Il presidio
Effetto ordinanza Pineta ripulita lungo le strade
di Francesca Ferri
In via dei Platani, via dell’Argentario e viale Montecristo l’intervento si vede. L’albergatore: «Ora si sistemino i pini»
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MARINA DI GROSSETO. Il colpo d’occhio dà un senso di aria e di pulizia. Per anni a guardare verso la pineta da via dei Platani, via dell’Argentario e viale Montecristo – le tre strade che segnano il confine tra il paese e la pineta – la sensazione era quella di un muro impenetrabile di vegetazione.
Ora quella “quinta” verde si è spostata di un paio di decine di metri, il marciapiede di via dei Platani è tornato agibile (per anni i cespugli lo hanno invaso) e l’aspetto generale è di pulizia.
L’ordinanza del sindaco di Grosseto sembra aver dato i suoi frutti. Il comando inappellabile, impartito ai proprietari di lotti di pineta, di pulire il sottobosco per evitare incendi è stato eseguito in molti punti.
«È un inizio», spiega Carlo Dionori, cotitolare, con il fratello Claudio, dell’albergo Tre Stelle che si trova proprio in via dei Platani e che Il Tirreno aveva intervistato un mese fa, all’indomani dell’emanazione dell’ordinanza. Quand’è stata – chiediamo – l’ultima volta che la pineta è stata pulita? Dionori sorride: «Pulita? Che parolaccia. Non è mai stata pulita. In passato toglievano un po’ le pine. Devo dire che ora hanno fatto un bel lavoro. Ci hanno messo qualche giorno e hanno finito due o tre giorni fa. Ora però dovrebbero pulire anche i pini».
E non solo. Avvicinandosi all’area dove è stato tolto il sottobosco ci si accorge che la pulizia non è affatto finita.
Gli sfalci sono ancora tutti a terra, accumulati qua e là. Sono ormai secchi e in attesa di essere portati via.
Alzando lo sguardo l’attenzione viene calamitata dall’edera attorcigliata a molti pini. Quando nel 2012 un incendio distrusse 55 ettari di pineta proprio lungo via dei Platani, alcuni osservatori posero l’attenzione sul ruolo che i rampicanti avevano avuto nel far arrivare più velocemente il fuoco dal sottobosco alle chiome dei pini, innescando una doppia via di propagazione delle fiamme, da terra e di chioma in chioma.
E proprio le chiome dei pini oggi, nonostante l’ordinanza, non sono state toccate. Rami secchi e penzoloni, fronde fitte e impenetrabili, coprono del tutto il cielo.
Non è facile trovare un equilibrio da un lato tra la conservazione della natura che sappia restituire una pineta intatta e integra e dall’altro la necessità di garantire pulizia e sicurezza.
Di certo aver spianato e sgomberato il sottobosco permette, in caso di necessità, l’accesso ai mezzi dei vigili del fuoco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ora quella “quinta” verde si è spostata di un paio di decine di metri, il marciapiede di via dei Platani è tornato agibile (per anni i cespugli lo hanno invaso) e l’aspetto generale è di pulizia.
L’ordinanza del sindaco di Grosseto sembra aver dato i suoi frutti. Il comando inappellabile, impartito ai proprietari di lotti di pineta, di pulire il sottobosco per evitare incendi è stato eseguito in molti punti.
«È un inizio», spiega Carlo Dionori, cotitolare, con il fratello Claudio, dell’albergo Tre Stelle che si trova proprio in via dei Platani e che Il Tirreno aveva intervistato un mese fa, all’indomani dell’emanazione dell’ordinanza. Quand’è stata – chiediamo – l’ultima volta che la pineta è stata pulita? Dionori sorride: «Pulita? Che parolaccia. Non è mai stata pulita. In passato toglievano un po’ le pine. Devo dire che ora hanno fatto un bel lavoro. Ci hanno messo qualche giorno e hanno finito due o tre giorni fa. Ora però dovrebbero pulire anche i pini».
E non solo. Avvicinandosi all’area dove è stato tolto il sottobosco ci si accorge che la pulizia non è affatto finita.
Gli sfalci sono ancora tutti a terra, accumulati qua e là. Sono ormai secchi e in attesa di essere portati via.
Alzando lo sguardo l’attenzione viene calamitata dall’edera attorcigliata a molti pini. Quando nel 2012 un incendio distrusse 55 ettari di pineta proprio lungo via dei Platani, alcuni osservatori posero l’attenzione sul ruolo che i rampicanti avevano avuto nel far arrivare più velocemente il fuoco dal sottobosco alle chiome dei pini, innescando una doppia via di propagazione delle fiamme, da terra e di chioma in chioma.
E proprio le chiome dei pini oggi, nonostante l’ordinanza, non sono state toccate. Rami secchi e penzoloni, fronde fitte e impenetrabili, coprono del tutto il cielo.
Non è facile trovare un equilibrio da un lato tra la conservazione della natura che sappia restituire una pineta intatta e integra e dall’altro la necessità di garantire pulizia e sicurezza.
Di certo aver spianato e sgomberato il sottobosco permette, in caso di necessità, l’accesso ai mezzi dei vigili del fuoco.
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