Meteo
«Cinque anni in salita: chi verrà non si sbilanci»
di Gabriele Baldanzi
Campagnatico, il sindaco uscente Ricciardi racconta il mandato tra difficoltà e cose fatte
4 MINUTI DI LETTURA
CAMPAGNATICO . Luca Ricciardi chiude in questi giorni la sua esperienza da sindaco di Campagnatico, cinque anni in salita, a fronteggiare emergenze economiche e problemi concreti. Sempre con gli occhi addosso delle Procure. In poche parole traccia un bilancio di mandato.
«Quando ci siamo insediati, nel 2012 – attacca – eravamo consapevoli che non avremmo trovato una situazione buona. L’obiettivo che ci eravamo proposti e la promessa fatta ai nostri elettori era semplice: ricondurre l’ente alla normalità, amministrando con onestà, trasparenza, oculatezza. Purtroppo ciò che trovammo superava anche la più pessimistica delle previsioni. Il ritorno alla normalità è stato faticosissimo. L’ufficio tecnico era completamente privo di personale. Il responsabile era decaduto dall’incarico con lo scadere del mandato del precedente sindaco. La responsabile dell’ufficio ragioneria, fresca di nomina, si assentò subito per maternità. La polizia municipale aveva un arretrato per recupero violazioni non pagate risalente all’anno 2008 e quindi prossimo alla prescrizione ed era privo di personale adeguato a gestire le pratiche. E nonostante le carenze di personale era già stata concessa, a un’amministrativa, l’autorizzazione al trasferimento in altro ente. Un quadro desolante».
Parliamo delle beghe giudiziarie.
«Sì, a un mese dall’insediamento arrivò, da parte della Corte dei Conti, la dichiarazione di ente strutturalmente deficitario a causa dello sforamento di 6 parametri di bilancio su 10. In pratica una dichiarazione di dissesto, un’eventualità già segnalata negli anni precedenti. Non solo. Le scuole elementari, medie e il plesso dell’Infanzia non erano a norma e quindi temevamo altre grane, con il rischio di una chiusura; gli impianti sportivi tutti non agibili; alcune sale comunali di Arcille realizzate in difformità dal progetto approvato».
Cosa le dà più fastidio, oggi, dopo cinque anni di sacrifici e arrabbiature?
«Le do una risposta che non si attende, guardando il nostro bilancio e gli sforzi compiuti. Mi dà fastidio l’alto peso del federalismo fiscale, che ha imposto anche a un piccolo, fragile, comune come il nostro di fare l’esattore dello Stato, andando a tassare i cittadini del territorio con tributi che per ampia parte vengono trattenuti direttamente dallo Stato stesso, impedendoci di fare investirli a livello locale sui servizi ai cittadini».
Perché non avete approvato il regolamento urbanistico?
«Alcune modifiche normative hanno provocato lo slittamento dei termini di approvazione, anche se ciò non ha inficiato gli interventi nelle zone agricole, dove è possibile investire con la presentazione del piano di miglioramento agricolo ambientale».
I cittadini lamentano che nei centri urbani è stato fatto poco o nulla.
«Non abbiamo soldi. Nei centri urbani peraltro non c’è necessità di nuove opere o edificazioni, ma solo di valorizzare il patrimonio esistente, che presenta un numero cospicuo di edifici non abitati: infatti continuare a cementificare il territorio significherebbe andare a ridurre ancora di più il valore del patrimonio edilizio esistente».
Diciamo anche cosa siete riusciti a fare.
«Nonostante questa situazione siamo riusciti a garantire i servizi e la regolarizzazione delle strutture, a partire dalle scuole. La Campagnatico Servizi srl, società partecipata del Comune. Ha molto ridotto i costi di gestione. È in corso l’istruttoria per la sistemazione dell’area destinata alla creazione di posti auto sopra alla cessa del capoluogo e sono stati affidati i lavori per la bitumatura dell’area Pip di Arcille. Presto sarà possibile anche assumere qualche unità di personale».
Può darci qualche dettaglio in più?
«Sì, per le scuole di Arcille, per esempio, sono stati effettuati lavori per 750.000 euro, oltre alla realizzazione di due ponticini sulla comunale della Fondona, a Marrucheti. E poi il completamento del restyling delle mura medievali del capoluogo, la realizzazione della rotatoria di Arcille, i lavori di consolidamento della frana sulla strada comunale di Pietratonda, il completamento dell’emporio polifunzionale (sempre all’Arcille), con la possibilità di poter finalmente espletare il bando per l’assegnazione, oltre a vari altri interventi di manutenzione sulle strade comunali, ai contributi all’istituto comprensivo per spese di funzionamento e per progetti specifici. Tutto questo, lo ripeto, racimolando denari con grande attenzione, usando sempre buon senso, facendo i conti anche e soprattutto con le carenze di organico che impediscono un’adeguata programmazione e realizzazione degli interventi».
Raccomandazioni a chi verrà?
«Una sola. Non sbilanciatevi troppo in promesse di investimenti che non sono sorretti da alcuna fattibilità economica».
Ringraziamenti?
«Ai consiglieri, alla mia giunta, a chi ci ha dato una mano, comprendendo il momento di difficoltà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA +
«Quando ci siamo insediati, nel 2012 – attacca – eravamo consapevoli che non avremmo trovato una situazione buona. L’obiettivo che ci eravamo proposti e la promessa fatta ai nostri elettori era semplice: ricondurre l’ente alla normalità, amministrando con onestà, trasparenza, oculatezza. Purtroppo ciò che trovammo superava anche la più pessimistica delle previsioni. Il ritorno alla normalità è stato faticosissimo. L’ufficio tecnico era completamente privo di personale. Il responsabile era decaduto dall’incarico con lo scadere del mandato del precedente sindaco. La responsabile dell’ufficio ragioneria, fresca di nomina, si assentò subito per maternità. La polizia municipale aveva un arretrato per recupero violazioni non pagate risalente all’anno 2008 e quindi prossimo alla prescrizione ed era privo di personale adeguato a gestire le pratiche. E nonostante le carenze di personale era già stata concessa, a un’amministrativa, l’autorizzazione al trasferimento in altro ente. Un quadro desolante».
Parliamo delle beghe giudiziarie.
«Sì, a un mese dall’insediamento arrivò, da parte della Corte dei Conti, la dichiarazione di ente strutturalmente deficitario a causa dello sforamento di 6 parametri di bilancio su 10. In pratica una dichiarazione di dissesto, un’eventualità già segnalata negli anni precedenti. Non solo. Le scuole elementari, medie e il plesso dell’Infanzia non erano a norma e quindi temevamo altre grane, con il rischio di una chiusura; gli impianti sportivi tutti non agibili; alcune sale comunali di Arcille realizzate in difformità dal progetto approvato».
Cosa le dà più fastidio, oggi, dopo cinque anni di sacrifici e arrabbiature?
«Le do una risposta che non si attende, guardando il nostro bilancio e gli sforzi compiuti. Mi dà fastidio l’alto peso del federalismo fiscale, che ha imposto anche a un piccolo, fragile, comune come il nostro di fare l’esattore dello Stato, andando a tassare i cittadini del territorio con tributi che per ampia parte vengono trattenuti direttamente dallo Stato stesso, impedendoci di fare investirli a livello locale sui servizi ai cittadini».
Perché non avete approvato il regolamento urbanistico?
«Alcune modifiche normative hanno provocato lo slittamento dei termini di approvazione, anche se ciò non ha inficiato gli interventi nelle zone agricole, dove è possibile investire con la presentazione del piano di miglioramento agricolo ambientale».
I cittadini lamentano che nei centri urbani è stato fatto poco o nulla.
«Non abbiamo soldi. Nei centri urbani peraltro non c’è necessità di nuove opere o edificazioni, ma solo di valorizzare il patrimonio esistente, che presenta un numero cospicuo di edifici non abitati: infatti continuare a cementificare il territorio significherebbe andare a ridurre ancora di più il valore del patrimonio edilizio esistente».
Diciamo anche cosa siete riusciti a fare.
«Nonostante questa situazione siamo riusciti a garantire i servizi e la regolarizzazione delle strutture, a partire dalle scuole. La Campagnatico Servizi srl, società partecipata del Comune. Ha molto ridotto i costi di gestione. È in corso l’istruttoria per la sistemazione dell’area destinata alla creazione di posti auto sopra alla cessa del capoluogo e sono stati affidati i lavori per la bitumatura dell’area Pip di Arcille. Presto sarà possibile anche assumere qualche unità di personale».
Può darci qualche dettaglio in più?
«Sì, per le scuole di Arcille, per esempio, sono stati effettuati lavori per 750.000 euro, oltre alla realizzazione di due ponticini sulla comunale della Fondona, a Marrucheti. E poi il completamento del restyling delle mura medievali del capoluogo, la realizzazione della rotatoria di Arcille, i lavori di consolidamento della frana sulla strada comunale di Pietratonda, il completamento dell’emporio polifunzionale (sempre all’Arcille), con la possibilità di poter finalmente espletare il bando per l’assegnazione, oltre a vari altri interventi di manutenzione sulle strade comunali, ai contributi all’istituto comprensivo per spese di funzionamento e per progetti specifici. Tutto questo, lo ripeto, racimolando denari con grande attenzione, usando sempre buon senso, facendo i conti anche e soprattutto con le carenze di organico che impediscono un’adeguata programmazione e realizzazione degli interventi».
Raccomandazioni a chi verrà?
«Una sola. Non sbilanciatevi troppo in promesse di investimenti che non sono sorretti da alcuna fattibilità economica».
Ringraziamenti?
«Ai consiglieri, alla mia giunta, a chi ci ha dato una mano, comprendendo il momento di difficoltà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA +
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
