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Nessuna emergenza «I migranti sono fenomeno stabile»
di Sara Landi
Le istituzioni fanno il punto sui dati in un convegno Rotary La prefetta: «La Maremma adotti il modello Sprar»
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GROSSETO. L’immigrazione in provincia di Grosseto attraverso il contributo e il punto di vista dei più autorevoli rappresentanti sul territorio delle istituzioni impegnate nel governare il fenomeno.
È stato questo lo scopo dell’incontro conviviale promosso dal Rotary Club Grosseto che grazie al suo presidente Luigi Mansi ha riunito all’hotel Airone la prefetta di Grosseto Cinzia Torraco, il capo di gabinetto della Prefettura Sergio Di Iorio, il presidente del Tribunale di Grosseto Giulio De Simone, il questore di Grosseto Domenico Ponziani, la dirigente dell’ufficio immigrazione della Questura Mascia Mazzantini, la pm Arianna Ciavattini e per i carabinieri l’ufficiale Giorgio Piscioneri.
Alla Prefettura il compito di tracciare il quadro normativo in cui il fenomeno è stato gestito, con la sottolineatura del fatto che ormai dal 2014 in poi anche in Maremma siamo in presenza di un fenomeno stabile e non più eccezionale o emergenziale e che come tale deve essere governato. «I migranti presenti oggi in provincia di Grosseto – dice Torraco – sono 739 di cui 23 minori non accompagnati e sono suddivisi in 24 piccoli centri di accoglienza straordinari distributi sul territorio, i cosiddetti Cas. Nella nostra provincia non esiste ancora il modello Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndc) e sono ancora troppo pochi i Comuni che hanno manifestato la disponibilità all’adozione di questo modello di accoglienza. Solo con lo Sprar è prevista la clausola di salvaguardia che consente di contenere il numero dei migranti presenti in un determinato comune in rapporto alla popolazione residente».
Sergio Di Iorio ha raccontato la sua esperienza di presidente della commissione territoriale di Livorno che esamina le domande dei richiedenti asilo.
«Intanto una precisazione sul loro status – dice Di Iorio – Nel momento in cui una persona presenta la domanda di protezione internazionale è un cittadino che ha diritto a stare dove si trova. La questione è semmai sul lavoro che le commissioni stanno facendo: come commissione territoriale di Livorno cerchiamo di fare dalle 12 alle 16 audizioni al giorno, il responso è immediato ma la persona ha diritto in caso di risposta negativa all’appello. La percentuale di rigetto delle domande è altissima (oltre il 70 per cento) e solo poche persone accedono allo status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra».
Il questore Ponziani ha affrontato il nodo più discusso, quello della sicurezza. «La forza dell’Italia si fonda sull’accoglienza – dice Ponziani – quindi per il Paese gli stranieri sono in generale una ricchezza. Quanto a quelli che delinquono io non sono per le chiusure e per i muri ma per le azioni efficaci come i presidi fissi in piazza del Sale. Credo che per aumentare la percezione della sicurezza sarà centrale la costituzione dei centri di identificazione per il rimpatrio».
A questo proposito la funzionaria della Questura Mascia Mazzantini ha raccontato cosa succede quando uno straniero deve essere allontanato dall’Italia, parlando di concetti come l’allontanamento dei cittadini comunitari, le espulsioni e i respingimenti. In particolare sulla procedura di espulsione ha fatto il punto per la Procura Arianna Ciavattini. Tra i punti toccati invece dalla relazione del presidente del Tribunale di Grosseto Giulio De Simone la pratica del ricongiungimento familiare. Al termine del convegno, molto partecipato, il presidente Luigi Mansi ha consegnato ai relatori il gagliardetto del Rotary.
È stato questo lo scopo dell’incontro conviviale promosso dal Rotary Club Grosseto che grazie al suo presidente Luigi Mansi ha riunito all’hotel Airone la prefetta di Grosseto Cinzia Torraco, il capo di gabinetto della Prefettura Sergio Di Iorio, il presidente del Tribunale di Grosseto Giulio De Simone, il questore di Grosseto Domenico Ponziani, la dirigente dell’ufficio immigrazione della Questura Mascia Mazzantini, la pm Arianna Ciavattini e per i carabinieri l’ufficiale Giorgio Piscioneri.
Alla Prefettura il compito di tracciare il quadro normativo in cui il fenomeno è stato gestito, con la sottolineatura del fatto che ormai dal 2014 in poi anche in Maremma siamo in presenza di un fenomeno stabile e non più eccezionale o emergenziale e che come tale deve essere governato. «I migranti presenti oggi in provincia di Grosseto – dice Torraco – sono 739 di cui 23 minori non accompagnati e sono suddivisi in 24 piccoli centri di accoglienza straordinari distributi sul territorio, i cosiddetti Cas. Nella nostra provincia non esiste ancora il modello Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndc) e sono ancora troppo pochi i Comuni che hanno manifestato la disponibilità all’adozione di questo modello di accoglienza. Solo con lo Sprar è prevista la clausola di salvaguardia che consente di contenere il numero dei migranti presenti in un determinato comune in rapporto alla popolazione residente».
Sergio Di Iorio ha raccontato la sua esperienza di presidente della commissione territoriale di Livorno che esamina le domande dei richiedenti asilo.
«Intanto una precisazione sul loro status – dice Di Iorio – Nel momento in cui una persona presenta la domanda di protezione internazionale è un cittadino che ha diritto a stare dove si trova. La questione è semmai sul lavoro che le commissioni stanno facendo: come commissione territoriale di Livorno cerchiamo di fare dalle 12 alle 16 audizioni al giorno, il responso è immediato ma la persona ha diritto in caso di risposta negativa all’appello. La percentuale di rigetto delle domande è altissima (oltre il 70 per cento) e solo poche persone accedono allo status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra».
Il questore Ponziani ha affrontato il nodo più discusso, quello della sicurezza. «La forza dell’Italia si fonda sull’accoglienza – dice Ponziani – quindi per il Paese gli stranieri sono in generale una ricchezza. Quanto a quelli che delinquono io non sono per le chiusure e per i muri ma per le azioni efficaci come i presidi fissi in piazza del Sale. Credo che per aumentare la percezione della sicurezza sarà centrale la costituzione dei centri di identificazione per il rimpatrio».
A questo proposito la funzionaria della Questura Mascia Mazzantini ha raccontato cosa succede quando uno straniero deve essere allontanato dall’Italia, parlando di concetti come l’allontanamento dei cittadini comunitari, le espulsioni e i respingimenti. In particolare sulla procedura di espulsione ha fatto il punto per la Procura Arianna Ciavattini. Tra i punti toccati invece dalla relazione del presidente del Tribunale di Grosseto Giulio De Simone la pratica del ricongiungimento familiare. Al termine del convegno, molto partecipato, il presidente Luigi Mansi ha consegnato ai relatori il gagliardetto del Rotary.
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