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Distrazione di somme Condannato a 16 mesi
Un imprenditore grossetano sotto processo per bancarotta perché coinvolto nel fallimento di un’impresa di costruzioni
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GROSSETO. La distrazione complessiva di somme contestata era particolarmente consistente, superiore ai 3 milioni di euro. Ma lui, Fabio Tonelli, grossetano, 66 anni, doveva rispondere soltanto di una parte dell’imputazione.
E per quella parte (tranne un capo) è stato condannato per bancarotta fraudolenta a 1 anno 4 mesi (pena sospesa e non menzione) oltre al pagamento delle spese del procedimento. La vicenda è quella relativa al fallimento di una ditta edile, la Costruzione e Progetti srl, deciso con sentenza del novembre 2014. Tonelli era socio, sin dalla costituzione, della società di cui Pietro Laezza (fascicolo separato - l’imputato ha già definito la propria posizione con il patteggiamento nel corso del 2016), follonichese era amministratore unico e coamministratore tra il 2007 e il 2010.
A Tonelli, in concorso con Laezza, venivano contestati cinque episodi distrazione di somme: 160.000 euro in quattro assegni circolari del 2008 addebitati alla società fallita e versati alla Edilgreen coop srl di cui Tonelli era presidente del consiglio di amministrazione; 70.000 euro con sette assegni versati direttamente a Tonelli, ancora nel 2008; 25.000 euro, pari a due assegni versti ancora a Tonelli, sempre nel 2008 e ancora addebitati sul conto corrente intestato alla società fallita; 23.980 euro parti all’importo versato nel novembre 2008 dalla coop Ediltel (di cui Tonelli era presidente del consiglio di amministrazione) tramite un assegno tratto sul conto corrente della Costruzione e Progetti. Tutti questi episodi di distrazione sarebbero avvenuti per fini estranei alla gestione sociale.
Per un quinto episodio di distrazione, 80.000 euro, anche questo in concorso con Laezza, il giudice ha assolto Tonelli perché il fatto non sussiste. Si trattava dell’importo versato alla coop Ediltel e registrato nel libro giornale del 2010 come credito. A Tonelli, il pm Maria Navarro (che si era avvalsa della relazione della curatrice fallimentare Marianna Festeggiato e di quella contabile del dottor Stefano Rossi) contestava anche l’aggravante di aver causato un danno patrimoniale di rilevante gravità alla massa dei creditori.
Di fronte al giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci il procedimento si è stato discusso con il rito abbreviato, cioè allo stato degli atti e con la riduzione di un terzo in caso di condanna. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche come prevalenti sulle aggravanti. E ha fissato al 30 giugno la data del deposito delle motivazioni della sentenza. Difesa Michele Mensi.(p.s.)
E per quella parte (tranne un capo) è stato condannato per bancarotta fraudolenta a 1 anno 4 mesi (pena sospesa e non menzione) oltre al pagamento delle spese del procedimento. La vicenda è quella relativa al fallimento di una ditta edile, la Costruzione e Progetti srl, deciso con sentenza del novembre 2014. Tonelli era socio, sin dalla costituzione, della società di cui Pietro Laezza (fascicolo separato - l’imputato ha già definito la propria posizione con il patteggiamento nel corso del 2016), follonichese era amministratore unico e coamministratore tra il 2007 e il 2010.
A Tonelli, in concorso con Laezza, venivano contestati cinque episodi distrazione di somme: 160.000 euro in quattro assegni circolari del 2008 addebitati alla società fallita e versati alla Edilgreen coop srl di cui Tonelli era presidente del consiglio di amministrazione; 70.000 euro con sette assegni versati direttamente a Tonelli, ancora nel 2008; 25.000 euro, pari a due assegni versti ancora a Tonelli, sempre nel 2008 e ancora addebitati sul conto corrente intestato alla società fallita; 23.980 euro parti all’importo versato nel novembre 2008 dalla coop Ediltel (di cui Tonelli era presidente del consiglio di amministrazione) tramite un assegno tratto sul conto corrente della Costruzione e Progetti. Tutti questi episodi di distrazione sarebbero avvenuti per fini estranei alla gestione sociale.
Per un quinto episodio di distrazione, 80.000 euro, anche questo in concorso con Laezza, il giudice ha assolto Tonelli perché il fatto non sussiste. Si trattava dell’importo versato alla coop Ediltel e registrato nel libro giornale del 2010 come credito. A Tonelli, il pm Maria Navarro (che si era avvalsa della relazione della curatrice fallimentare Marianna Festeggiato e di quella contabile del dottor Stefano Rossi) contestava anche l’aggravante di aver causato un danno patrimoniale di rilevante gravità alla massa dei creditori.
Di fronte al giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci il procedimento si è stato discusso con il rito abbreviato, cioè allo stato degli atti e con la riduzione di un terzo in caso di condanna. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche come prevalenti sulle aggravanti. E ha fissato al 30 giugno la data del deposito delle motivazioni della sentenza. Difesa Michele Mensi.(p.s.)
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