Il Tirreno

Grosseto

IL GIALLO DEGLI ORTI INZUPPATI

L’ex Diversivo si riempie d’acqua. Mistero sempre più fitto

di Giovanna Mezzana
Franco Matteassi cerca di guadare il fiume misterioso
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Franco Matteassi cerca di guadare il fiume misterioso

S. Martino, periferia est di Grosseto: a ridosso delle case, scorre un fiume nel letto erboso del vecchio canale Residenti in allarme: «Ci sono pozze profonde più di un metro e mezzo».

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GROSSETO. Da giovedì notte c’è un fiume gorgogliante che sgorga nel letto (da decenni) erboso di quello che fu il canale del Diversivo. È acqua pulita: se non si mescolasse al fogliame e al terriccio, avrebbe la limpidezza di quella che scende dal rubinetto. Siamo a San Martino, periferia est di Grosseto. Ed è un mistero. Nessuno sa da dove arrivi tanta “freschezza” mentre le associazioni dell’impresa agricola già parlano – e l’estate è solo alle porte – di danni da siccità.

Lo ignorano i residenti, preoccupati – è a ridosso delle loro case – ma anche indispettiti per quello che secondo loro è «uno spreco vergognoso». Non lo sa il Consorzio di Bonifica, che proprio a pochi metri da lì – in linea d’aria – ha un impianto di irrigazione che alimenta una centrale idroelettrica: il tutto al servizio di 3. 300 ettari di terreni tra La Trappola e Principina a Terra, risaie comprese. Il 29 maggio un residente di San Martino, Roberto Petrucci, ci aveva contattato per segnalarci lo strano fenomeno, che a distanza di pochi giorni è cresciuto: in termini, è proprio il caso di dirlo, “di portata” (delle acque).

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A mollo. San Martino, ore 12 di sabato 3 giugno. Entriamo da una delle abitazioni che sorgono di fronte all’ex Fornace e ci rechiamo sul retro della villetta: molte famiglie qui, a San Martino, hanno una piccola aia a mo’ di back-garden, come dicono gli inglesi. Ci incamminiamo verso quello che un tempo era il canale dell’ex Diversivo. Bastano pochi passi e siamo già dentro l’argine dove – da decenni – è cresciuta erba e vegetazione, tant’è che tutto sembra fuorché il letto di un corso d’acqua. Ci accompagnano due residenti: Petrucci e Franco Matteassi. Ed ecco che si sente il rumore tipico dell’acqua che scroscia: intensamente e di continuo. Il terreno è tutto inzuppato – servono gli stivali di gomma – e scorgiamo, poco più in là, una grossa pozza d’acqua.

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«Evento straordinario». È diverso tempo che Petrucci registra l’inspiegabile fatto: «Ma tanta acqua come quella che sta sgorgando dalla scorsa notte (tra giovedì e venerdì) – non si vedeva da parecchio tempo. E non piove da settimane. Guardi là». Matteassi si toglie le scarpe e procede lungo un viottolo d’acqua. Finisce in una pozza ed è immerso fino a metà gambe (vedi foto): «Più in là non vado – dice – perché il livello dell’acqua supera sicuramente il metro e mezzo». Ci mettiamo gli stivali di gomma pure noi, usciamo dal letto di quel che rimane dell’ex Diversivo, ci inerpichiamo su di una piccola salita e sfociamo su via Ponte Tura: eccolo là lo sgrigliatore. Lo osserviamo da lontano, ma Massimo Tassi, ingegnere del Consorzio di Bonifica Toscana Sud – ci ha già spiegato che esclude che la fuoriuscita di acqua possa dipendere dal loro impianto.
 

Il giallo. I residenti chiedono che qualcuno risponda alla loro domanda: «Da dove arriva quel flusso tanto copioso di acqua pulita?». Lo vogliono sapere per più di una ragione: «Primo – ci dicono – perché secondo noi è uno spreco e paghiamo l’acqua come fosse oro. Secondo: perché quando evapora diventa il regno di zanzare, insetti e serpentelli. Terzo: perché è a un tiro di schioppo dalle nostre abitazioni». Di chi è la competenza? Il problema è che gli argini di fiumi e canali (anche gli ex) sono i luoghi per eccellenza in cui non si capisce mai chi-deve fare cosa-e con chi. Il Consorzio ha risposto. «E allora vogliamo una spiegazione – concludono – dal Comune o dalla Provincia o dalla Regione, o dall’Acquedotto del Fiora». Intanto l’acqua continua a scorrere e a gorgogliare. E lasciando la frazione, scopriamo che “il misterioso fiume” procede verso il cimitero: molto oltre San Martino.

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