Il Tirreno

Grosseto

Prefettura inaccessibile a chi è in carrozzina 

di Francesca Ferri
Prefettura inaccessibile a chi è in carrozzina 

Il giornalista Massimiliano Frascino impossibilitato a salire al primo piano: montascale non funzionante e ascensore ko

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GROSSETO. Come decine di colleghi giornalisti, anche Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione Il Sole, ieri mattina si è presentato al palazzo della Prefettura, in piazza Fratelli Rosselli a Grosseto, per seguire un corso di formazione sui migranti organizzato dall’Ordine dei giornalisti. Ma a differenza di tutti gli altri non ha potuto partecipare. Perché Frascino è su una sedia a rotelle e nel palazzo del governo, un luogo che più pubblico non si può, questo rappresenta una differenza. Né il montascale per superare i primi sette gradini, né l’ascensore interno, infatti, funzionavano. E così, arrabbiato e umiliato da una circostanza che non doveva accadere, “Max” – che già l’anno scorso ha vissuto un’esperienza simile al Cassero – è dovuto tornare indietro.
«Sono arrivato alle 9.15-9.20 – spiega Frascino – e sono andato al montascale. Ma non c’è stato verso di farlo funzionare. Era pieno di polvere e ragnatele e si vedeva che era fermo da molto».
Davanti a lui, sette gradini: insormontabili per chi è in carrozzina. Vista la situazione i poliziotti di piantone hanno cercato una veloce soluzione ed è sceso anche un funzionario. «Erano costernati – spiega Frascino – e si sono fatti in quattro. Mi hanno proposto di portarmi su di peso, ma questo non è possibile, perché si sarebbe rotta la carrozzina».
A Massimiliano viene proposto anche di usare un secondo ascensore, di servizio, che però è più stretto. «Avevano già messo una sedia dentro ma, di nuovo, non era una soluzione praticabile, per una questione mia di equilibrio», aggiunge il giornalista. Ma non è finita.
Se anche il montascale avesse funzionato a dovere, Frascino, e chiunque – come lui – non possa fare le scale sulle proprie gambe (non solo persone disabili, ma anche anziani o chi si è semplicemente rotto una gamba), non avrebbe lo stesso potuto raggiungere il salone degli specchi al primo piano. «L’ascensore, così mi hanno detto, non funziona da un anno perché è di vecchia fattura e non si trova la scheda», dice Frascino.
Al di là degli ostacoli fisici, ce n’è poi uno, invisibile, ma ben più grande. Una questione di principio: «Domando: se vi dicessero che potete accedere a un posto, ma per farlo dovete mettervi a quattro zampe, come vi sentireste? Non è una sensazione piacevole: io sono una persona tranquilla, non sono uno arrabbiato con il mondo o rancoroso, ma queste cose non sono accettabili. Eppure succedono costantemente. E perché? Perché alla fine nessuno dà importanza a questi aspetti. Si dà per scontato che le persone disabili non vengano e non ci si preoccupa di fare manutenzione o controllare che le cose funzionino; epperò, proprio perché le persone disabili sanno che ci sono questi disservizi, se ne stanno a casa».
Massimiliano Frascino è un giornalista e come tutti quelli che svolgono questa professione deve obbligatoriamente seguire dei corsi di aggiornamento. «Sono per lo più organizzati a Firenze, Pisa, Livorno – dice – ma per me è più complicato andare così lontano. A Grosseto non sono frequenti e perciò quando vengono organizzati ne approfitto volentieri. Eppure, anche l’Ordine dei giornalisti, che mi conosce, potrebbe anche sincerarsi che i corsi vengano svolti in luoghi accessibili».
La rabbia è mista a sgomento. Un uomo colpito nella propria dignità, costretto a mettere da una parte il pudore, a mostrarsi nelle proprie fragilità per affermare un proprio diritto. «Non mi piace andare sui giornali per queste cose – dice – non trovo giusto che si debba sempre dover parlare dello “sciagurato che piccinino resta fuori”. Però, se è l’unico modo per cambiare le cose, lo faccio. Quella roba lì non è accettabile».
Il Tirreno ha interpellato ieri la Prefettura per saperne di più. La Prefettura ha annunciato un comunicato che, ancora ieri sera, non era arrivato. La prefetta Cinzia Torraco ha però avuto un lungo colloquio telefonico con Frascino, con il quale si è scusata. E scuse, a nome dell’Ordine dei giornalisti, arrivano anche dal presidente regionale Carlo Bartoli, ieri tra i relatori del corso. «Sono cose che non dovrebbero succedere», dice Bartoli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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