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Addio a Raffaello Picchi Una vita per i cavalli
di Francesca Ferri
L’ex presidente dell’Unire e del Rotary aveva iniziato a lavorare con i carburanti Poi la passione per l’equitazione che lo aveva portato ai vertici nazionali
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GROSSETO. Si è spento a 83 anni Raffaello Picchi, ex presidente nazionale dell’Unire ed ex presidente del Rotary Club di Grosseto, una vita spesa per l’equitazione.
Raffaello Picchi era nato il 15 aprile 1934 da una famiglia grossetana. La nonna gestiva il servizio di spola con il barchino tra le due sponde del fiume Ombrone, prima che venisse costruito il ponte Mussolini.
Raffaello aveva iniziato a lavorare nel settore del commercio carburanti, aprendo una rivendita di gasolio per riscaldamento e autotrazione a Grosseto, ma la sua vera passione erano i cavalli. Una passione divenuta una professione, portata fino al più alto livello nazionale.
«Aveva iniziato con una sua scuderia con allevamento cavalli - ricorda l’amico Domenico Saraceno, presidente della Commissione Rotary Foundation - ed era un appassionato di ippica».
Presenza fissa al Casalone di Grosseto, Picchi seguiva la sua passione in tutta Italia, fino ad arrivare, il 4 marzo 1982, ai vertici dell’Unire, l’Unione nazionale incremento razze equine, che proprio in quell’anno adottò un nuovo Statuto e vide salire alla presidente Raffaello Picchi. L’allevatore grossetano vi restò alla guida per buona parte degli anni Ottanta, un periodo di successo per la promozione dell’allevamento dei cavalli, con riconoscimenti in Italia e in Europa.
Il cuore dell’attività era l’ippodromo delle Capannelle a Roma e lì Picchi conobbe Giulio Andreotti, con cui nacque un’amicizia personale che proseguì fino alla morte di Andreotti.
Fu proprio quest’ultimo a introdurre Picchi nel Rotary. Picchi diventerà poi presidente del Rotary negli anni 2011-2012. Ha ricoperto anche la carica di accademico della Cucina nella delegazione di Grosseto. Ma la sua vita erano i cavalli, una passione che condivideva con molti amici, tra i quali il marchese Incisa della Rocchetta a Bolgheri.
Gli amici del Rotary lo ricordano come una persona appassionata, che si infervorava facilmente, ma amabile, elegante, al di sopra della media.
Malato da tempo, Picchi lascia la moglie, la signora Giovanna, insegnante, un figlio e una figlia. Attorno alla famiglia si stringe tutto il Rotary club di Grosseto per la stima e l’affetto che nutriva per l’ex presidente.
Il funerale si terrà questa mattina, alle 11 nel duomo di Grosseto. Il corteo funebre muoverà poi verso il cimitero di Sterpeto dove Picchi riposerà nella cappella di famiglia.
Raffaello Picchi era nato il 15 aprile 1934 da una famiglia grossetana. La nonna gestiva il servizio di spola con il barchino tra le due sponde del fiume Ombrone, prima che venisse costruito il ponte Mussolini.
Raffaello aveva iniziato a lavorare nel settore del commercio carburanti, aprendo una rivendita di gasolio per riscaldamento e autotrazione a Grosseto, ma la sua vera passione erano i cavalli. Una passione divenuta una professione, portata fino al più alto livello nazionale.
«Aveva iniziato con una sua scuderia con allevamento cavalli - ricorda l’amico Domenico Saraceno, presidente della Commissione Rotary Foundation - ed era un appassionato di ippica».
Presenza fissa al Casalone di Grosseto, Picchi seguiva la sua passione in tutta Italia, fino ad arrivare, il 4 marzo 1982, ai vertici dell’Unire, l’Unione nazionale incremento razze equine, che proprio in quell’anno adottò un nuovo Statuto e vide salire alla presidente Raffaello Picchi. L’allevatore grossetano vi restò alla guida per buona parte degli anni Ottanta, un periodo di successo per la promozione dell’allevamento dei cavalli, con riconoscimenti in Italia e in Europa.
Il cuore dell’attività era l’ippodromo delle Capannelle a Roma e lì Picchi conobbe Giulio Andreotti, con cui nacque un’amicizia personale che proseguì fino alla morte di Andreotti.
Fu proprio quest’ultimo a introdurre Picchi nel Rotary. Picchi diventerà poi presidente del Rotary negli anni 2011-2012. Ha ricoperto anche la carica di accademico della Cucina nella delegazione di Grosseto. Ma la sua vita erano i cavalli, una passione che condivideva con molti amici, tra i quali il marchese Incisa della Rocchetta a Bolgheri.
Gli amici del Rotary lo ricordano come una persona appassionata, che si infervorava facilmente, ma amabile, elegante, al di sopra della media.
Malato da tempo, Picchi lascia la moglie, la signora Giovanna, insegnante, un figlio e una figlia. Attorno alla famiglia si stringe tutto il Rotary club di Grosseto per la stima e l’affetto che nutriva per l’ex presidente.
Il funerale si terrà questa mattina, alle 11 nel duomo di Grosseto. Il corteo funebre muoverà poi verso il cimitero di Sterpeto dove Picchi riposerà nella cappella di famiglia.
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