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Pena di 4 mesi per le botte alla coniuge
GROSSETO. Condanna per lesioni a 4 mesi ma assoluzione per maltrattamenti. Il giudice Gian Marco De Vincenzi ha così deciso per il caso di una coppia residente in un paese della zona nord della...
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GROSSETO. Condanna per lesioni a 4 mesi ma assoluzione per maltrattamenti. Il giudice Gian Marco De Vincenzi ha così deciso per il caso di una coppia residente in un paese della zona nord della provincia, lui e lei entrambi di 60 anni (i nomi non sono indicati per tutelare la vittima). Lei aveva sporto querela tre anni fa e per lui la Procura aveva ipotizzato il reato di maltrattamenti (anche con il lancio di oggetti e suppellettili, percosse a cadenza settimanale) per un periodo di oltre due anni, tra il 2012 e il novembre 2014 anche quello di lesioni, per gli strattoni e i calci che nel settembre 2012 avevano causato alla donna un ematoma alla coscia e al braccio destro (7 giorni di guarigione). Il gup Marco Bilisari aveva ritenuto sufficienti gli elementi per sostenere il processo e aveva rinviato l’uomo di fronte al giudice del dibattimento.
Questo si è svolto con il rito abbreviato condizionato all’interrogatorio della donna e di un altro testimone (il figlio della coppia, da tempo maggiorenne), come chiesto dal difensore Emiliano Goracci. Quanto emerso davanti al giudice è che non si è trattato di una sequenza di atti finalizzati a maltrattare la donna ma di due litigi isolati, tra coniugi che sono separati già da due anni; l’ultimo litigio sarebbe stato quello dei calci. I litigi erano iniziati a causa delle difficoltà economiche della famiglia e anche perché entrambi i coniugi avevano avuto relazioni al di fuori del matrimonio. Questo è quanto sostenuto dal difensore, il quale si è richiamato anche al contrasto tra i testimoni: alcuni avevano dichiarato di aver visto l’imputato picchiare la moglie, altri invece no. Inoltre, l’avvocato Goracci aveva chiesto la derubricazione del reato di lesioni a quello di percosse. Dall’altra parte, invece il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi aveva chiesto la condanna dell’imputato, avendo ravvisato l’esistenza comprovata dei reati contestati: due anni era stata la richiesta. Il giudice ha però ritenuto sussistenti solamente le lesioni e ha condannato l’uomo a 4 mesi solamente per questo reato, prosciogliendolo dall’imputazione più grave. Motivazioni da depositare.
Pierluigi Sposato
Questo si è svolto con il rito abbreviato condizionato all’interrogatorio della donna e di un altro testimone (il figlio della coppia, da tempo maggiorenne), come chiesto dal difensore Emiliano Goracci. Quanto emerso davanti al giudice è che non si è trattato di una sequenza di atti finalizzati a maltrattare la donna ma di due litigi isolati, tra coniugi che sono separati già da due anni; l’ultimo litigio sarebbe stato quello dei calci. I litigi erano iniziati a causa delle difficoltà economiche della famiglia e anche perché entrambi i coniugi avevano avuto relazioni al di fuori del matrimonio. Questo è quanto sostenuto dal difensore, il quale si è richiamato anche al contrasto tra i testimoni: alcuni avevano dichiarato di aver visto l’imputato picchiare la moglie, altri invece no. Inoltre, l’avvocato Goracci aveva chiesto la derubricazione del reato di lesioni a quello di percosse. Dall’altra parte, invece il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi aveva chiesto la condanna dell’imputato, avendo ravvisato l’esistenza comprovata dei reati contestati: due anni era stata la richiesta. Il giudice ha però ritenuto sussistenti solamente le lesioni e ha condannato l’uomo a 4 mesi solamente per questo reato, prosciogliendolo dall’imputazione più grave. Motivazioni da depositare.
Pierluigi Sposato
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