Il presidio
SOS CENTRO STORICO
Il coraggio di investire nella piazza dei vandali
di Elisabetta Giorgi
Due soci hanno rilevato il bar in piazza san Francesco ma tra vandali e sporcizia i problemi sono enormi: "Il sindaco intervenga"
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Il centro storico muore e si spopola? C’è chi scappa e chi resiste, chi abbassa le saracinesche dei negozi e chi scommette sul destino e prova ad aprire, tra mille difficoltà. Storia emblematica e che racconta gli altalenanti umori del commercio tra le Mura di Grosseto è quella di Elisabetta Cipriani ed Emanuel Viti, imprenditori grossetani arrivati dal commercio e dal turismo e che hanno deciso di mettersi in società e provarci, prendendo in gestione l’ex bar Il pozzo di piazza san Francesco, chiuso di recente dai vecchi baristi. La nuova gestione aprirà tra qualche mese, ristrutturata con un sostanzioso investimento proprio dai due nuovi titolari che – animati da entusiasmo ma anche realismo – hanno capito di imbarcarsi in un’impresa “complicata”.
Il nuovo bar di piazza san Francesco si chiamerà Oltrenero Caffè. L’inaugurazione è a settembre. Doveva essere fatta a giugno, ma è stata rimandata perché – come spiegano loro stessi, 45 anni lei, 38 lui - la piazza non sta attraversando il suo momento migliore, anzi. Vandalismi, degrado, pallonate e urina alle vetrine e minacce ai negozianti sono diventati consuetudine. Commercianti e abitanti della zona sono preoccupati e rabbiosi, chiedono un’ordinanza ad hoc al sindaco per ripristinare decoro e sicurezza e mettono sotto accusa le bande di ragazzi (adolescenti e più maturi) che tengono sotto scacco piazza san Francesco e il Chiasso delle Monache. L’ottico Andrea De Fa ha già annunciato che a settembre - esasperato - chiuderà i battenti. «Immaginatevi – confessano ora Elisabetta ed Emanuele – con quale coraggio noi andremo ad aprire questo caffè: oltretutto ci stiamo investendo diversi soldini». I due commercianti si dicono «rammaricati per la situazione che hanno trovato, perché se è vero che ci piaceva il posto e ci siamo trovati di fronte a questa possibilità, la realtà è incresciosa e degradante».
Cipriani e Viti, che tutti i giorni seguono i lavori per il rinnovo dei locali, hanno documentato tutto per foto. Ecco le bande dei ragazzi, vandali in erba che fanno danno ovunque. Lampade dei lampioni rotte, sporcizia sul retro delle Clarisse, il fondo della Provincia in condizioni vergognose, imbrattato. Bottiglie ovunque, il cassettino della società elettrica malconcio. «Io e il mio socio Emanuel – dice Elisabetta – ce la stiamo mettendo tutta e ci mettiamo anche parecchi soldi, ma potete capire con quale spirito e coraggio. La piazza è abbandonata a se stessa; questi ragazzi sono i padroni indisturbati. Mia figlia pochi giorni fa ha rischiato di prendersi uno skateboard sul viso. Siamo preoccupati». Il messaggio al Comune è che faccia qualcosa «anche perché – proseguono i due imprenditori – un privato deve fare ogni volta permessi, contropermessi e pagare un sacco di cose. Abbiamo speso una bella cifra di suolo pubblico ma anche l’ente pubblico dovrebbe fare la sua parte e il Comune impegnarsi a mantenere una situazione di decoro e sicurezza a chi vive o lavora in zona. Ci siamo confrontati con i colleghi dei negozi confinanti: anche per loro la situazione è drammatica. Siamo tutti professionisti, vorremmo fare questo lavoro con serenità ma stiamo con il pensiero che il bancone, le strutture, la facciata su cui spendiamo i soldi ci vengano distrutti dai vandali. Chiediamo solo di poter arrivare a svolgere il nostro lavoro». Aiuti dal Comune? «Luca Agresti è stato gentile, così come Riccardo Ginanneschi. Abbiamo telefonato 1000 volte per parlare anche con il sindaco e prendere appuntamento, ma niente. “Le faremo risapere”. Era giusto per avere un segnale: per far sapere che stiamo aprendo un’attività in centro storico e che avremmo bisogno di un piccolo aiuto».
Il nuovo bar di piazza san Francesco si chiamerà Oltrenero Caffè. L’inaugurazione è a settembre. Doveva essere fatta a giugno, ma è stata rimandata perché – come spiegano loro stessi, 45 anni lei, 38 lui - la piazza non sta attraversando il suo momento migliore, anzi. Vandalismi, degrado, pallonate e urina alle vetrine e minacce ai negozianti sono diventati consuetudine. Commercianti e abitanti della zona sono preoccupati e rabbiosi, chiedono un’ordinanza ad hoc al sindaco per ripristinare decoro e sicurezza e mettono sotto accusa le bande di ragazzi (adolescenti e più maturi) che tengono sotto scacco piazza san Francesco e il Chiasso delle Monache. L’ottico Andrea De Fa ha già annunciato che a settembre - esasperato - chiuderà i battenti. «Immaginatevi – confessano ora Elisabetta ed Emanuele – con quale coraggio noi andremo ad aprire questo caffè: oltretutto ci stiamo investendo diversi soldini». I due commercianti si dicono «rammaricati per la situazione che hanno trovato, perché se è vero che ci piaceva il posto e ci siamo trovati di fronte a questa possibilità, la realtà è incresciosa e degradante».
Cipriani e Viti, che tutti i giorni seguono i lavori per il rinnovo dei locali, hanno documentato tutto per foto. Ecco le bande dei ragazzi, vandali in erba che fanno danno ovunque. Lampade dei lampioni rotte, sporcizia sul retro delle Clarisse, il fondo della Provincia in condizioni vergognose, imbrattato. Bottiglie ovunque, il cassettino della società elettrica malconcio. «Io e il mio socio Emanuel – dice Elisabetta – ce la stiamo mettendo tutta e ci mettiamo anche parecchi soldi, ma potete capire con quale spirito e coraggio. La piazza è abbandonata a se stessa; questi ragazzi sono i padroni indisturbati. Mia figlia pochi giorni fa ha rischiato di prendersi uno skateboard sul viso. Siamo preoccupati». Il messaggio al Comune è che faccia qualcosa «anche perché – proseguono i due imprenditori – un privato deve fare ogni volta permessi, contropermessi e pagare un sacco di cose. Abbiamo speso una bella cifra di suolo pubblico ma anche l’ente pubblico dovrebbe fare la sua parte e il Comune impegnarsi a mantenere una situazione di decoro e sicurezza a chi vive o lavora in zona. Ci siamo confrontati con i colleghi dei negozi confinanti: anche per loro la situazione è drammatica. Siamo tutti professionisti, vorremmo fare questo lavoro con serenità ma stiamo con il pensiero che il bancone, le strutture, la facciata su cui spendiamo i soldi ci vengano distrutti dai vandali. Chiediamo solo di poter arrivare a svolgere il nostro lavoro». Aiuti dal Comune? «Luca Agresti è stato gentile, così come Riccardo Ginanneschi. Abbiamo telefonato 1000 volte per parlare anche con il sindaco e prendere appuntamento, ma niente. “Le faremo risapere”. Era giusto per avere un segnale: per far sapere che stiamo aprendo un’attività in centro storico e che avremmo bisogno di un piccolo aiuto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
