...

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GROSSETO. Tra gli spettatori che sabato sera sono andati a Torino per vedere la Juventus in piazza c’era anche Simone Palumbo, 32 anni, romano e “grossetano” d’adozione, già preparatore atletico - da settembre 2016 a gennaio scorso - del Fc Grosseto con mister Marco Sanna e nell’ultimo periodo con Alessio Bifini.
Anche per Simone è stato un inferno difficile da dimenticare e dal quale è uscito ferito. Per lui 20 punti al ginocchio, di cui 15 interni e 5 esterni. Suo zio – nel caos e nella folla impazzita - si è persino ritrovato un ragazzino tra le braccia, perduto da qualche genitore, e l’ha protetto come poteva mentre Simone si è ritrovato il sangue scorrere lungo la gamba destra, senza sapere perché. Aveva uno lacerazione profonda. In terra una distesa di bottiglie rotte, intorno migliaia di persone in fuga. Una distesa di sandali, borse e sangue dappertutto.
Di sicuro «è stata rischiata la strage», dice Palumbo accanto a suo zio Riccardo, poliziotto in forza nella Questura di Roma che lo aveva accompagnato a Torino. «Un’esperienza davvero brutta». Un’organizzazione che zio e nipote giudicano complessivamente «lacunosa, con un servizio d’ordine molto blando e nessun controllo a livello personale. Dentro la piazza c’erano gli ambulanti che vendevano bottiglie di vetro a fiumi, ma com’è possibile che fossero entrati? A terra era pieno di vetri, la gente che cadeva si è ferita, è stata una situazione allucinante». Palumbo ricorda «un’ondata venuta da sinistra della piazza guardando lo schermo, noi l’abbiamo vista arrivare». Impossibile schivarla. Come un effetto domino, le persone si sono schiacciate le une alle altre. «Poi ha ceduto la ringhiera dei parcheggi sotterranei e la gente è caduta di sotto, siamo caduti tutti per terra. Non potevi fare niente».
Eri schiacciato, sospinto, trascinato, fatto cadere, travolto, risucchiato. «Mio zio si è ritrovato un ragazzino di 10-12 anni tra le braccia, era spaventato: se l’è tenuto con sé, lo ha messo dietro una colonna per non farlo schiacciare». Sostanzialmente – dicono Palumbo e suo zio – «siamo convinti che i controlli abbiano fatto acqua e che la location fosse sbagliata: piazza san Carlo era troppo piccola per ospitare 30mila la cosa più giusta sarebbe stata aprire lo stadio come hanno fatto a Madrid, oppure scegliere una piazza migliore come poteva essere piazza Vittorio Emanuele, che oltre a essere enorme e tre volte più di piazza san Carlo ha più vie di fuga».

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