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«Coinvolgiamo di più le scuole sulla cultura della strada»
Ha suscitato grande dibattito e interesse il convegno promosso dal Lions Club Grosseto Aldobrandeschi sul tema della sicurezza stradale. In particolare è stata di grande impatto emotivo la...
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Ha suscitato grande dibattito e interesse il convegno promosso dal Lions Club Grosseto Aldobrandeschi sul tema della sicurezza stradale. In particolare è stata di grande impatto emotivo la testimonianza del giovane Gabriele Lattanzi, vittima di un grave incidente stradale a causa del quale oggi è costretto su una sedia a rotelle.
Prendendo spunto dai contenuti del convegno interviene ora la coordinatrice del movimento Strada alla vita Clelia Formiconi. «Esiste una guerra silenziosa e sottostimata – dice Formiconi, particolarmente impegnata sui temi della sicurezza stradale - che in Italia vede morire sulla strada 4000 persone, soprattutto giovani, ogni anno. I dati Istat ci dicono che in Toscana gli incidenti sono diminuiti. Ma volutamente tacciono sulla contemporanea diminuzione del traffico a causa della crisi».
Le ragioni secondo Formiconi e il suo movimento sono nella «assoluta mancanza della cultura della strada che è prima di tutto luogo delle relazioni sociali: non si deve mai dimenticare che sulla strada ci sono persone ancora prima di pedoni, ciclisti e autisti». La via suggerita dal movimento Strada alla vita è quella della tolleranza zero: vanno sanzionati e repressi comportamenti come l’uso del cellulare alla guida e il mancato uso delle cinture di sicurezza. Ma secondo Clelia Formiconi si può fare molto anche a scuola: «L’insegnamento dell’educazione stradale ha evidenziato gravi criticità, bisogna cambiare rotta». Per quanto riguarda la nostra città il movimento ha le idee chiare. «Dobbiamo incentivare la mobilità sostenibile - sostiene Formiconi - Proporremo alcuni progetti su questo all’assessore alla Municipale Fausto Turbanti. I convegni come quello promosso dal Lions vanno incentivati perché tengono alta l’attenzione sul problema. Ringrazio il presidente del Lions Club Grosseto Aldobrandeschi, Gianluigi Ferrara ,per la loro iniziativa di sabato e mando un abbraccio caloroso a Gabriele Lattanzi, un vero esempio per tutti. Il movimento Strada alla vita è al lavoro su un evento da fare insieme alla sua associazione». (s.l.)
Prendendo spunto dai contenuti del convegno interviene ora la coordinatrice del movimento Strada alla vita Clelia Formiconi. «Esiste una guerra silenziosa e sottostimata – dice Formiconi, particolarmente impegnata sui temi della sicurezza stradale - che in Italia vede morire sulla strada 4000 persone, soprattutto giovani, ogni anno. I dati Istat ci dicono che in Toscana gli incidenti sono diminuiti. Ma volutamente tacciono sulla contemporanea diminuzione del traffico a causa della crisi».
Le ragioni secondo Formiconi e il suo movimento sono nella «assoluta mancanza della cultura della strada che è prima di tutto luogo delle relazioni sociali: non si deve mai dimenticare che sulla strada ci sono persone ancora prima di pedoni, ciclisti e autisti». La via suggerita dal movimento Strada alla vita è quella della tolleranza zero: vanno sanzionati e repressi comportamenti come l’uso del cellulare alla guida e il mancato uso delle cinture di sicurezza. Ma secondo Clelia Formiconi si può fare molto anche a scuola: «L’insegnamento dell’educazione stradale ha evidenziato gravi criticità, bisogna cambiare rotta». Per quanto riguarda la nostra città il movimento ha le idee chiare. «Dobbiamo incentivare la mobilità sostenibile - sostiene Formiconi - Proporremo alcuni progetti su questo all’assessore alla Municipale Fausto Turbanti. I convegni come quello promosso dal Lions vanno incentivati perché tengono alta l’attenzione sul problema. Ringrazio il presidente del Lions Club Grosseto Aldobrandeschi, Gianluigi Ferrara ,per la loro iniziativa di sabato e mando un abbraccio caloroso a Gabriele Lattanzi, un vero esempio per tutti. Il movimento Strada alla vita è al lavoro su un evento da fare insieme alla sua associazione». (s.l.)
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