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In troppi con il telefonino al volante
Social, sms e chat: tutti i pericoli che si corrono ogni giorno spiegati dal comandante Macagnino
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GROSSETO
Raccomandarsi, soprattutto ai giovani, di rispettare le regole ed evitare comportamenti a rischio quando si è in sella alla bici o alla moto, quando si stringe il volante con le mani, quando si cammina per strada. È questo che ha fatto il vicequestore aggiunto Antonio Macagnino, comandante della sezione stradale della polizia di Grosseto. Sorriso sulle labbra ed esempio chiari, accompagnati da slides che mostravano tutto quello che sulla strada non va fatto: camminare a testa bassa per guardare lo smartphone senza accertarsi di ottenere la precedenza dai veicoli. «Anche quando si utilizzano le strisce pedonali per attraversare - spiega - bisogna stare molto attenti. Ci sono troppe distrazioni che rischiamo ogni giorno, di pagare con la vita». Dietro le spalle del vicequestore scorrono immagini di incidenti causati dalla distrazione: ragazze che si truccano mentre guidano, che scattano selfie o inviano messaggi. «Un pilota di moto Gp come Marco Melandri - spiega Macagnino - ha detto durante un’intervista di aver paura quando viaggia in bicicletta, perché gli automobilisti sono distratti. È strano sentir dire queste cose da un pilota che in pista viaggia a oltre trecento chilometri orari. Eppure ha ragione». Bisogna cominciare da giovani a cambiare il comportamento quando si è alla guida o quando si cammina per la strada. «Le persone sono distratte da tanti fattori - aggiunge - Uno studio americano dice che per la maggior parte si tratta di viaggiare con la testa tra le nuvole. La seconda causa però resta comunque l’uso dello smartphone». . Al convegno sui social e la sicurezza stradale ha partecipato anche la società Vemar, che a Grosseto produce caschi. «Dispositivi indispensabili - ha detto il responsabile tecnico della società - per evitare tragedie quando si è in moto». (f.g.)
Raccomandarsi, soprattutto ai giovani, di rispettare le regole ed evitare comportamenti a rischio quando si è in sella alla bici o alla moto, quando si stringe il volante con le mani, quando si cammina per strada. È questo che ha fatto il vicequestore aggiunto Antonio Macagnino, comandante della sezione stradale della polizia di Grosseto. Sorriso sulle labbra ed esempio chiari, accompagnati da slides che mostravano tutto quello che sulla strada non va fatto: camminare a testa bassa per guardare lo smartphone senza accertarsi di ottenere la precedenza dai veicoli. «Anche quando si utilizzano le strisce pedonali per attraversare - spiega - bisogna stare molto attenti. Ci sono troppe distrazioni che rischiamo ogni giorno, di pagare con la vita». Dietro le spalle del vicequestore scorrono immagini di incidenti causati dalla distrazione: ragazze che si truccano mentre guidano, che scattano selfie o inviano messaggi. «Un pilota di moto Gp come Marco Melandri - spiega Macagnino - ha detto durante un’intervista di aver paura quando viaggia in bicicletta, perché gli automobilisti sono distratti. È strano sentir dire queste cose da un pilota che in pista viaggia a oltre trecento chilometri orari. Eppure ha ragione». Bisogna cominciare da giovani a cambiare il comportamento quando si è alla guida o quando si cammina per la strada. «Le persone sono distratte da tanti fattori - aggiunge - Uno studio americano dice che per la maggior parte si tratta di viaggiare con la testa tra le nuvole. La seconda causa però resta comunque l’uso dello smartphone». . Al convegno sui social e la sicurezza stradale ha partecipato anche la società Vemar, che a Grosseto produce caschi. «Dispositivi indispensabili - ha detto il responsabile tecnico della società - per evitare tragedie quando si è in moto». (f.g.)
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