Il Tirreno

Grosseto

Sos dei sindaci all’Anci «Dimenticati da Firenze» 

di Fiora Bonelli
Sos dei sindaci all’Anci «Dimenticati da Firenze» 

Castel del Piano, i rappresentati dei Comuni puntano il dito contro la Regione accusandola di essere sorda alle richieste delle periferie e avara di fondi 

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CASTEL DEL PIANO. Politica centralistica assurda, finanziamenti regionali che vanno tutti in altre direzioni ma non in Amiata, distanza abissale delle cabine di regia dalle periferie, politica di Anci troppo quiescente e favorevole ai centri di potere che contano.
Nei giorni scorsi Castel del Piano ha ospitato un convegno a cui erano presenti i vertici di Anci Toscana, il presidente Matteo Biffoni e il direttore Simone Gheri, le istituzioni dell’Amiata e le forze imprenditoriali sono andati a presentare i cahiers de doléances in vista della prossima convention sulla montagna che si terrà a breve a Firenze.
Denti avvelenati dei primi cittadini contro una politica accentratrice regionale sorda a ogni richiesta delle periferie. «A cosa serve la conferenza della montagna se non si dà voce a noi? – ha sbottato Federico Balocchi, sindaco di Santa Fiora –. Un centralismo miope ci soffoca. Bisogna decentrare sui piccoli comuni. Sono contrarissimo, ad esempio, oltre a tutto quel che già abbiamo sul groppone, a un’autorità idrica unica. E l’Anci deve tutelare i piccoli non i grandi. Firenze non ha bisogno di tutele di Anci. Si tutela da sola».
Balocchi ha poi citato una cifra emblematica: «Sui 52 milioni impegnati dalla Regione per la forestazione toscana, all’Amiata sono arrivati 162.000 euro. Qui se non si addrizza il tiro saranno dolori. Firenze costruisce le misure a cui attingere, senza sentire nessuno di noi. Le misure sono fatte a uso e consumo di altri. E non basta: la programmazione europea non è partita».
Ha rincarato la dose Franco Ulivieri, già sindaco di Castel del Piano e ex presidente comunità montana. «La politica toscana non guarda ai territori – ha detto – come era al tempo di Martini e di Chiti. Dal 2010 il governatore Enrico Rossi si muove contro e si assiste impotenti a uno smantellamento della governance locale. L’Anci come si pone in tutto questo?».
Del sistema turismo in pesante affanno ha parlato, in apertura, il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci. «Turismo in difficoltà – ha detto – e industria in crisi. Tiene il sistema agroalimentare. Gravi problemi infrastrutturali sia nel sistema viario che in quello telematico. Un assetto idrogeologico fragilissimo e un sistema dei servizi che è debole e problema non secondario l’immigrazione». La proposta di Franci è stata, alla fine, politica. «Le unioni dei comuni non possono andare avanti così. Se ci si crede, occorre farle funzionare, altrimenti chiudiamole. E poi bene sarebbe riunificare i due versanti amiatini».
Durissimo è stato anche l’intervento di Fabrizio Tondi, sindaco di Abbadia San Salvatore, sul versante senese dell’Amiata.
I vertici Anci più volte chiamati in causa dai sindaci che rammentavano la fattività, in passato di Uncem Toscana, poi soppressa, hanno rassicurato la platea. «Venendo meno Uncem – ha detto Simone Gheri – Anci vuole investire sui piccoli comuni. Stiamo provando a non essere “firenzecentrici”. La conferenza ultima sulla montagna risale a 10 anni fa. Il fondo sulla montagna non c’è più. Non abbiamo sposato alcuna scelta precostituita».
E ha invitato a scegliere una volta per tutte sull’assetto istituzionale montano. «Cosa volete fare? Le Unioni? Il disegno di zone omogenee?», ha chiesto rigettando la palla ai sindaci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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